Lunedì 12 Ottobre, aggiornato alle 15:01

Lettera del Legale del Quinto Elemento che chiede la rettifica all’articolo di Mario Tozzi: a tutela dell’immagine e degli interessi

Lettera del Legale del Quinto Elemento che chiede la rettifica all’articolo di Mario Tozzi:  a tutela dell’immagine  e degli interessi

Sulla pagina pubblica Fb Rifugio di Mare- Maps, Punta Giglio Alghero, che rimanda sul sito de “Il Quinto Elemento – Società Cooperativa”, è contenuto l’annuncio del motivo che ha portato la società a indirizzare, tramite un proprio legale, una lettera di diffida alla STAMPA, giornale che ieri aveva ospitato un articolo di Mario Tozzi, geologo e divulgatore di fama, che conosce bene la realtà sarda, che parlava dell’intrapresa che si sta compiendo nell’ex batteria militare di Punta Giglio. Scrive la Cooperativa:

 

“In questi mesi piuttosto difficili e pesanti abbiamo sempre voluto tenere un basso profilo e non rispondere alle continue aggressioni e alle provocazioni verbali apparse sui social e sulla stampa locale.  Stiamo però reagendo di fronte a condotte rilevanti sotto il profilo penale e dannose sotto il profilo civile.  Da ultimo il “caso” Punta Giglio ha trovato eco su un quotidiano a tiratura nazionale con articolo firmato da un noto divulgatore di temi ecologici ed ambientali il quale ha dimostrato di avere conoscenza e visone parziali sulla vicenda, evidentemente mal informato dai soliti noti.

Riteniamo oggi doveroso prima che necessario pubblicare la comunicazione con la quale si è chiesta rettifica ai sensi di legge.

Qui è possibile leggere il testo integrale: della nota legale che porta la data di ieri con  RICHIESTA RETTIFICA

La Società IL QUINTO ELEMENTO SOCIETÀ COOPERATIVA, in persona del legale rappresentante, mi ha conferito mandato per la tutela della propria immagine e dei propri interessi, gravemente compromessi in conseguenza della diffusione dell’odierna edizione del quotidiano a tiratura nazionale “LA STAMPA”, contenente un articolo a firma di MARIO TOZZI il cui titolo,“Resort di lusso a picco sul mare l’ultimo ecomostro all’italiana”, stante la sua indubbia portata suggestiva, avrebbe dovuto stimolare anche il dovere di controllo da parte del Direttore responsabile circa l’esattezza e la fondatezza di quanto pubblicato. L’articolo tratta di un intervento eseguito dalla COOPERATIVA IL QUINTO ELEMENTO in una località sita in Comune di Alghero e denominata “Punta Giglio” e si conclude con la personalissima annotazione secondo la quale “Punta Giglio è un pessimo esempio di rapporto con ambiente e comunità locali”. Spiace doverlo rilevare, ma di pessimo, e altamente, vi è solo l’articolo in contestazione in relazione al quale si chiede rettifica ai sensi di legge, con riserva comunque di azione risarcitoria. Appare infatti sconcertante come l’autore del pezzo abbia inteso propalare affermazioni che nulla hanno a vedere con il diritto/dovere di informare, atteso che i fatti descritti si collocano a distanza siderale da quelli che la deontologia prima ed un minimo di cura professionale poi, avrebbero imposto di accertare, magari andando ad interpellare le fonti che più oggettivamente potevano fornire elementi completi ed esaustivi sul tema oggetto dell’articolo. Si ha invece fondatissimo il dubbio che l’autore si sia limitato del tutto passivamente a raccogliere lamentazioni di soggetti politicamente molto esposti, peraltro facilmente individuabili e che da diversi mesi stanno imperversando soprattutto a mezzo social, i quali scientemente rappresentano travisandoli, manipolandoli e falsificandoli, fatti e procedimenti amministrativi dei quali hanno invero perfetta conoscenza, tanto che nei loro confronti sono stati attivati gli strumenti previsti dal codici di procedura penale e civile. Se invece, come è preciso obbligo di un serio operatore della libera stampa, il Sig. TOZZI avesse speso qualche ora del suo tempo ad approfondire la vicenda, magari interpellando la COOPERATIVA IL QUINTO ELEMENTO e/o le Autorità amministrative preposte alle autorizzazioni ed ai controlli, avrebbe serenamente appurato che quanto si sta realizzando a Punta Giglio è qualcosa di ben diverso da ciò che l’autore ha inteso insinuare in termini apocalittici, raccontando che un paradiso naturale sta per essere cancellato “per interessi, ancorché parzialmente legittimi, di privati”, ben guardandosi però dall’indicare quali sarebbero gli interessi illegittimi che l’avverbio “parzialmente” introduce per logica conseguenza nel contesto dell’accusa contenuta nell’articolo. Se un tale dovere il Sig. TOZZI avesse osservato, sarebbe partito dall’inizio, ossia dal Bando“ CAMMINI E PERCORSI” indetto dall’Agenzia del Demanio nel 2017(https://www.agenziademanio.it/opencms/it/progetti/camminipercorsi/) per la riqualificazione e la rifunzionalizzazione di edifici di proprietà pubblica posti lungo itinerari ciclopedonali, bando che ha visto la partecipazione in sede di ideazione e progettazione, fra gli altri soggetti (Touring Club Italiano, DG Turismo del MiBACT, MIT), di LEGA AMBIENTE, organizzazione che non consta sia fiancheggiante gli speculatori o i devastatori dell’ambiente ai quali di fatto il Sig. TOZZI va ad equiparare i soggetti operanti a Punta Giglio, del tutto villanamente e gratuitamente apostrofati come “predatori del futuro”. Avrebbe altresì appurato che la fase ideativa e progettuale venne anche composta da una consultazione pubblica durata 7 settimane, alla quale hanno partecipato circa 25.000 persone, 453delle quali dalla Sardegna (https://www.turismo.beniculturali.it/news/cammini-e-percorsi-i-dati-della-consultazione-pubblica/;https://www.agenziademanio.it/export/sites/demanio/download/schedeapprofondimento/REPORT-SHORT_CAMMINI-E-PERCORSI-da-5.0.pdf)La “ex batteria SR 413 di Punta Giglio” era ricompresa nel bando, per l’esattezza nel lotto25, e vennero presentate ben dieci offerte esaminate le quali (secondo i rigorosi criteri declinati dall’Agenzia del Demanio) il bene venne aggiudicato in assegnazione temporanea novennale alla COOPERATIVA IL QUINTO ELEMENTO, essendo stata evidentemente convincente e valida la proposta progettuale incentrata sulla promozione del turismo lento e del turismo sportivo, sulla destagionalizzazione e sulla sostenibilità ambientale. Successivamente alla aggiudicazione, ebbe inizio l’iter amministrativo finalizzato all’ottenimento delle dovute autorizzazioni che, considerata la peculiarità dell’area (sottoposta a vincoli storici, ambientali e paesaggistici) coinvolse ben 14 Enti fra i quali il Comune di Alghero; il Parco Naturale Regionale di Porto Conte; le Capitanerie di Porto di Alghero e Porto Torres; il Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per la Sardegna; la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro; la Regione

Autonoma della Sardegna con gli Assessorati agli enti locali, urbanistica – servizio tutela de lpaesaggio -, difesa dell’ambiente e servizio valutazioni ambientali. A voler seguire il ragionamento colpevolmente spericolato dell’autore dell’articolo, i funzionari di tutti questi enti hanno inteso contrabbandare l’interesse economico privato come “utilità collettiva”, “valorizzazione territoriale” e addirittura “progresso”… Invece, guarda caso, la proposta progettuale assentita dal bando viene vagliata dai 14 Enti ed il progetto viene ulteriormente dimensionato ed incentrato sulla fruizione pubblica: a Punta Giglio, dunque, nasceranno a breve un percorso museale all’aperto con annessa foresteria (altro che “resort di lusso”….). Una volta appurato tutto questo il Sig. TOZZI, che è noto divulgatore in interessanti trasmissioni televisive (un po’ meno credibile, ora, agli occhi dei miei assistiti), non avrebbe avuto difficoltà alcuna a recarsi sul posto dove verosimilmente avrebbe incontrato non solo i responsabili della Cooperativa aggiudicataria, ma anche taluno dei funzionari dei vari enti preposti alle verifiche che pressochè quotidianamente controllano l’esecuzione degli interventi sui beni in concessione che, sia chiaro, restano di proprietà pubblica e non hanno visto aumentare di un solo centimetro cubo illoro volume. Ed invece egli ha inteso prestare lo sguardo solo ad una relazione dell’ISPRA, dopo aver evidentemente prestato orecchio a chi l’ISPRA aveva allertato con informazioni del tutto fuorvianti ed inveritiere, e senza evidentemente aver saputo (in caso contrario sarebbe gravissimo averlo taciuto nell’articolo) che tale relazione è stata totalmente disattesa dal Servizio Valutazione impatti ed incidenze Ambientali della Regione Sardegna il quale, nell’aprile 2021, dopo una cautelare sospensione dei lavori ed una ennesima verifica in loco che ha fugato ogni preoccupazione, ha autorizzato l’immediata ripresa dell’intervento. Quanto sopra evidenziato smentisce le informazioni false e diffamatorie contenute nell’articolo oggi pubblicato, che ha gravemente danneggiato la COOPERATIVA IL QUINTO ELEMENTO sia sotto il profilo reputazionale sia, conseguentemente, sotto quello economico e commerciale. Per quanto sopra, ai sensi delle vigenti norme di legge, si chiede la pubblicazione della presente rettifica assegnando alla stessa spazio ed evidenza appropriati. La COOPERATIVA IL QUINTO ELEMENTO resta in alternativa disponibile per un incontro in loco, da programmare evidentemente con urgenza ed immediatezza, al fine di rappresentare l’evidenza e la realtà dei fatti e del contesto, di modo che le rettifiche possano essere spontaneamente apportate da parte dell’autore del pezzo e del Direttore responsabile, a dimostrazione di assenza di dolo o colpa grave. Nella speranza di un positivo, fattivo ed immediato riscontro, porgo distinti saluti” conclude la nota a firma dell’avvocato  ROBERTO UZZAU


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