Quello striscione appeso sulla recinzione lato Via Cagliari accende il pensiero a quello che è successo ieri l’altro, “Con un voto a dir poco vergognoso il Senato boccia l’emendamento al decreto ristori che avrebbe dovuto pagare un indennizzo ai medici colpiti dal Covid e ai famigliari dei 369 medici che dall’inizio della pandemia hanno perso la vita uccisi dal virus”. Lo dice il presidente dell’ordine della Provincia di Milano. Autentici caduti sul lavoro, eroi.
E altrettanto lo sono coloro che lavorano da oltre due anni nelle terapie intensive, nei pronto soccorso degli ospedali. Uomini e donne di gran coraggio e spirito altruista. Persone che si sono sporcate con un lavoro massacrante, quotidiano e costante nel tempo. Sino ai giorni nostri.
Ma nella battaglia contro il Covid ci sono anche altre situazioni che ora vengono osservate da altra angolazione e altre considerazioni.
Riguarda il lavoro svolta da medici e infermieri, in ambiti diversi, e con diverse incombenze. L’eroismo non c’entra, perché si tratta di lavoro, pagato. Parliamo dei medici vaccinatori.
E come sempre accade in ambiti lavorativi, le disparità di trattamento fra camici bianchi e infermieri, ha determinato una lacerazione fra di loro, e musi lunghi ora che si apprendono persino i guadagni. Medici che ricordiamolo, sono dirigenti , ma il discorso vale anche per gli infermieri, che devono il debito orario all’Azienda, poi possono aderire all’attività di somministrazione, extra.
Di cosa si tratti nello specifico, per i medici, si trova abbondantemente descritto nella pagina dell’ANAOO AssoMed, che cita le fonti del Messaggero e del Mattino.
“In realtà, i medici vaccinatori che ora somministrano le dosi preferirebbero forse continuare con le inoculazioni negli hub. Per molti di loro, in effetti, il servizio è ben pagato. «Nel caso di medici dipendenti che somministrano il vaccino extra orario di lavoro, si tratta di produttività aggiuntiva, e quindi ogni ora viene pagata 80 euro lordi. Si chiama libera professione a favore dell’azienda, ed è regolata da leggi emanate durante l’emergenza. Sono stati stabiliti infatti finanziamenti ad hoc».
La questione è diversa per gli specializzandi, che invece «vengono pagati 40 euro l’ora». Ma per tutti c’è un limite. «Non possono superare mediamente le 10 ore settimanali». Quindi, un medico può arrivare a guadagnare 3200 al mese, oltre allo stipendio; uno specializzando 1600, oltre alla borsa di studio. Per i medici di famiglia, i conti cambiano. «Se somministrano il vaccino negli hub sottolinea il segretario generale del Sindacato medici italiani ci vengono riconosciuti 6,16 euro a iniezione. Se invece lo facciamo nei nostri studi, abbiamo un surplus di 2,50 solo per la prima dose, per l’acquisto di dispositivi di protezione. Ricordiamo che gli Usca prendono 40 euro all’ora, altri medici che hanno risposto al bando di Arcuri 60>>
Poi a questi si aggiungano i compensi agli infermieri ( vaccinano anch’essi), all’amministrativo che quasi sempre funge da rendicontatore e lo stipendio si arrotonda, seppur con grande sacrificio. Se fossero i sopracitati 3200 euro sarebbe tutto nella norma. Dieci ore settimanali fattibili.
Quel che sarebbe auspicabile sapere, per esempio, è quanti medici dirigenti e infermieri, abbiamo potuto accedere a questo tipo di attività e quante ore abbiano dedicato pro capite a questo tipo di incombenza.
Alghero sede di Distretto, per esempio, ha dovuto fare fronte ad attività vaccinale, con una squadra di lavoro, nei paesi limitrofi, in attività extra. E di questo in questi giorni si comincia a parlare. ( segue)








