Questa mattina l’Amministrazione Comunale di Alghero, ha reso omaggio alle vittime civili del bombardamento del 17 maggio 1943 e ai sei pescatori algheresi uccisi nel mitragliamento del 14 maggio.
A ottantatré anni da quella tragica notte di San Pasquale, Alghero conserva una ferita profonda nella propria memoria collettiva. Oltre 160 persone persero la vita e centinaia di famiglie rimasero senza casa..
Alle 22,53, di 83 anni fa, la notte di San Pasquale, Alghero fu bombardata dai mezzi aerei inglesi. La città di Alghero fu distrutta, gli esiti furono incredibili: oltre centosessanta vittime civili, più di 500 case distrutte e 2.000 quelle seriamente danneggiate. Il bombardamento colse nel sonno la popolazione che non aveva lasciato la città, e gran parte dei tetti delle case del centro storico furono colpiti.
Una tragedia che ha segnato per sempre la storia della nostra città. Anche nel suo tessuto urbanistico, dove di fatto quelle che oggi nel cuore del centro storico, sono delle piazze, altro non erano che ambiti dove le case furono rase al suolo.
Ricordare significa custodire la memoria di chi ha sofferto e rendere omaggio alla straordinaria forza con cui la nostra comunità seppe rialzarsi, ricostruire e ripartire.
Abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni il valore di questa memoria e di continuare a riflettere sull’importanza della pace, oggi più che mai. E oggi il Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, il Presidente del Consiglio Comunale Mimmo Pirisi, gli Assessori e Consiglieri Comunali hanno reso omaggio ai morti, ripercorrendo una storia che merita di essere raccontata nei particolari e con profonda conoscenza.
Ricordare questi tragici eventi non è solo un atto di devozione verso chi ha perso la vita, ma un monito fondamentale per le generazioni presenti e future, per preservare la memoria storica, non dimenticare il sacrificio di civili e lavoratori rimasti vittime della follia della guerra.
Un punto ribadito oggi dall’Amministrazione Comunale è quello di onorare l’identità resiliente di Alghero, perché la città seppe rialzarsi da quelle devastazioni. E il messaggio di pace finale è riaffermare il rifiuto di ogni conflitto armato, celebrando la memoria come strumento di educazione alla pace.
“La storia siamo noi, e ricordare il dolore del passato è l’unico modo che abbiamo per difendere la pace del futuro. Un omaggio doveroso, affinché il sacrificio di quei concittadini non venga mai dimenticato.








