Domenica 11 Ottobre, aggiornato alle 19:42

Pescatori contro Parco AMP: il polpo, la murena e l’aragosta. Mimmo Pirisi: vogliono lavorare

Pescatori contro Parco AMP: il polpo, la murena e l’aragosta. Mimmo Pirisi: vogliono lavorare

E’ una di quelle storie che per il management del Parco di Porto Conte è diventata una spina: i pescatori. Sono quelli che lavoravano all’interno dello specchio acqueo, che comprende un gran pezzo di golfo, compresa la Baia delle Ninfe. Ora il Parco, in conseguenze leggi,  di verifiche, studi a valenza scientifica ha deciso che questa parte di AMP, sia interdetta alla pesca, con occhio di riguardo al polpo, che in zona scarseggia in maniera allarmante. Interdizione che investe i pescatori che fanno questo per lavoro, quindi professionisti, ma udite udite, non riguarda i pescatori sportivi e ricreativi. Nelle zone B e C è consentita la pesca sportiva e ricreativa, ai residenti del Comune di Alghero e ai soggetti non residenti, previa autorizzazione del Parco, ammesso sia a terra che a mare,  un prelievo cumulativo giornaliero fino a 3 kg per persona, e l’ititurismo sino  a 10 Kg per unità

Sportivi e ricreativi sono tutti quelli ( che hanno già un lavoro o una pensione)  che al mattino salpano gli ormeggi e possono pescare. Qualche chilo, o poco più, ma alla fine, la somma fa davvero la differenza: anche loro contribuiscono a impoverire l’area.

Nei mesi di gennaio, febbraio, settembre, ottobre, novembre e dicembre, non è consentita la pesca con attrezzi da posta (nasse, reti, palangari) nell’area identificata nella carografia in foto, questo dice il Regolamento. Chi pesca ed è autorizzato deve esibire il registro delle catture a richiesta all’Autorità di controllo, e di consegnarlo all’Ente gestore entro la fine dell’anno, o nell’anno successivo in allegato alla nuova istanza/comunicazione da protocollare

 

Questo prevede il Disciplinare Attuativo per l’anno  2022, approvato con Deliberazione del CdA del parco il  30-12-2021 e all’articolo 10 prevede la “Disciplina dell’attività di pesca” e non si può sottacere persino che era stato tutto previsto nella legge istitutiva dell’Area Marina Protetta avvenuto con Decreto Ministeriale del 20 settembre 2002. Il Disciplinare stabilisce la modalità di svolgimento delle attività consentite nell’Area Marina Protetta “Capo Caccia – Isola Piana”, nelle more dell’approvazione del Regolamento di esecuzione.

 

Ma fra pescatori e Parco AMP soffia ancora vento di guerra (LEGGI). I pescatori si lamentano, il Parco aspetta, l’Assessora Murgia  ha preso impegni ( LEGGI). Come se in una nassa ci sia un polpo, una murena e una aragosta: nulla si muove!

 

“Oggi, davanti alla sede del Parco di Porto Conte a Tramariglio, c’è stata una manifestazione pacifica dei pescatori e delle partite Iva regolarmente iscritte che lavorano all’interno del parco”, è l’inizio delle dichirazione del Gruppo consiliare del PD che interviene nel merito del problema, oggi risalito alla ribalta della cronaca.

 

La manifestazione verte sulla stanchezza di aspettare le promesse, che ad oggi non sono state mantenute, da parte dell’assessora all’agricoltura regionale e si parla di promesse fatte nel mese di giugno. I pescatori e le partite Iva vogliono risposte concrete e immediate, non elemosina pubblica. Vogliono lavorare per il Parco, con progetti attinenti e messi in piedi dall’Ente Parco; anche perché i soldi ci sono, basta solo avere la volontà di fare.  Come Partito Democratico siamo disponibili a dare il nostro contributo.  Ora ascoltiamo i pescatori e insieme a loro troviamo una soluzione, chiudersi non serve a nessuno, chiude il Capogruppo in Consiglio Comunale Mimmo Pirisi.

Le affermazioni di Pirisi non possono essere fatte cadere nel vuoto. Il Parco di Porto Conte potrebbe inglobare queste cinque famiglie di pescatori che oggi sono stritolate dalla crisi e dalle chiusura dell’ara alla pesca, dentro propri progetti che potrebbe consentire queste famiglie di sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. L’ittiturismo, l’escursionismo, la pulizia di fondali e delle coste potrebbe essere un jolly che il Parco potrebbe giocare con queste persone. E non si chiede la luna ma di scollinare in quei sei mesi di chiusura, che ora diventano durissimi.


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