Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 23:09

Bollo auto, il confine degli 80 kW: un solo kW può valere 209 euro e cambiare il mercato

Bollo auto, il confine degli 80 kW: un solo kW può valere 209 euro e cambiare il mercato

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L’esenzione prevista per il 2027 si ferma a 80 kW, circa 109 cavalli. A 81 kW il beneficio scompare completamente. Ma il confine attraversa una fascia molto comune del mercato: Golf, Leon, BMW Serie 1 e Mercedes Classe A possono trovarsi dalla parte esclusa. Se la misura diventasse permanente, gli effetti potrebbero arrivare fino ai listini del nuovo e alle quotazioni dell’usato.

Da 80 a 81 kW: il salto da zero a quasi 209 euro

C’è un numero che dal 2027 potrebbe diventare molto più importante del previsto per chi compra un’auto: 80. È la potenza massima indicata per beneficiare della nuova esenzione dal bollo. Il risultato è un confine fiscale molto netto. Prendiamo due vetture Euro 6, una da 80 e una da 81 kW. Utilizzando la tariffa di riferimento di 2,58 euro per kW fino a 100 kW, la prima avrebbe un bollo ordinario di 206,40 euro che, con l’esenzione e in presenza degli altri requisiti, diventerebbe zero; la seconda continuerebbe invece a pagare 208,98 euro.

Nel regime ordinario il passaggio da 80 a 81 kW vale quindi appena 2,58 euro. Alla frontiera dell’agevolazione quello stesso kilowatt può valerne quasi 209. Una simulazione elaborata da Manirent evidenzia che l’incremento fiscale al margine diventa 81 volte quello ordinario. In economia pubblica un meccanismo di questo tipo viene definito tax notch: superata una determinata soglia non aumenta soltanto l’imposta marginale, ma scompare l’intero beneficio.

Il punto è che sopra gli 80 kW non troviamo soltanto auto sportive. Una Volkswagen Golf da 116 CV sviluppa circa 85 kW; una Seat Leon della stessa potenza si colloca nella stessa fascia; la BMW 116, versione d’ingresso della Serie 1, arriva a circa 90 kW, mentre una Mercedes Classe A 180 si colloca intorno ai 100 kW del motore termico. Con la tariffa utilizzata nella simulazione, 85 kW significano circa 219 euro l’anno, 90 kW circa 232 euro e 100 kW 258 euro. Non parliamo quindi di supercar, ma di normali compatte e vetture familiari.

Dall’altra parte della soglia esistono invece modelli generalisti da 74, 75 o 78 kW che possono avere prezzi e prestazioni relativamente vicini ma ottenere il beneficio completo. La nuova frontiera non separa necessariamente una vettura economica da una di lusso: separa ciò che sta sotto gli 80 kW da ciò che sta sopra.

Se la misura diventa permanente, gli 80 kW possono cambiare il mercato

Se l’esenzione resterà limitata al solo 2027, l’effetto industriale potrebbe essere modesto. È difficile immaginare un costruttore che modifichi una gamma europea per consentire ai clienti italiani di risparmiare circa duecento euro per dodici mesi. Se però la misura diventasse strutturale, il calcolo cambierebbe. Un’auto da 85 kW accumulerebbe, alle tariffe attuali, quasi 1.100 euro di bollo in cinque anni; una da 90 kW oltre 1.160 euro; una da 100 kW circa 1.290 euro. A quel punto gli 80 kW smetterebbero di essere un semplice dato tecnico e diventerebbero una caratteristica commerciale.

Potrebbe nascere quella che, provocatoriamente, si potrebbe definire la “versione Italia da 80 kW”. L’industria automobilistica ha storicamente adattato motori, cilindrate e potenze anche alle regole fiscali dei diversi mercati. Con una soglia permanente, quando tecnicamente e industrialmente possibile, una variante da 79 o 80 kW potrebbe diventare più interessante di una quasi identica da 85 o 90 kW. Anche la comunicazione sarebbe immediata: “80 kW, bollo zero”.

L’effetto più plausibile non sarebbe necessariamente vendere più auto, ma cambiare quali auto vengono vendute. Il mercato italiano vale circa un milione e mezzo di nuove immatricolazioni l’anno. Se, in uno scenario puramente indicativo, soltanto il 20% riguardasse modelli con alternative commercialmente vicine tra circa 70 e 100 kW, la zona sensibile supererebbe le 300 mila vetture. Se appena un cliente su dieci modificasse la propria scelta per rimanere sotto la soglia, il mix delle immatricolazioni potrebbe spostarsi nell’ordine delle 30 mila auto l’anno. È una simulazione, non una previsione, ma chiarisce perché una soglia fiscale apparentemente piccola possa interessare seriamente i costruttori.

L’impatto potrebbe propagarsi anche ad altri settori. Nel noleggio a lungo termine il bollo entra nel costo complessivo di utilizzo del veicolo e può quindi incidere sulla competitività delle offerte. Nel credito automotive, 219 euro l’anno equivalgono a circa 18 euro al mese, una cifra non enorme ma significativa in un mercato dove le vetture vengono spesso confrontate sulla rata mensile. Per concessionari e reti commerciali, infine, il “bollo zero” potrebbe trasformarsi in un ulteriore argomento di vendita.

L’effetto più grande potrebbe arrivare sull’usato

Il mercato dell’usato potrebbe essere ancora più sensibile. In Italia si scambiano ogni anno oltre tre milioni di vetture usate, quasi il doppio delle nuove immatricolazioni. Immaginiamo due auto di cinque anni, stessa categoria, chilometraggio e condizioni simili: una da 80 kW e una da 85. Se l’esenzione fosse permanente, la prima garantirebbe al proprietario un risparmio ricorrente di circa 200 euro l’anno. Su altri cinque anni di utilizzo il vantaggio nominale può avvicinarsi ai mille euro.

Questo non significa che un’auto da 80 kW varrà automaticamente mille euro in più. Chilometraggio, affidabilità, allestimento, domanda e alimentazione resteranno fattori molto più importanti. Ma un costo di possesso permanentemente inferiore ha un valore economico e il mercato potrebbe incorporarne almeno una parte nelle quotazioni. Le versioni appena sotto soglia potrebbero quindi conservare meglio il valore, mentre quelle immediatamente sopra potrebbero dover compensare con prezzi più bassi. Questo potrebbe impattare l’accesso ad auto economiche e scoraggiare le fasce più deboli della popolazione ad avere un’auto.

Ed è qui che emerge il punto più delicato della misura. Gli 80 kW sono un criterio semplicissimo da amministrare: il dato è già sul libretto, non richiede ISEE, dichiarazioni aggiuntive o nuove procedure. Ma misura l’automobile, non la condizione economica del proprietario. Una persona con reddito elevato e un’auto da 75 kW può beneficiare dell’esenzione; una famiglia con reddito più basso e un’unica vettura usata da 85 kW può restarne fuori.

Questo non basta per definire la misura regressiva: per farlo servirebbero dati sui redditi effettivi dei beneficiari. Ma lascia aperta una domanda tecnica molto semplice: perché proprio 80 kW e perché far scomparire integralmente il beneficio appena superata la soglia?

Se l’intervento resterà annuale, probabilmente il mercato assorbirà l’effetto. Se diventerà permanente, quel numero potrebbe entrare nei configuratori, negli slogan delle concessionarie, nelle offerte di noleggio e nelle valutazioni dell’usato.

80 kW: zero euro. 81 kW: quasi 209. Un solo kilowatt, quasi invisibile sulla strada, ma potenzialmente abbastanza grande da cambiare il mercato.

*courtesy MANIRENT
* analisi di Paola Menghetti Redattrice, Nex News

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