“C’è il rischio di un nuovo confinamento totale, dopo le vacanze, conseguente al fatto che l’Istituto Superiore della Sanità non è in grado di assegnare alla nostra isola il grado di rischio per mancata consegna di parametri fondamentali per ricostruire il quadro sanitario.
In questi casi si attiverebbe la massima misura di salvaguardia. Un nuovo confinamento totale conseguente alla dabbenaggine di chi deve fornire tempestivamente e con precisione i dati, sarebbe insopportabile e dovrebbe indurci a reagire”. Questo anticipava ieri Paola Correddu, vedendo lontano quello che in data odierna i maggiori quotidiani sardi evidenziano. E c’è preoccupazione, perché dietro l’angolo ci potrebbe essere la sorpresa, dopo il 6 Gennaio, per i sardi, costretti al confinamento. E questa volta tutta per colpa loro, o meglio di chi doveva programmare un lavoro che si è capito da tempo necessitava di figure destinate a questo. Il problema sta tutto nella mancanza di personale, e di questo “buco” se ne prende atto con importante ritardo.
Il sistema di tracciamento dei contagi Covid in Sardegna è in crisi, da tempo sta mostrando i suoi limiti. L’anomalia sarda è stata sottolineat anche dall’Istituto Superiore dela Sanità, che ha inserito la Sardegna tra le regioni italiane a “rischio alto” per mancanzza di dati che l’hanno resa “non valutabile”, e quindi posta d’uffico come pericolosa.
A questo cercherà di mettere ordine nei prossimi giorni il Commissario dell’ATS Massimo Temussi.
Secondo il commissario dell’Ares c’è bisogno di personale a cui affidare questo lavoro: «Per migliorare il tracciamento abbiamo assunto il più possibile. E altre assunzioni le faremo nelle prossime settimane: non solo medici, ma anche personale amministrativo. La situazione lo richiede, dobbiamo chiamare centinaia di persone perché le risorse umane non sono sufficienti. Quindi faremo altre assunzioni per rafforzare il tracciamento e lo continueremo a fare a dai prossimi giorni».
Lo stato delle assunzioni di medici programmate: «Per ora ne abbiamo assunti 279 e abbiamo un altro centinaio di contratti già firmati. È vero, le cose stanno andando un po’ a rilento, anche per la mancanza di personale per fare i tamponi a tutti, ma nei prossimi giorni ci saranno le nuove assunzioni». Una ammissione di criticità che bisogna ora fronteggiare con urgenza.
Ha ragione il Commissari Massimo Temussi, ma è anche vero che da parte degli organismi che dovevano vigilare in periferia, non nei presidi ospedalieri, i carichi di lavoro notevolmente contenuti, fra il personale medico, paramedico e amministrativo, si poteva, in regime di emergenza, organizzare e destinare ad altre funzioni, una su tutte la tracciabilità dei casi, l’immissione dei dati in rete, e la tempestività delle comunicazioni dei risultati dei tamponi effettuati. Questo si poteva fare. Ma si è preferito solo aspettare, perchè fra distinguo, competenze e pastoie burocratiche, il sistema oggi è in grande sofferenza, e i vertici Aziendali sono costretti a inseguire l’emergenza che pare non avere piu’ fine








