La conferenza stampa dell’altro Ieri nei locali di Res Pubblica in Piazza Pino Piras (LEGGI), ci ha fornito una visone di insieme sul Comitato Punta Giglio Libera, che si organizza in modo strutturato. La presentazione di un sito internet sulla vicenda, i suoi risvolti, il tesseramento a sostegno della Ri-nascita del Parco di Porto Conte, e soprattutto il manifesto.
Punta Giglio Libera si dichiara pronta ad essere un baluardo a difesa dell’ambiente, degli habitat contro ogni tipo di speculazione e di assalto del territorio, sebbene mascherato. A fare chiarezza sulla loro posizione, che è stata una sollecitazione a prendere una posizione netta ” a rimboccarsi le maniche“, condivisa dai componenti del Comitato, è stato l’ex Sindaco di Alghero Carlo Sechi. E’ la sua seconda uscita pubblica sul tema, la precedente era avvenuta a Fertilia, nei locali dell’Egis, sempre nel corso di una conferenza stampa ( LEGGI). E’ una proposta di rottura con il presente, e un atto d’accusa alla politica locale incapace a suo dire di tutelare il bene prezioso collettivo. Affermazioni che daranno fuoco a un contesto ammorbato dalle polemiche riassumibile in questa frase: Sottrarre il Parco all’esclusivo Governo degli algheresi
Carlo Sechi si sofferma sulle battaglie portate avanti negli anni 80, sostiene che “I tentativi di assalto al Parco, su un’area così preziosa sono stati numerosissimi, l’ho ricordato altre volte, lo ricordo ancora oggi. Il nemico numero uno è stato il tentativ, attraverso il Piano Regolatore Generale, di prevedere una serie di volumi; ma si è fatto marcia indietro, puntando alla cosiddetta centralità di Alghero, uno slogan. E’ nato così il movimento per difendere quell’area, di alto pregio, però i tentativi fatti con Punta del Dentul, Porto Turistico a Tramariglio, il tentativo con il CORISA, a Cala Llonga , il tentativo della Dragonara,l famosa teleferica, il tentativo dell’hotel di Boroudi poi sanato, dimostrano che i tentativi di occupare quel bene preziosissimo, rimane sempre in piedi. Bisogna tenere alto il livello di guardia, va mantenuto un presidio alto a vigilare su quel bene, e la dimostrazione è che il Quinto Elemento ha trovato una rete smagliata e si è infilato, con la complicità e responsabilità da parte di chi amministra a tutti livelli e gli ha consentito di fare questo. Il Comitato Punta Giglio deve diventare un baluardo anche perché i tentativi non si esauriranno qui ce ne saranno altri. La parte della Costa nel nord ovest della Sardegna, è una delle aree più belle, più straordinariamente ricche, che va tutelata come non ce ne sono altre non solo in Sardegna, ma neanche nel Mediterraneo. Di questo sono talmente convinto – – prosegue Carlo Sechi– che dico, facendo un appello al Comitato di Punta Giglio, così come è nato il comitato di Porto Conte, ci si rimbocchi le maniche e si trovi il modo per trovare solidarietà e lanciare un’idea, che è il Parco del Nord nord-ovest della Sardegna. Perché continuo a dire noi Porto Conte avremo sempre difficoltà a difenderlo, se lo teniamo dentro l’ambito municipale di Alghero, che è stato il primo grande errore. Un bene di quel genere non può essere gestito solo dalla comunità che lo ospita, anche perché è un Parco che campa interamente con i finanziamenti regionali, e non capisco come mai non ci sia una rappresentanza regionale all’interno dell’Assemblea del Parco o del Comitato del Parco. Se noi riusciamo a fare squadra con comuni limitrofi, e soprattutto puntando su un elemento che oggi ormai, in qualche modo, è decollato, ovvero il progetto dell’Area Metropolitana di Sassari, dobbiamo pensare a un Parco che superi gli ambiti dell’area metropolitana di Sassari e deve diventare il Parco del Nord Ovest della Sardegna, perché non è possibile che l’area Parco finisca ai confini con Baratz e Porto Ferro e a seguire l’Argentiera e gli stagni, bisogna guardare a sud, e andare dove c’è l’altro paradiso terrestre. Su queste cose noi dobbiamo battagliare, perché questo è il modo per attirare la solidarietà della gente, sensibilizzare la gente informare la gente, e riuscire a raggiungere quel risultato che, anche a noi allora, sembrava impossibile, eppure è stato raggiunto”.
Altro materiale sul fuoco delle polemiche, in un contesto ammorbato. Sottrarre il Parco all’esclusivo Governo degli algheresi è molto più di una provocazione, è una frontiera politica. Carlo Sechi è parso ben conscio delle sue asserzioni, e delle critiche che gli muoveranno, ma è altrettanto pronto a far valere a bonta della sua proposta.








