Altra serata da dimenticare per la maggioranza di Mario Conoci. L’appuntamento di oggi era al Parco, c’era l’Assemblea, all’Odg punti qualificanti di grande levatura: Proposta di Regolamento di esecuzione e di organizzazione dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana. Approvazione; Piano del Parco, linee di indirizzo, nomina della Consulta. Non è bastato per calamitare la maggioranza dei consiglieri oggi ancora e ulteriormente in troppi assenti. Alla porta d’ingresso a spingere per la protesta, una trentina di persone, pescatori e familiari al seguito ( LEGGI). Coglie tutti di sorpresa, e il Sindaco i sala, si accomoda al primo posto, per non vedere il vuoto che c’era dietro.
In totale i presenti sono 14, quasi equamente divisi. Della maggioranza di Conoci ci sono Camerada, Spano, Musu, Muroni, Salvatore, Mulas, Ansini e Bamonti, per l’opposizione in aula ci sono Di Maio, Alivesi, Pirisi, Cacciotto, Di Nolfo, Bruno. Troppo ghiotto l’assit, e Pirisi cha annusa il profumo della lotta fuori dalla porta, si mette a capo di una fronda, che trova subito sponda nel resto dell’opposizione. Si chiama una riunione dei capi gruppo, trova il tempo di avvisare i manifestanti all’esterno, assicura loro un interessameto, e il risultato è scontato. L’opposizione tiene in ostaggio la maggioranza, detta i tempi della seduta e chiede e ottiene il capovolgimento dei lavori in corso. Niente regolamento dell’Area Marina protetta, e niente Linee di indirizzo del Piano del Parco. Si “concede” la sola ratifica del Servizio di Tesoreria al Banco di Sardegna, e la presa d’atto dell’inesistenza di enti e società partecipate da consolidare. Votazione sui punti all’unanimità per alzata di mano e lo scioglimento dell’Assemblea è stato consecutivo. Il motivo è stato letto dal Presidente del Consiglio Lelle salvatore: I Consiglieri chiedono e ottengono che argomenti di tale portata transitino prima in Commissione Consiliare. Raimondo Cacciotto difende l’operato dell’Assemblea e per la maggioranza è un altro affronto. Insomma il Parco è terra di scontro. La maggioranza di centro destra sardista lo snobba, i mali di stagione fanno il resto, e il centro sinistra porta a casa un altro punto.
Ed è evidente che sul terreno del Parco di Porto Conte le tensioni della maggioranza si scaricano tutte. Ed è persino evidente che la guida del Parco, in capo all’Udc che ha nominato Raimondo Tilloca, paga pegno per colpa della riottosità dei suoi consiglieri che per Conoci sono una spina nel fianco. Ed è un problema che si trascina da tempo. La minoranza garantisce il numero legale delle assemblee, che di fatto in loro assenza avrebbero portato il Parco al blocco totale dell’attività amministrativa. Un paradosso. E non si vede la via d’uscita. Anzi si che si vede: il Parco è assegnato all’opposizione.








