Alghero, 8 ottobre 2026 È arrivata, a quanto risulta, agli uffici del Comune di Alghero una nota della società STEP, concessionaria della riscossione, con la quale la società rivendicherebbe il riconoscimento di somme relative all’aggio non maturato a seguito dell’adesione del Comune alla definizione agevolata dei tributi locali.
Una questione sulla quale, come consigliere comunale del PSd’Az, ritengo sia necessario fare immediatamente chiarezza.
La definizione agevolata, prevista dalla normativa statale e alla quale il Comune di Alghero ha scelto di aderire, consente ai contribuenti che hanno debiti tributari iscritti a ruolo di beneficiare dello stralcio di sanzioni e interessi, consentendo loro di estinguere la propria posizione attraverso il pagamento di quanto dovuto a titolo di tributo, secondo le modalità previste dalla legge.
Una scelta che, a mio avviso, va nella direzione di alleggerire il peso fiscale su famiglie e imprese, soprattutto in un momento nel quale tanti cittadini e tante attività economiche hanno difficoltà a sostenere il carico dei debiti accumulati.
Ora, però, sembrerebbe che STEP chieda al Comune il riconoscimento di un presunto mancato guadagno o comunque delle somme collegate all’aggio che la società non avrebbe percepito proprio a seguito dell’applicazione della definizione agevolata.
La domanda è semplice: il Comune deve davvero pagare?
È questa la domanda che rivolgo pubblicamente al Sindaco e agli uffici comunali.
È fondata la richiesta avanzata da STEP? Esiste realmente un obbligo giuridico per il Comune di Alghero di riconoscere queste somme? E, soprattutto, perché dovrebbero essere i cittadini algheresi a farsi carico di un eventuale mancato introito del concessionario?
Prima di qualsiasi riconoscimento economico ritengo indispensabile che l’Amministrazione renda pubbliche le valutazioni degli uffici e chiarisca con assoluta trasparenza la natura della richiesta, la sua quantificazione e l’eventuale titolo giuridico che obbligherebbe il Comune a corrisponderla.
Stiamo parlando, infatti, di soldi pubblici. E quindi di soldi degli algheresi, delle famiglie e delle imprese.
Questa vicenda riporta inoltre al centro una questione politica che come PSd’Az riteniamo fondamentale: la gestione dei tributi e della riscossione deve essere il più possibile vicina all’Amministrazione e ai cittadini.
Il ricorso a un concessionario esterno ha dimostrato, a nostro giudizio, anche i suoi limiti.
Diverso sarebbe il rapporto con una società interamente partecipata dal Comune, come Secal, che rappresenta un patrimonio importante dell’Amministrazione e che deve essere sempre più valorizzato.
Con l’affidamento del servizio di gestione dei tributi ad una società interamente partecipata dal Comune, l’obiettivo è quello di garantire un approccio più equo e vicino ai bisogni dei cittadini, sempre nel rispetto della legalità, della tutela delle entrate comunali e dell’equilibrio di bilancio.
Questo non significa certamente rinunciare alla riscossione dei tributi o ai crediti che il Comune deve incassare.
Significa però svolgere l’attività di recupero con una maggiore attenzione alla situazione concreta di famiglie, lavoratori e imprese, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge e privilegiando, quando possibile, soluzioni che consentano al contribuente di regolarizzare la propria posizione senza essere sottoposto a procedure sproporzionate.
Il Comune non è un’azienda privata.
La differenza, a mio avviso, è anche nella natura del soggetto che svolge il servizio.
Una società privata opera necessariamente secondo logiche proprie di un’attività economica e di remunerazione del servizio. Una società interamente partecipata dal Comune, invece, deve avere come riferimento prioritario l’interesse pubblico e quello della comunità amministrata.
È proprio per questo che ritengo che Secal debba essere ulteriormente valorizzata, rafforzandone il ruolo nella gestione dei tributi comunali.
La vicenda STEP dimostra quanto sia delicato affidare all’esterno funzioni così importanti e sensibili, che incidono direttamente sulla vita delle persone e sulla situazione economica delle imprese.
Non possiamo dimenticare, inoltre, le numerose contestazioni che nel tempo sono state sollevate da cittadini e imprese sulle modalità di recupero dei crediti e sulle procedure di riscossione adottate dalla Step.
Oggi, davanti alla richiesta avanzata da STEP, il Comune deve assumere una posizione chiara.
Non si tratta di stabilire se un concessionario abbia o meno il diritto a ricevere quanto eventualmente previsto dalla legge o dal contratto. Questo dovranno dirlo gli uffici e, se necessario, gli organi competenti.
Si tratta però di pretendere chiarezza, trasparenza e tutela dell’interesse pubblico.
Per questo chiedo al Sindaco e all’Amministrazione:
di rendere noto il contenuto e l’importo della richiesta avanzata da STEP;
di chiarire quale sia il fondamento giuridico della pretesa;
di spiegare se il Comune sia effettivamente obbligato a riconoscere le somme richieste;
di rendere pubblici i pareri e le valutazioni degli uffici competenti;
e, soprattutto, di chiarire perché un’eventuale conseguenza economica della scelta di applicare una misura di definizione agevolata prevista dalla legge dovrebbe ricadere sulle casse comunali e quindi sui cittadini.
La priorità deve essere una sola: tutelare l’interesse degli algheresi.
La definizione agevolata è stata adottata per dare una possibilità a cittadini e imprese di regolarizzare i propri debiti. Non può trasformarsi, paradossalmente, in un vantaggio per il contribuente accompagnato da un nuovo costo per la collettività, senza che prima sia verificato attentamente ogni profilo giuridico ed economico.
Prima di pagare, dunque, il Comune verifichi. E renda conto ai cittadini.
Christian Mulas
Consigliere comunale PSd’Az








