“Chiuso definitivamente quello di Galboneddu e verificata l’impossibilità di allestirne un altro all’interno del mercato del primo pescato, sulla banchina Millelire, prestissimo nella Riviera del Corallo potrebbero aprire due nuovi centri di spedizione abilitati alla certificazione e al confezionamento dei ricci di mare, uno a San Marco e uno in città in centro”. Era il 2012 quando si spesero queste parole per annunciare le aperture che non avvennero. E non può che essere salutata e far bene all’ attività dei pescatori certificati e abilitati, e alle attività produttive. Stamattina, una lieta sorpresa l’inaugurazione di un nuovo punto nel cuore del Quartiere della Pietraia all’interno del mercato.
Un contesto molto curato, pulito e accogliente è ora a disposizione di chi vorrà aver certificata la provenienza del prelibato echinoderma. Alla presenza dell’Assessora Giorgia Vaccaro, degli esponenti e Consiglieri della Lega-Psd’Az Maurizio Pirisi e Roberto Trova, del Dirigente del Settore Vanni Martinez, dell’Associazione pescatori Subacquei nord Sardegna, è stato inaugurato il centro di spedizione abilitato alla certificazione e al confezionamento dei ricci di mare.
Spiega, visibilmente soddisfatto, alla stampa presente, un associato, Leonardo Mura, che l’associazione annovera solo ad Alghero 15 aderenti, mentre nel nord Sardegna sono 30 i sub autorizzati alla pesca e commercializzazione del riccio. Un tassello di sicuro verso una normalizzazione del rispetto delle regole, soprattutto in chiave futurista. Il riccio è pescato in maniera anomale e lo testimonio l’impoverimento assoluto dei nostri mari, ma afferma Maurizio Pirisi “ è solo l’inizio di un punto che certifica sia la tracciabilità del prodotto, sia la provenienza assolutamente lecita”. Le norme regionali in materia sono stringenti, e questa del centro di spedizione è senz’altro finalizzata ( ma non lo si dice apertamente) tentare di arginare la pesca abusiva.
Oggi è il riccio di mare, domani sarà la volta del pescato che si coltiva nella acque del Golfo, si pensi alle ostriche e alle oloturie. E si ha persino notizia che altre persone private, siano interessate ad aprire e gestire un centro di spedizione che certifichi la tracciabilità dei prodotti pescati.
Ed è interessante la chiave di lettura che del tutto da Maurizio Pirisi, che non guarda solo l’immediato, ma apre lo sguardo al Distretto Rurale che comincia a prendere corpo e sta per decollare. “La tracciabilità avverrà per tutto quanto si produrrà nel territorio del Distretto, un bollino di certificazione e di provenienza e qualità segno inequivocabile di una marchio che sarà di qualità.
I prodotti che finiranno nei nostri mercati – ha chiosato Pirisi – se certificati avranno un valore aggiunto, tutto può essere certificato come prodotto del nostro mare e del nostro territorio, il settore dello Sviluppo Economico del Comune sta portando avanti un progetto di ampio respiro, perchè si vuole favorire l’interscambio fra centri di produzione e attività produttive, di vendita, di ristorazione.








