Venerdì 9 Ottobre, aggiornato alle 16:56

Festival dell’Aerospazio, gran finale a Olbia: la Sardegna guarda a Marte tra ricerca, innovazione e nuove competenze

Festival dell’Aerospazio, gran finale a Olbia: la Sardegna guarda a Marte  tra ricerca, innovazione e nuove competenze

 

Marilisa Pischedda (Astec): “La nostra terra potrebbe essere il trampolino di lancio verso il Pianeta Rosso”

 Dalla formazione universitaria ai grandi programmi internazionali di esplorazione spaziale. Si è conclusa al Museo archeologico di Olbia, la quarta edizione del Festival dell’Aerospazio, con una giornata interamente dedicata al ruolo che la Sardegna può assumere nello sviluppo della Space Economy e nelle future missioni di esplorazione del sistema solare.

Il Festival, organizzato da ASTEC – AeroSpace Technology Education Center – con il sostegno e la partnership della Regione Sardegna, del Comune di Olbia, del Cipnes Gallura e di UniOlbia, ha quindi esplorato il ruolo della Sardegna nelle missioni su Marte.

La Sardegna può diventare, infatti, una vera e propria piattaforma a livello europeo e mondiale nella corsa su Marte, un hub di sperimentazione, costruzione di tecnologia, centro infrastrutturale ed ecosistema dell’innovazione tecnologica funzionale al grande obiettivo dello sbarco sul Pianeta Rosso.

“La nostra terra potrebbe essere veramente il trampolino di lancio verso il Pianeta Rosso, Marte. In questa quarta edizione abbiamo parlato di tecnologie abilitanti, quelle tecnologie che ci consentiranno di entrare nella nuova era dell’esplorazione spaziale – ha sottolineato Marilisa Pischedda, founder di Astec e direttrice del Festival dell’Aerospazio -. Non soltanto la Luna, che sarà il vero banco di prova per poter raggiungere la meta principale dell’umanità, ma il Pianeta Rosso. Ne abbiamo parlato in questi giorni durante le conferenze sulla Space Economy lunare, ma soprattutto anche durante la tappa degli Stati Generali della Space Economy. Ci aspettiamo che la Sardegna ci creda veramente e investa in quelle che saranno le prospettive dell’esplorazione spaziale”.

“La Sardegna si può candidare ad essere capofila della filiera a supporto della missione su Marte, esistono tante imprese già insediate nell’isola che avranno un ruolo fondamentale in questo grande progetto” ha spiegato Andrea Preve, Space Development Programs Director di AVIO, azienda aerospaziale italiana leader nella propulsione spaziale e servizi di lancio.

“La Sardegna costituisce un laboratorio naturale per lo sviluppo tecnologico, dobbiamo essere capaci di consolidare le pregevoli iniziative imprenditoriali già esistenti – ha sottolineato Giuseppe Sofia, dirigente MIMIT per Calabria, Sicilia e Sardegna -. In Sardegna esistono già eccellenze, dal DASS alle sedi di Inaf e Cnr, oltre Avio e la nostra Casa del Made in Italy che già rappresentano una piattaforma per confermare l’aerospazio come uno dei pilastri della politica nazionale”.

Il progetto più ambizioso è la Small Mission to Mars, promosso nell’ecosistema del Distretto AeroSpaziale della Sardegna e costruito sulle competenze sviluppate negli ultimi anni nell’esplorazione robotica, nei nuovi materiali e nella produzione direttamente nello spazio. Il percorso nasce anche dal progetto Smart Manufacturing in Space, realizzato con CIRA, DASS, Università di Cagliari e altri partner, che ha già completato importanti test tecnologici.

In questo ambito riveste un ruolo importante anche MR8, diventato uno dei partner industriali più attivi del Distretto AeroSpaziale della Sardegna nei programmi dedicati all’esplorazione planetaria.

In particolare, ha partecipato al progetto Space Manufacturing In-Situ, finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca e coordinato dal DASS, che sviluppa tecnologie per costruire infrastrutture direttamente sulla Luna e su Marte utilizzando i materiali presenti sul posto (ISRU – In Situ Resource Utilization).

“Il contributo specifico di MR8 è stato la progettazione e la realizzazione di un prototipo capace di produrre elementi strutturali utilizzando simulanti del terreno lunare e marziano – ha spiegato Rocco Gigliotti, Chief Operating Officer MR8 – tecnologia che potrebbe consentire in futuro di costruire basi, piattaforme e habitat senza trasportare dalla Terra tutti i materiali necessari. Si tratta di studi che nascono dalla ricerca scientifica ma che devono maturare all’interno di un sistema tecnologico e industriale. Noi valutiamo problemi che potrebbero presentarsi in situ, li studiamo qui sulla terra, ma simulando comportamenti che dovranno svolgeri su un corpo extraterrestre”

IL FESTIVAL TRA RICERCA E INNOVAZIONE. Il programma conclusivo dell’ultima giornata del Festival dell’Aerospazio ha messo al centro il legame tra ricerca scientifica, innovazione, industria e formazione, confermando la crescente centralità dell’Isola nel panorama aerospaziale nazionale ed europeo.

“Complimenti ad ASTEC, perché questa è una manifestazione che sta crescendo anno dopo anno e sta dimostrando che la Sardegna può recitare un ruolo internazionale nell’astronomia, nella fisica e nello spazio, proprio grazie ai progetti che si stanno portando avanti – ha confermato Salvatore Deidda, presidente Commissione Trasporti della Camere dei Deputati -. Non c’è soltanto l’Einstein Telescope, o l’Osservatorio di San Basilio: ci sono tanti progetti che possono essere sviluppati. Dobbiamo anche smentire quei pochi oppositori che sostengono che non ci siano professionisti sardi che lavorano nel settore. A livello internazionale ci sono tanti ragazzi e tanti professionisti sardi ai quali gioverebbe poter tornare nell’isola per lavorare nella propria terra in questo settore”.

“Il progetto di un’università, in collaborazione con il Distretto aerospaziale, può sicuramente rappresentare una proposta da portare in Parlamento e sulla quale lavorare – ha confermato Deidda -. Occorre poi migliorare, per esempio, i trasporti e utilizzare anche gli strumenti europei, come la strategia per le isole e il riconoscimento dell’insularità, favorendo attraverso la fiscalità anche gli investimenti dei privati.”

I PANEL DELL’AEROSPAZIO. Ad aprire la giornata, dopo i saluti istituzionali del deputato Salvatore Deidda, è stato il panel “Aerospazio in Sardegna: progetti, investimenti e sviluppo”, moderato dalla direttrice del Festival, Marilisa Pischedda. Al confronto hanno preso parte Giuseppe Sofia, dirigente MIMIT per Calabria, Sicilia e Sardegna; Lucia Giovannelli, direttrice Dipartimento di Innovazione Università degli Studi di Sassari; Alessandro Cardini, direttore della sezione di Cagliari dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare e Giuseppe Carusi, Ceo dell’azienda eVertiSKY.

Un’occasione per fare il punto sugli investimenti in corso, sulle infrastrutture scientifiche e sulle opportunità di crescita di un comparto sempre più strategico per lo sviluppo dell’Isola. Al centro della riflessione il ruolo della Sardegna nelle nuove sfide dell’esplorazione spaziale. Grazie al lavoro del Distretto AeroSpaziale della Sardegna (DASS), l’Isola è oggi protagonista di programmi di ricerca riconosciuti a livello internazionale e dispone di competenze che spaziano dai nuovi materiali ai sistemi propulsivi, fino alle tecnologie per l’utilizzo delle risorse extraterrestri, fondamentali per costruire una presenza stabile dell’uomo sulla Luna e, successivamente, su Marte.

Il percorso verso Marte passa infatti anche dalla capacità di sviluppare sistemi autonomi, nuove tecnologie di produzione energetica, materiali innovativi e processi per utilizzare direttamente le risorse disponibili sui pianeti e sui satelliti naturali. Ambiti nei quali il DASS, insieme alle università sarde, ai centri di ricerca e alle imprese innovative, sta sviluppando competenze riconosciute nel panorama internazionale e inserite in programmi di ricerca di lungo periodo.

La giornata conclusiva del Festival ha guardato anche al futuro delle nuove generazioni, con il panel “Rotte verso il futuro: formazione e professioni dell’Aerospazio”, moderato da Flavia Giacobbe, direttrice di Formiche, che ha ospitato Marco Di Giugno, esperto in diritto aerospaziale e HR manager ENAC;  Claudia Caddeo, direttore di Funzione Pianificazione e Sviluppo;  Ezio Bussoletti, Institutional Space Expert, direttore del Master “Space Economy” LUISS Business School e Gianluca Gatto, coordinatore del corso di laurea in Tecnologie industriali elettriche e aeronautiche Università di Cagliari.

Si sono analizzate le nuove figure professionali richieste dall’industria spaziale, i percorsi universitari e le competenze necessarie per lavorare in uno dei settori a maggiore crescita tecnologica ed economica.

È proprio questo il messaggio che accompagna la chiusura della quarta edizione del Festival dell’Aerospazio: lo spazio non rappresenta più soltanto una frontiera scientifica, ma una leva concreta di sviluppo industriale, innovazione e occupazione qualificata. Un percorso nel quale la Sardegna intende assumere un ruolo sempre più importante, facendo leva sulle proprie infrastrutture di ricerca, sulle università e su un ecosistema dell’innovazione che punta a trasformare l’Isola in uno dei principali laboratori italiani della Space Economy.


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