Il Presidio Permanente del Popolo Sardo ieri era ad Alghero, attivisti che si sono dati appuntamento nella Riviera del Corallo, per continuare l’attività di denuncia e sensibilizzazione contro la speculazione energetica, con la Sardegna sotto attacco per la presenza di centinaia e centinaia di progetti. Presenti alla manifestazione pescatori di Calasetta, Sant’Antioco e di Alghero. Davide Fadda, in felpa rossa si muove da leader in testa al corteo.
Appuntamento nei pressi dello Scalo Tarantiello, poi partenza intorno alle 16, 00 per le vie del centro storico, i Bastioni, sino ad arrivare in L.Go San Francesco, nel cuore della città.
Piazza pullulante di persone che stavano percorrendo le vie dello shopping e visitando le casette di Natale, comprese le concomitanti manifestazioni all’interno del complesso monumentale del Quarter nell’Alguer hall..
Il Corteo arriva e si mischia con i passeggiatori, ignari che cominciano a chiedere e poi, capire che c’è un tema, che viene rappresentato, con tocchi di campana a morto: La morte della Sardegna. Gli attivisti sfilano con grandi striscioni, dai titoli inequivocabili. Apre il Presidio Permanente del Popolo Sardo,poi A Foras Is Palas, Bentu De Rebellia, Vent De Rebelliò ( in Catalano-Algherese), Ventu De Ribelium, A seguire una rappresentazione scenica di grande impatto: figuranti vestiti di nero, vedove sarde, con la maschera dei 4 Mori, che sfilavano tenendo le loro “croci”, delle pale eoliche. , ha il microfono in mano e apre
Gli attivisti del PPPS arrivano in una città interessata da grandi progetti di impianti, uno dei quali, al Largo di Capo Caccia. E si sceglie Alghero non a caso, si sceglie per scuotere le coscienze, per avere la dovuta risonanza, per attaccare persino la classe politica locale, a casa sua
Gli interventi in Largo San Francesco hanno ripercorso la storia di questo momento, dove una Regione, la Sardegna, è stata individuata da chi Governa, per essere trasformata in una piattaforma energetica. E se gli interventi di tutti, comprese le poesie lette, ci restituivano interventi di persone “normali”, l’impennata alla manifestazione è giunta quando in piazza ha fatto capolino Mauro Pili.
Mauro Pili da qualche tempo è diventato un attivista e politico sardo impegnato con il movimento che si oppone alla devastazione ambientale della Sardegna causata da impianti eolici, fotovoltaici e da esercitazioni militari, denunciando le conseguenze per la natura e le comunità locali.
Mauro Pili, ex presidente della Regione Sardegna ed ex deputato, è oggi un giornalista dell’Unione Sarda, e guida una battaglia civile in difesa del territorio sardo contro la speculazione e l’installazione indiscriminata di impianti eolici e fotovoltaici, spesso percepiti come fonte di degrado ambientale, gli attacchi alla Presidente Todde e alla sua Giunta non si contano più. Sostenitore della proposta di legge di iniziativa popolare “legge Pratobello 24” (LEGGI)
Sul fronte delle energie rinnovabili, Pili si oppone a impianti che non tengono conto dell’impatto paesaggistico, culturale e produttivo, in particolare contro la costruzione di pale eoliche offshore, come nel caso del progetto di Alghero davanti a Capo Caccia, e contro l’installazione selvaggia di pannelli fotovoltaici su terreni agricoli. Denuncia una “doppia beffa” per la Sardegna, dove le norme nazionali non tutelano adeguatamente il territorio e favoriscono invece interessi speculativi.
Mauro Pili ieri ad Alghero ha provato a continuare a mantenere alta l’attenzione pubblica e politica su queste tematiche cruciali per l’isola. Ha attaccato sul silenzio presente nella stampa quotidiana, che parla di tutto trane che di questa devastazione.
Ha attaccato tutta la classe politica, a sinistra e a destra, la attuale al Governo della Regione è stata definita dormiente, mentre per quella Algherese non ha esitato a pronunciare parole di denuncia plateale: non ci si lava la coscienza con una delibera, questi progetti vanno ritirati.
Il riferimento è al fatto che il Comune di Alghero abbia deliberato sulla mancanza di aree idonee a queste installazioni, nel suo territorio, il linea con la Regione Sardegna ( LEGGI).
“Vogliono devastare lo scenario esclusivo di Capo Caccia ad Alghero – ha affermato – con quasi 200 pale eoliche, alte 350 metri, da piazzare in mezzo al mare, nel paradiso della Riviera del Corallo! Sono multinazionali, potenti società straniere, lobby e faccendieri di ogni genere! E’ ora di dire basta con il silenzio!(LEGGI).
Il Presidio Permanente del Popolo Sardo ieri ha fatto opera di volantinaggio, per opporsi al silenzio, e alla scarsa informazione che si sta dando ai sardi sul tema. Ecco il testo integrale:
Sardos custa este s’ora de rebellia . Non possiamo rimanere in silenzio dinanzi alla devastazione che si sta attuando in Sardegna da parte di speculatori senza scrupoli, che con la complicità della classe politica nazionale e regionale, intendono trasformare nostra terra in una immensa base di energetica al servizio delle esigenze di uno Stato che continua a considerare l’isola alla stregua di una colonia . Nel passato sono stati devastati i nostri boschi, sventrate le nostre montagne, cementificata le coste, distrutte i nostri centri storici, costruite industrie inquinanti, imposte servitù militari di cui ancora oggi il 67% di quelle presenti nell’intero territorio nazionale si trovano in Sardegna Dove periodicamente vengono testate in terra e in mare armi da eserciti provenienti da tutto il mondo. Si legge ancora nel volantino distribuito ieri ad Alghero, “la nuova servitù che ci vorrebbero imporre in nome di un falso ecologismo, rischia di compromettere per sempre la bellezza della nostra terra e di distruggerne irrimediabilmente il tessuto economico sociale. Sono infatti centinaia e progetti approvati in via di approvazione inerenti l’installazione di milioni di pannelli fotovoltaici, centinaia di batterie litio, migliaia di pale eoliche da impiantare in terra in mare. Tutti finalizzati alla produzione di un enorme quantità di energia da convogliarsi verso il continente con la costruzione di una dorsale di giganteschi tralicci che percorreranno la Sardegna in tutta la sua interezza. Tutti questi impianti verranno collocati in vicinanza di siti archeologici di terreni agricoli in prossimità delle nostre coste e in aree di rilevante interesse per la biodiversità che le caratterizza. Bisogna smentire l’ipocrita narrazione di quanti vorrebbero farci credere che tanta devastazione risponda a un’esigenza di modernizzazione della nostra isola e che si creerebbero condizioni di occupazione e sviluppo, al contrario invece, riteniamo che la Sardegna abbia bisogno di interventi diversi, se le stesse risorse finanziarie provenienti dai fondi PNNR in gran parte destinata in Sardegna gli speculatori delle fonti energetiche rinnovabili, venissero utilizzate per colmare le carenze della sanità per la bonifica delle aree industriali e minerarie dismesse, per il sostegno delle nostre imprese, per il settore artigianato, agricoltura pastorizia, pesca, mobilità e trasporti, per adottare misure concrete per arginare lo spopolamento, allora si determinerebbero vere condizioni di sviluppo.








