Martedì 31 Gennaio, aggiornato alle 22:40

VIDEO – Parco di Porto Conte – Pescatori sul piede di guerra, le regole dell’AMP ci portano sei mesi di fame. Il Direttore Mariani : Dialoghiamo con tutti

VIDEO – Parco di Porto Conte – Pescatori sul piede di guerra, le regole dell’AMP ci portano sei mesi di fame. Il Direttore Mariani : Dialoghiamo con tutti

Sorpresa oggi all’arrivo a Casa  Gioiosa dove era in programma l’Assemblea del Parco. Per strada una pattuglia dei Carabinieri con il Comandante della stazione di Fertilia Diego Solinas, una pattuglia dei Barracelli, di lato alla strada, in una piazzola tante persone, a pochi metri dall’ingresso . Stava andando in scena una protesta, civile,  da parte di pescatori che sono soliti pescare all’interno dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana. Non meno di 30 persone stazionavano all’aperto, facce arse dal sole,  persone che lavorano in mare e dal mare traggono sostentamento. Chiedevano di poter parlare con rappresentanti del Parco, poiché in Assemblea c’era da votare, la proposta di “regolamento di esecuzione di organizzazione dell’area marina protetta proprio di Capo Caccia Isola Piana, e la sua approvazione”. Un regolamento che porta al blocco della pesca per sei mesi. E con il blocco anche il minimo guadagno per loro, sarebbe venuto a mancare. Mimmo Pirisi il Consigliere comunale del PD, intuisce che bisogna metterci la faccia e si rende disponibile a sentire le ragioni di queste persone e trasportarle in aula. Si stupisce il Sindaco Conoci, altrettanto l’Assessore Andrea Montis che sul posto di fatto trovano un assembramento.

Una manifestazione,  pacifica,  mai vista prima di oggi, proprio all’ingresso della Sede del Parco. E sia ben chiaro , non sono persone contrarie all’istituzione della AMP, e delle regole stringenti, che ci saranno, ma vogliono essere ascoltati e cercare di far capire che per loro sei mesi di fermo, sono un po un riduzione alla fame, certa. E questo è un problema.

Stavolta a protestare non sono gli ambientalisti, quelli radicali, ” con la pancia piena” stavolta per strada c’erano giovani e padri di famiglia che vedono il futuro a tinte fosche. Le dichiarazioni sono contenute in una intervista che vi proponiamo integralmente, ed è il portavoce Mura che mette al primo posto un bel verbo” dialogo”, ” che è sempre mancato” afferma- anche se la Direzione del Parco dice il contrario. Questo tratto di mare per noi è la salvezza invece se si chiude in inverno come facciamo? Parla da vicepresidente dell’Associazione dei pescatori, e come rappresentante degli stessi, che non ha alcun contrasto con il Presidente, citato in una nota stampa dal managemente del Parco che afferma che con questo c’è dialogo. “Vorremmo essere accettati nell’Assemblea almeno come delegazione. Vogliamo la concertazione, fra pescatori e AMP, vedere se si possono allentare le prescrizioni e venirci incontro, se non sulle attrezzature di pesca con  progetti e sostegni che ci possano aiutare e compensare. Ed emerge che la possibilità che ci sarebbe, di poter  pescare con 100 nasse disponibili, si sostiene  sia pressochè impossibile: “una barca con due o tre persone a bordo non porta a terra un reddito soddisfacente per poter far campare un famiglia. Se non sono rivendicazioni chiare, si dica cosa sono queste? I pescatori sono consci che i limiti e le prescizioni dell’AMP  possono essere accettate da tutti solo in cambio di compensazioni, o il coinvolgimento in attività alternative che possano vedere i pescatori parte attiva.

Il Presidente del Parco Raimondo Tilloca e il Direttore  Mariano Mariani non parlano. Non vogliono commentare: “è tutto scritto in un comunicato ufficiale che abbiamo dato a tutta la stampa” – affermano all’unisono (LEGGI). Comprendono bene che non è il caso di farsi trascinare in polemiche che potrebbero essere strumentalizzate. Il solo che convinciamo a darci una lettura di quel che succede è il Direttore Mariani, che ci fornisce una lettura tecnica di quanto avviene oggi nell’area Marina Protetta. “c’è una situazione di impoverimento certificata da tecnici e da monitoraggi scientifici, e questi rapporti da noi non possono essere ignorati.  I pescatori ci facciano un richiesta formale di incontro  noi la valutermo”.

Il Parco non  c’entra con certe richieste, e allora è la  politica che deve scendere in campo: “così come è intervenuta per compensare i  pescatori del riccio, si trovi il modo di integrare il reddito di queste persone. Ma il Parco in questo può poco” ha affermato Mariani. In una associazione ufficiale, con 70 pescatori circa, c’è un Presidente che si chiama Leonardo Zinchiri e con loro il Parco interloquisce. Mariano Mariani accenna ai progetti che interessa questi pescatori e cita “La pesca del rifiuto” , il “monitoraggio del pescato“, tutte attività che implementano il reddito di queste persone. E sottolinea che con l’Associazione Banchina Millelire si interloquisce con regolarità e sono parte attiva nei progetti. Le richieste non si fanno a mezzo stampa” ci tiene a precisare.

Un problema indubbiamente. L’interruzione della pesca del polpo da settembre a  febbraio, è dovuta perchè il mollusco cefalopode, si sta estinguendo, la Direzione deve intervenire e la pesca si deve interdire. I pescatori devono mangiare, e la soluzione diventa tutta politica e in capo alla politica. La soluzione sarebbe che la regione finanzi il ripopolamento del polpo, allo stesso modo di come ha trovato le risorse per il ripopolamento del riccio.

E se per il riccio di mare arrivano le risorse, perchè altrettanto non potrebbe essere per i pescatori di polpo, della marineria algherese?

E il focus si sposta a Lunedì, con la politica che scende in campo, e tratterà del problema Lunedì, Christian Mulas Presidente di Commissione Consiliare ha già dato appuntamento, la patata bollente si sposta, passa di mano, per ora, e quelli che rimangono fermi, in attesa di essere asciltati,  sono i pescatori.


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