Nel giro di poche settimane la Giunta regionale incassa due pesanti bocciature istituzionali,
prima dalla Corte Costituzionale e ora dal Tribunale Amministrativo Regionale della
Sardegna, che smontano l’impianto della riforma sanitaria regionale, evidenziandone la
fragilità giuridica e l’approccio approssimativo.
Con la sentenza del 15 gennaio, il TAR Sardegna, recependo la pronuncia della Consulta
che ha dichiarato incostituzionale la norma sulle nomine, ha disposto il ripristino dello status
quo ante, dichiarando illegittima la rimozione del Direttore generale della ASL di Sassari e
la conseguente nomina del commissario straordinario.
Il giudice amministrativo ha chiarito che gli atti regionali si fondavano su una base normativa
successivamente espunta dall’ordinamento.
Il pronunciamento del TAR afferma un principio inequivocabile, ossia venuto meno il potere
della Regione di dichiarare la decadenza dei direttori generali, viene meno anche la
possibilità di procedere a nuove nomine.
Ne discende l’illegittimità non solo dei commissariamenti, ma anche delle successive
designazioni dei nuovi vertici delle aziende sanitarie.
Crolla così una riforma presentata come risolutiva e rivelatasi, nei fatti, “una forzatura
istituzionale”, sostenuta da pareri legali onerosi e oggi privi di efficacia. Una scelta politica
che ha prodotto esclusivamente contenziosi, instabilità gestionale e paralisi decisionale.
Le ricadute di questa gestione non colpiscono chi ha assunto le decisioni, ma i cittadini e gli
operatori sanitari, costretti per mesi a operare in un clima di incertezza e disorganizzazione
ed a ciò si aggiunge il rischio concreto di risarcimenti a carico del bilancio regionale, con
ulteriori costi per la collettività.
Per limitare danni già rilevanti e ristabilire la legalità amministrativa, l’unica strada
percorribile è il reintegro immediato di tutti i direttori generali rimossi illegittimamente,
evitando nuovi contenziosi e ulteriori sprechi di risorse pubbliche.
Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale, arriva ora quella del TAR, due schiaffi
istituzionali che certificano il fallimento della linea seguita dalla Giunta in materia sanitaria e
per il rispetto dovuto ai cittadini è bene smettere di fare propaganda e rispettare regole certe
ed assumersi le responsabilità” chiude la nota del IL GRUPPO CONSILIARE IN REGIONE
COCCIU, CHESSA, MAIELI, MARRAS, PIRAS, TALANAS








