Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 23:09

Elezione dei Sindaci, il coordinamento Ricostruiamo la democrazia sarda dice “No a “leggine” su misura

Elezione dei Sindaci, il coordinamento Ricostruiamo la democrazia sarda dice “No a “leggine” su misura

Dibattito sulla legge elettorale per i Comuni capoluogo di Provincia: no a “leggine” su misura, sì a una riforma organica della democrazia locale

Il 29 ottobre, la I Commissione Autonomia e Ordinamento del Consiglio regionale ha audito i Sindaci dei Comuni capoluogo di Provincia, che hanno richiesto una legge ad hoc per escludere la Sardegna dalle nuove disposizioni introdotte dall’art. 3 della legge statale 38/2024. Tale norma prevede, per tutti i Comuni capoluogo, a prescindere dalla popolazione, l’introduzione del sistema a doppio turno per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale, allineandosi al modello previsto per i Comuni sopra i 15.000 abitanti (artt. 72 e 73 del TUEL).
Il coordinamento “Ricostruiamo la democrazia sarda”, che nell’ultimo anno ha promosso un percorso partecipativo attraverso quattro assemblee pubbliche itineranti a Bauladu, Nuoro, Sassari e Cagliari, con il coinvolgimento di centinaia di cittadini, associazioni e forze politiche e sociali, esprime forte preoccupazione per la richiesta dei Sindaci e dichiara:

«La richiesta dei Sindaci appare conservativa di un sistema maggioritario che ha ridotto il pluralismo democratico, concentrato il potere nelle mani del Sindaco a discapito del Consiglio comunale, e favorito la rielezione automatica di figure già consolidate.

Riteniamo che l’Autonomia della Sardegna debba essere esercitata non per produrre leggi “ponte”, pensate per singole situazioni o per proteggere equilibri esistenti, ma per avviare una riforma organica della democrazia sarda: dalla Regione agli Enti Locali, costruendo una legge statutaria e una legge elettorale coerenti con un modello partecipativo e proporzionalista.
Il sistema del doppio turno per i Comuni capoluogo di Provincia rappresenta un interesse generale: permette una più ampia legittimazione del Sindaco, offre ai cittadini una seconda possibilità di scelta, favorisce il pluralismo e può incentivare la partecipazione sia degli elettori sia delle candidature alternative. In questi Comuni – che svolgono un ruolo politico e amministrativo centrale – è importante che il sistema elettorale rafforzi la competizione democratica e non che la chiuda.
Auspichiamo che il Consiglio regionale rigetti questa richiesta di deroga e apra finalmente una discussione pubblica e organica sulle forme della democrazia locale, senza scorciatoie e senza personalismi. La riforma delle regole democratiche non può essere il risultato di interessi di parte, ma deve nascere dal confronto e dal coinvolgimento della società sarda nel suo complesso.»

Tra le realtà aderenti al coordinamento “Ricostruiamo la democrazia sarda” figurano in ordine alfabetico:
  • Associazione Culturale Carlo Nossardi
  • Autonomie e Ambiente
  • Comitato Su Entu Nostu
  • Comitato No Tyrrhenian Link – Quartu
  • Confederazione Sindacale Sarda
  • Entula
  • Generazione Italie
  • Liberu – Liberos Rispettados Uguales
  • Il Manifesto Sardo
  • Partito Comunista Italiano
  • Partito della Rifondazione Comunista
  • Sardegna chiama Sardegna
  • Sardigna Natzione Indipendentzia
  • Sardegna Possibile
  • Sinistra Futura
  • Socialismo Diritti Riforme
  • UNIGCOM (Unioni de sos Giòvunus Comunistas)

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