Venerdì 9 Ottobre, aggiornato alle 16:59

Interrogazione di Francesca Masala ( FdI) gravi criticità nei tetti di spesa per le prestazioni di assistenza riabilitativa e socio-sanitaria al Ge.Na

Interrogazione di Francesca Masala ( FdI) gravi criticità nei tetti di spesa per le prestazioni di assistenza riabilitativa e socio-sanitaria al Ge.Na

Interrogazione sulla applicazione della deliberazione n. 46/25 del 3 settembre 2025 che ha fissato i requisiti minimi autorizzativi delle strutture di riabilitazione territoriale.

Un presidio storico per la disabilità psichica e l’autismo nel Nord Sardegna rischia il collasso finanziario entro due mesi.

A denunciarlo è  l’on. Francesca Masala di Fratelli d’Italia, presentando un’interrogazione urgente alla Presidente della Regione e all’Assessore alla Sanità cui hanno partecipato anche gli altri consiglieri del Gruppo. Masala punta un faro sulle gravi criticità nei tetti di spesa che minacciano la sopravvivenza della storica struttura sassarese Ge.Na. (Gesù Nazareno).

Al centro della crisi vi è un evidente squilibrio nel sistema di finanziamento che sarà la ragione della chiusura del centro e  comporterà la dimissione di oltre 69 pazienti e un sistema collaudato di servizi giornalieri diurni.

E’ una di quelle notizie che lasciano chiunque senza parole: un centro di eccellenza nel campo dei servizi alla persona  e alle famiglie privato delle risorse necessarie al quotidiano funzionamento.

“Nel corso dell’audizione del 7 aprile 2026 in Sesta Commissione è emersa una verità che non lascia spazio a interpretazioni: la responsabilità delle criticità nei tetti di spesa e nella sostenibilità del sistema è interamente politica”.
Il Direttore Generale di ARES Sardegna ha infatti chiarito che la competenza sull’accreditamento e sulla definizione dei tetti di spesa è in capo all’Assessorato regionale, confermando che la nuova ripartizione tariffaria ha generato un grave squilibrio economico-finanziario.
Non si tratta quindi di un problema tecnico o gestionale, ma della conseguenza diretta di scelte adottate senza adeguata copertura, che oggi rischiano di mettere in ginocchio le strutture accreditate e, con esse, l’intero sistema di assistenza.
I numeri sono inequivocabili: ARES ha stimato un fabbisogno aggiuntivo tra i 4,5 e i 5 milioni di euro per il solo livello riabilitativo “tre” nel 2026, certificando l’insufficienza delle risorse attualmente previste.
Nel frattempo, le stesse strutture sono chiamate a rispettare rigidamente i limiti imposti, con il rischio di dover restituire risorse per prestazioni già erogate, aggravando ulteriormente una situazione già insostenibile.
Il punto è chiaro: senza un intervento immediato della Regione e una scelta politica netta per garantire le necessarie risorse, il sistema non regge.
“Non è solo una questione di numeri: qui si rischia di mandare a casa 69 pazienti fragili, affidandoli alle famiglie che non hanno gli strumenti per assisterli.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: li ritroveremo davanti ai pronto soccorso, disperati, in cerca di aiuto.

Questo non è un risparmio: è scaricare il problema sui più deboli e su un sistema sanitario già in difficoltà.
Errori di programmazione non possono tradursi in tagli ai servizi essenziali.
La Regione intervenga subito: sulla fragilità non si può aspettare.”

L’interrogazione punta a ottenere risposte scritte e immediate per scongiurare un danno umano e sociale che i consiglieri definiscono gravissimo per  il già agonizzante sistema sanitario regionale” chiude  Francesca Masala Consigliera regionale Gruppo Fratelli d’Italia Sardegna

 

 

 

 

 

INTERROGAZIONE MASALA – TRUZZU – PIGA – MELONI Corrado – CERA – FLORIS – MULA – RUBIU  – SORGIA – USAI con richiesta di risposta scritta, in merito alle gravi criticità nei tetti di spesa per le prestazioni di assistenza riabilitativa e socio-sanitaria – rischio interruzione dei servizi della struttura Ge.Na. e conseguenze sociali sul territorio del Nord Sardegna.

I sottoscritti

Premesso che

  • la struttura Ge.Na. rappresenta da anni un presidio di rilievo per l’assistenza e la riabilitazione delle persone con disabilità psichica, nonché per i percorsi dedicati all’autismo e alle attività connesse alla presa in carico sociosanitaria del territorio;
  • il contratto per l’acquisizione di prestazioni di assistenza riabilitativa globale sanitaria e socio-sanitaria per il triennio 2024/2026 prevedeva, per l’annualità 2026, un tetto di spesa pari a euro 1.655.871,36;
  • con deliberazione ARES n. 6 del 26.01.2026 tale tetto è stato rideterminato in euro 1.989.559,98;
  • la ripartizione storica delle tariffe prevedeva il 40% a carico della quota sanitaria (ARES) e il 60% a carico della quota sociale (Enti locali),
  • con la DGR 46_25 del 03.09.2025 è stata data attuazione alla DGR 33_10 del 13.10.2023 prevedendo dal 01.01.2026 la modifica della ripartizione sopra indicata in 70% quota Sanitaria e 30% quota sociale senza contestualmente modificare, adeguandoli, i tetti di spesa della quota sanitaria

 

Considerato che

  • la mancata coerenza tra la nuova ripartizione tariffaria e i tetti di spesa configura un evidente squilibrio strutturale del sistema di finanziamento;
  • tale squilibrio rischia di scaricare sulle strutture accreditate costi non sostenibili, mettendone a repentaglio la sopravvivenza;
  • per garantire la continuità del servizio e la sostenibilità economica della struttura si rende necessario un incremento dei tetti di spesa di almeno euro 850.000, oltre a circa euro 350.000 per consentire la piena occupazione dei posti disponibili;
  • il venir meno di tali servizi determinerebbe un aggravio complessivo per il sistema sanitario e sociale regionale, oltre che un danno umano incalcolabile;

 

Rilevato che:

  • la struttura Ge.Na., punto di riferimento nel Nord Sardegna per l’assistenza ai pazienti con disabilità psichica e disturbi dello spettro autistico, evidenzia una perdita prospettica pari a euro 831.142,86;
  • la stessa struttura vanta crediti nei confronti di ARES per oltre euro 500.000, cui si aggiungono circa euro 420.000 relativi alle prestazioni in corso di fatturazione per il mese di marzo 2026;
  • le risorse disponibili consentirebbero una autonomia finanziaria limitata a circa due mesi, con il concreto rischio di azzeramento delle casse e conseguente impossibilità di garantire la continuità dei servizi;

 

Evidenziato con particolare forza che:

  • la Ge.Na. rappresenta non solo una struttura sanitaria, ma un presidio sociale fondamentale per l’intero territorio del Nord Sardegna;
  • essa accoglie attualmente 69 pazienti in regime residenziale, per la maggior parte segnalati dai servizi sociali territoriali, garantendo percorsi assistenziali complessi, continuativi e altamente specializzati;
  • eroga inoltre attività diurna convenzionata con migliaia di accessi annui, offrendo un supporto indispensabile alle famiglie, spesso lasciate sole nella gestione di situazioni di grave fragilità;
  • impiega oltre cento operatori tra personale sanitario, educativo e assistenziale, rappresentando anche una realtà occupazionale significativa per il territorio;
  • la eventuale riduzione o interruzione dei servizi determinerebbe conseguenze gravissime: per i pazienti, che vedrebbero compromessi percorsi terapeutici delicati e costruiti nel tempo, per le famiglie, che si troverebbero prive di un sostegno essenziale e non ultimo per il sistema pubblico, che non dispone di alternative immediate in grado di assorbire tale domanda assistenziale;
  • la struttura dispone inoltre di ulteriori posti letto accreditati non utilizzati per carenza di copertura economica, pur in presenza di liste d’attesa e bisogni crescenti essendo stata accreditata e convenzionata per 75 posti letto;

 

Considerato infine che:

  • la mancata coerenza tra la nuova ripartizione tariffaria e i tetti di spesa configura un evidente squilibrio strutturale del sistema di finanziamento;
  • tale squilibrio rischia di scaricare sulle strutture accreditate costi non sostenibili, mettendone a repentaglio la sopravvivenza;
  • per garantire la continuità del servizio e la sostenibilità economica della struttura si rende necessario un incremento dei tetti di spesa di almeno euro 850.000, oltre a circa euro 350.000 per consentire la piena occupazione dei posti disponibili;
  • il venir meno di tali servizi determinerebbe un aggravio complessivo per il sistema sanitario e sociale regionale, oltre che un danno umano incalcolabile;

 

Atteso che in sede di audizione presso la sesta commissione permanente, in data 07.04.2026  , il Direttore Generale di ARES Sardegna:

  • ha evidenziato che la competenza sull’accreditamento e sull’attribuzione dei tetti di spesa è dell’Assessorato regionale, il quale determina impatti economico-finanziari significativi quando modifica le tariffe o la ripartizione tra quota sanitaria e sociale a parità di tetto complessivo.
  • ha stimato il differenziale di spesa generato dalla nuova incidenza delle quote per il solo livello riabilitativo “tre”: fabbisogno aggiuntivo tra i 4,5 e i 5 milioni di euro per il 2026 a livello regionale.
  • ha ribadito che ARES è tenuta ad applicare le regole vigenti, inclusa la richiesta di note di credito per prestazioni 2 erogate oltre i limiti di accreditamento o ritenute non appropriate.
  • ha concluso affermando che l’unica soluzione strutturale è trovare una copertura finanziaria per il gap creatosi e che tale decisione spetta alla politica.

tutto ciò premesso e considerato,

 

CHIEDE DI INTERROGARE la Presidente della Regione e l’Assessore alla Sanità per sapere:

 

  1. Se siano pienamente a conoscenza della gravità della situazione economico-finanziaria della struttura Ge.Na. e del rischio concreto di interruzione dei servizi entro breve termine;
  2. Quali siano le motivazioni per cui, a fronte della modifica della ripartizione tariffaria (70% sanitaria e 30% sociale), non sia stato adeguato contestualmente il tetto di spesa complessivo;
  3. Se intendano intervenire con urgenza per adeguare i tetti di spesa per l’anno 2026, al fine di garantire equilibrio economico e continuità assistenziale;
  4. Quali iniziative urgenti intendano adottare per assicurare il pagamento tempestivo dei crediti maturati dalle strutture accreditate nei confronti di ARES;
  5. Se sia prevista una revisione complessiva del sistema di finanziamento delle prestazioni riabilitative e socio-sanitarie, al fine di evitare il ripetersi di situazioni analoghe;
  6. quali misure intendano adottare per salvaguardare:
  • i pazienti fragili attualmente in carico alla struttura;
  • le famiglie coinvolte;
  • i livelli occupazionali degli operatori;
  1. se non ritengano necessario attivare un tavolo urgente con le strutture accreditate per ridefinire in modo equo e sostenibile i criteri di finanziamento del settore.

 

Si chiede risposta scritta.

Cagliari, lì 09/04/2026


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