Venerdì 9 Ottobre, aggiornato alle 23:09

L’arte effimera che ha incantato Alghero: la cupola di San Michele rinasce sulla scalinata di Santa Barbara

L’arte effimera che ha incantato Alghero: la cupola di San Michele rinasce sulla scalinata di Santa Barbara

ALGHERO – Per un solo, intenso giorno, la scalinata di Santa Barbara si è trasformata nel palcoscenico di un’opera d’arte partecipata capace di catturare il cuore della città. In occasione dei festeggiamenti per il patrono San Michele, le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado “Maria Carta” (Istituto Comprensivo 2) hanno donato ad Alghero un’installazione dal colpo d’occhio straordinario: la celebre cupola policroma di San Michele adagiata, a dimensione ambientale, sui gradini che conducono alle muraglie storiche.

Guidati dal professor Mauro Morittu, referente del progetto, i giovani studenti hanno ricreato con semplicità ed efficacia — utilizzando la tecnica della tempera su carta applicata alla struttura — i motivi e i colori del simbolo cittadino progettato intorno al 1950 da Antonio Simon Mossa e Filippo Figari.

Il riscontro è stato immediato ed entusiasmante. Fin dalle prime ore del mattino, la scalinata situata sul retro della sede della Guardia Costiera è diventata la location più fotografata della città. Un flusso continuo di residenti e turisti ha preso d’assalto lo scorcio per immortalare un’opera diventata in poche ore iconica.

Entusiasti i commenti delle istituzioni: il Presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu, ha espresso vivissimi complimenti al professor Morittu e ai ragazzi per la creatività dimostrata. Allo stesso modo, l’Assessore Roberto Corbia — tra i primi a condividere sui social le immagini dei lavori — ha sottolineato il valore dell’iniziativa.

Eppure, la parabola di questa bellezza è durata il tempo di una cometa. Quando l’oscurità ha avvolto la scalinata, il professor Morittu, affiancato da un collega, è tornato sul posto per rimuovere l’installazione. L’autorizzazione concessa dagli organi di tutela dei monumenti era infatti limitata a poche ore, vincolata a prescrizioni rigorose che sono state seguite alla lettera.

Vedere l’ideatore del progetto smontare a tarda sera un lavoro che avrebbe meritato di rimanere installato almeno per qualche giorno ha sollevato un velo di profonda riflessione e un rammarico condiviso da molti algheresi. Sebbene lo stesso docente abbia candidamente ammesso che l’idea trae ispirazione dalla celebre scalinata di Santa Lucia ad Arzachena, resta la sensazione di un’occasione colta solo a metà.

Alghero, che per lustri è stata città apripista nel settore dell’arte pubblica e delle installazioni urbane, si trova oggi a fare i conti con norme di tutela sempre più stringenti. La necessità di preservare torri e facciate storiche da tasselli e tiranti ha progressivamente svuotato il centro storico di quegli allestimenti capaci di integrarsi con il tessuto urbano e di generare un ritorno d’immagine e di promozione social difficilmente eguagliabile.

Oggi della meravigliosa cupola disegnata dai ragazzi dell’Istituto Comprensivo 2 non rimane più nulla dal vivo. La scalinata di Santa Barbara è tornata alla sua veste quotidiana, ma la bontà e la poesia del progetto continuano a vivere nelle migliaia di scatti che viaggiano in rete, testimonianza indelebile del talento dei giovani studenti e del desiderio di bellezza della città.


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