Venerdì 9 Ottobre, aggiornato alle 16:59

Il busto di Enrico Costa deve tornare a casa. L’appello di Manuel Alivesi, Presidente dell’Associazione “Io Amo Sassari”

Il busto di Enrico Costa deve tornare a casa. L’appello di Manuel Alivesi, Presidente dell’Associazione “Io Amo Sassari”

“Ci sono furti che non sottraggono soltanto un oggetto, ma portano via un frammento della memoria di una comunità.

La notizia della scomparsa del busto in bronzo di Enrico Costa dalla sua tomba, nel Cimitero Monumentale di Sassari, è uno di questi casi.

Da sassarese, prima ancora che da Presidente dell’Associazione “Io Amo Sassari”, provo amarezza e profonda indignazione nel vedere violato un luogo della memoria cittadina e sottratta la rappresentazione di uno degli uomini che più di ogni altro ha contribuito a raccontare, conservare e tramandare l’identità della nostra città.

Enrico Costa non appartiene soltanto alla storia della letteratura. Appartiene alla storia di Sassari.

Attraverso le sue opere, le sue ricerche, i suoi racconti e la sua straordinaria attenzione per la vita della città, Costa ha consegnato alle generazioni future una parte preziosa della nostra identità. “Sassari” e “Il Muto di Gallura” sono testimonianze di una memoria che ancora oggi ci appartiene e che abbiamo il dovere di custodire.

Per questo il furto del suo busto ha qualcosa di profondamente grottesco e, allo stesso tempo, di doloroso.

Non è stato sottratto semplicemente un pezzo di bronzo.

È stato sottratto un simbolo.

È stato violato un luogo nel quale una comunità conserva il ricordo dei propri figli più illustri.

Ed è proprio per questo che rivolgo un appello a chiunque abbia responsabilità nell’accaduto e a chiunque possa contribuire a riportare alla luce la verità.

Se il busto è stato trafugato per essere venduto, ceduto o semplicemente per ricavarne qualche centinaio di euro, si rifletta sul valore infinitamente maggiore che esso rappresenta per Sassari.

Restituite il busto di Enrico Costa.

Restituitelo alla sua tomba, alla sua città, alla sua gente.

Chi lo ha portato via sappia che quel bronzo non è un oggetto qualunque e non può essere considerato una semplice merce. È parte della nostra memoria collettiva.

E rivolgo un appello anche a chi eventualmente lo abbia acquistato, ricevuto o ne conosca la provenienza: non abbia timore di favorirne la restituzione. Riportare quel busto al suo posto sarebbe un gesto importante, capace almeno in parte di riparare una ferita inferta alla città.

Chiedo inoltre che venga fatta piena luce sull’accaduto: occorre comprendere quando il busto sia stato sottratto, in quali circostanze e come sia stato possibile che un’opera collocata in un luogo così significativo potesse scomparire.

Ma soprattutto chiedo che Sassari non si abitui a queste cose.

Non possiamo assistere con rassegnazione alla progressiva scomparsa di pezzi della nostra storia.

Una città vive anche attraverso la capacità di custodire le tracce del proprio passato. Statue, monumenti, lapidi, tombe, edifici storici, documenti e opere d’arte non sono semplicemente elementi del paesaggio urbano: sono il patrimonio attraverso il quale una comunità riconosce se stessa.

Per questo “Io Amo Sassari” sente il dovere di unirsi alla richiesta di verità e di restituzione. Vorrei che il busto di Enrico Costa tornasse al suo posto. Vorrei che quella tomba tornasse ad avere il volto di quell’uomo che ha dedicato una parte straordinaria della propria vita a raccontare Sassari.

E vorrei che questa vicenda diventasse anche un’occasione per ricordarci che amare una città significa anche proteggerne la memoria.

A chiunque sappia qualcosa, a chiunque abbia visto, sentito o possa fornire elementi utili: parlate, segnalate, collaborate con le autorità.

Il busto di Enrico Costa non è soltanto di bronzo, è un pezzo di Sassari, è un pezzo di Sassari deve tornare a casa” chiude Manuel Alivesi Presidente Associazione “Io Amo Sassari”


Condividi: