L’assemblea del Parco di Porto Conte di ieri ha registrato dinamiche politiche particolarmente sentite e passaggi significativi, segnati sia da cambi al vertice che da riposizionamenti all’interno delle forze politiche algheresi. Si è respirato un clima nuovo, salubre, di sincero rispetto dei ruoli.
L’assemblea ha ascoltato le dichiarazioni del Presidente Emiliano Orrù, che si è soffermato sul dialogo frizzante di questi giorni con gli operatori che sono attivi nell’AMP nel campo del noleggio natanti. Ha annunciato la prossima apertura del parcheggio a Casa Gioiosa per i fruitori delle Grotte nel Promontorio di Capo Caccia, ha annunciato l’esordio fra pochi giorni di una App che riguarderà l’AMP e il sistema di soste con le boe.
Una volta votato il Rendiconto dell’Esercizio Finanziario 2025, previa relazione in aula del Revisore dei Conti l’Avvocato Alberto Calvi, all’aula è stata offerta la possibilità di intervenire nella discussione.
Il Sindaco Cacciotto ha salutato il neo Direttore, ribadendo il concetto che il Parco e la AMP sono risorse importanti per la città e per tutto il territorio.
Lina Bardino ha chiesto spiegazioni sul nuovo Disciplinare dell’AMP, con il plauso per il proseguo del progetto del parcheggio previsto a casa Gioiosa, iniziato quando lei era componente nel CdA uscente.
Ma l’impennata, politicamente parlando, si è registrata nell’intervento di Giovanna Caria, ora nei Riformatori Sardi, ma che nella precedente amministrazione era Assessora al Bilancio del Comune di Alghero. L’ex Assessora si è smarcata dal sentire comune del Cdx algherese, che verso l’ex Direttore Mariani aveva prodotto numerosi attestati di stima. Giovanna Caria, ribadendo che il Parco è di grande valore e va sostenuto, non ha usato mezzi termini, ha parlato di difetto nella comunicazione negli anni precedenti, non c’è stato coinvolgimento, riferendosi al campo boe, auspicando che il nuovo direttore Plastina sia coinvolgente nei confronti dell’Assemblea. Una presa di posizione chiara e una presa di distanza dalla precedente gestione direttoriale, che nel nome del fare si dimenticava sovente di comunicare.
A seguire l’intervento di Mimmo Pirisi. L’esponente del Partito Democratico non ha risparmiato critiche. Nel dare il benvenuto a Giulio Plastina, Pirisi si è “tolto qualche sassolino dalla scarpa”, rimarcando la sua posizione sulla gestione dell’ente e sulle dinamiche politiche che lo hanno accompagnato gli ultimi anni. Pirisi ha vestito i panni del semplice consigliere dell’Assemblea, con possibilità di parlare, visto il suo ruolo all’interno del Consiglio Comunale da Presidente, che di fatto lo limita.
“Siamo in un passaggio epocale – ha affermato Pirisi – con la nuova figura del Direttore, e siamo arrivati qui con lo sguardo alla salvaguardia, all’ambiente per lasciare il Parco meglio di come lo abbiamo ereditato. Io non gli dirò cosa deve fare – afferma Pirisi – io diro quello che non dev’essere fatto. Io non vorrei che accadessero le situazioni del passato, dove lo scollamento tra la Direzione del Parco e il mondo produttivo, ambientalista , delle Borgate e dell’Assemblea precedente ( rievocando l’intervento della Caria ), fa capire che il coinvolgimento qui c’è stato poco, specie sugli atti prodotti. La strada è segnata, ri-coinvolgere il mondo ambientalista, le borgate e la città perché questo è nostro patrimonio. Non voglio approvare cose non decise qua dentro, in assemblea, su progetti calati solo perché c’erano finanziamenti. Auspico che la sua esperienza porterà ad avvicinare sempre più questo Parco al suo contesto, perché tutti insieme possiamo farlo crescere. Mi lascio alle spalle tutte le polemiche, spero di non vedere più al Tramariglio le occupazioni che ci sono state dal mondo della pesca, per settimane e mesi. E poi trovare che qualche pescatore è caduto nella sindrome di Stoccolma, dove il carcerato si è innamorato del carceriere, perché – affonda Pirisi – siamo arrivati anche a questo! Spero non succeda più, Benvenuto Dottor Plastina nella nostra frizzante cittadina”, chiosa Pirisi
Il Direttore Plastina ringrazia per l’accoglienza: “sono onorato di essere qua con voi. Credo che da soli non si possa ottenere granchè, se non isolarsi e non produrre nulla di buono, e si rischia di essere troppo autoreferenziali. Io ci tengo a dire che sono a vostra disposizione, potrete chiamarmi in qualsiasi momento, se avete necessità di confronto, di comprendere, come sono a disposizione di tutti gli operatori e di tutti coloro che hanno interesse e a cuore questo territorio. Non ho l’abitudine di chiudermi in ufficio, tengo la porta sempre aperta, è una mia personale abitudine che mi deriva dalle precedenti esperienze lavorative che ho fatto in 23 anni di insegnamento, 7 anni di lavoro nel Parco Nazionale, da 4 anni da Direttore nel Parco Nazionale di La Maddalena. Una comunità algherese frizzante, che significa che c’è interesse e vivacità, ed è importante. Vorrei se possibile, che i problemi diventino una opportunità. In questi giorni con il Presidente e con la struttura dell’Ente sto vedendo i punti che vanno rivisti, come dare una diversa fisionomia a un ente che ha una struttura che ha funzionari e assistenti che sono il fiore all’occhiello di questo Ente Gestore. Ho fatto un sopralluogo persino in mare, ci siamo immersi, per rendermi conto dell’organizzazione e situazione dei campi boa, per cercare di poter rispondere ad alcune richieste pervenute. A Settembre con gli operatori ci siederemmo intorno a un tavolo, per cercare di metter in campo gli aggiustamenti, per quanto riguarda la fruizione di campo Boe e dell’Area Marian Protetta, che restituisca serenità ai diportisti locali, nel rispetto di quella che è la nostra mission di tutela e salvaguardia”.
L’equilibrio politico attorno alla gestione di Porto Conte si conferma dunque in piena evoluzione, con il neo direttore Plastina chiamato a navigare in un contesto che ha necessità di pacificazione e soprattutto di dialogo.
Ecco tutto questo è andato in scena in quasi due ore di assemblea. E forse gli assenti, tanti dai banchi dell’opposizione, e significativi nella maggioranza, hanno perso una occasione per conoscere il nuovo che avanza, che si auspica non sia un brezza serale, ma un vento nuovo, una maestralata vera e propria, che spazzi via tutte le nuvole che da troppo tempo hanno stazionato proprio nell’Area Parco.







