ALGHERO. Non si trattava di un falso allarme né di uno scherzo. L’oggetto rinvenuto nella giornata di sabato 3 ottobre in località Carrabuffas ad Alghero era un vero e proprio ordigno rudimentale, fabbricato artigianalmente e in grado di esplodere.
La conferma è arrivata a seguito degli accertamenti condotti dagli artificieri arrivati da Sassari, intervenuti per analizzare il manufatto individuato lungo il rettilineo della circonvallazione in direzione Valverde, a breve distanza dalla nuova rotatoria non ancora aperta al traffico.
L’allarme era scattato quando era stato notato un sospetto candelotto munito di miccia, spingendo gli agenti della Polizia Locale e della Polizia di Stato a blindare la zona, transennando il perimetro e sgomberando l’area per garantire la sicurezza.
Mentre gli specialisti si preparano a far brillare il dispositivo in totale sicurezza, le indagini si concentrano sui retroscena della vicenda. Gli inquirenti sono ora al lavoro per fare luce sui punti oscuri del ritrovamento e dare una risposta alle domande che inevitabilmente si rincorrono in città: chi ha confezionato e posizionato quell’ordigno, a chi era destinato o chi fosse il reale obiettivo?








