Dall’8 al 17 Marzo, dal Venerdì alla Domenica, dalle 19 alle 22, nello spazio espositivo “CAITTA” Associazione Culturale, di Pino Cadoni in Via del Teatro, c’è una novità, quasi assoluta: non solo mostra, ma una rappresentazione. A metà strada fra il teatrale e il misterioso, condito dalle esposizione di scatti di ottima fattezza, e riflessioni poetiche talvolta profonde, si osserva MARLENE.
Seduta, fronte a chi entra, avvolta da un mantello nero, bendata, impassibile, aspetta il visitatore. Al termine dell’osservazione dell’esposto, delle letture, c’è spazio per un contatto con la donna misteriosa, tramite la mano. Un momento esaltato di quel tocco di mistero, che avvolge l’ignaro visitatore anch’esso bendato, costretto dai fatti, a un viaggio immaginario, a detta di chi lo ha provato molto rilassante. Nessuna parola, nessun commento, si esalta il silenzio e la sua forza, sopratutto senza vedere. Si cerca una trasmissione di magia, per “l’uomo troppo spesso prigioniero della vita frenetica, incapace di fermarsi, di ascoltare il silenzio e tutte le energie positive che esso regala”.
L’intervista realizzata, assolutamente casuale, nasce dalla volontà di capire cosa possa rappresentare MARLENE. Il risultato finale ci restituisce una persona colta, capace, provocatoriamente, di essere diversa nel suo comportamento scenico, rispetto alle solite, altre viste. Si ha la percezione di aver di fronte una persona nostalgica, sicuramente sognatrice, che guarda il mondo dalla sua angolazione, e invita gli altri a fare altrettanto.
Quando poi alla fine, ci viene detto che si tratta di una maestra , tutto ci appare di colpo più chiaro, perché tutto quello che abbiamo visto e sentito ha un senso. Maestra di cosa? Per ora non lo diciamo!
E se la chiamassimo meditazione: “Possiamo farlo” annuisce alla fine Marlene.








