“La campagna olivicola 2025/2026 in Sardegna si distingue per essere una delle più particolari e significative degli ultimi dieci anni”. A dirlo è il Centro Studi Agricoli, il quale ha diramato le proiezioni riferite al comparto olivicolo sardo, in riferimento alle stime produttive 2025/2026.
Nonostante una produzione quantitativa complessivamente nella media, l’isola può vantare un livello qualitativo eccezionale delle olive e degli oli ottenuti, grazie a una stagione estiva calda e secca che ha quasi completamente azzerato gli attacchi della mosca olearia (Bactrocera oleae), principale nemico dell’olivo.
Le alte temperature di luglio e agosto, spesso superiori ai 38/40 °C, unite all’assenza di prolungati periodi umidi, hanno impedito il ciclo riproduttivo dell’insetto, determinando un raccolto sano, pulito e privo di difetti.
Di conseguenza, le analisi condotte dai frantoi e dai tecnici del Centro Studi Agricoli in questi prime settimane di raccolta confermano acidità bassissime (0,2–0,3%), elevato contenuto in polifenoli e fruttati intensi, rendendo questa campagna un modello di qualità e salubrità del prodotto sardo.
“Quest’anno il clima ha fatto quello che per anni abbiamo chiesto ai disciplinari e alle pratiche agronomiche: ci ha regalato un’oliva perfetta, sana e ricca di sostanze nobili. L’olio che stiamo producendo è un patrimonio per la Sardegna, e dobbiamo saperlo valorizzare con una strategia seria e un prezzo che riconosca la fatica dei produttori.” dichiara Tore Piana, Presidente Centro Studi Agricoli
1. Contesto agronomico e climatico
La Sardegna nel 2025 ha vissuto una stagione agronomica anomala ma favorevole all’olivo. Le piogge di fine inverno e inizio primavera hanno assicurato una buona riserva idrica nei terreni, permettendo una fioritura regolare in quasi tutti i territori. L’estate, invece, si è presentata estremamente calda e asciutta, con lunghi periodi senza pioggia e un’umidità media tra il 30 e il 40%.
Questo quadro ha portato ad alcuni effetti positivi e negativi:
- Positivi: assenza quasi totale di mosca olearia e muffe; olive sane, polpose e ricche di olio; qualità straordinaria dell’olio.
- Negativi: allegagione non uniforme e cascola precoce in alcune zone collinari, riducendo la quantità finale in campo.
L’insieme di questi fattori spiega perché la campagna 2025/2026 sarà ed è di media quantità ma altissima qualità.
2. Analisi territoriale dettagliata
Il Centro Studi Agricoli ha analizzato i principali distretti olivicoli sardi, evidenziando le differenze produttive e qualitative.
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Territorio |
Livello di carica |
Stima produzione olive (q.li) |
Resa % media |
Stima olio prodotto (q.li) |
Osservazioni tecniche |
|
Siniscola e costa orientale (Posada, Torpè, La Caletta) |
Carica piena |
40.000 |
12 |
4.800 |
Ottima fioritura e allegagione. Olive perfette, rese alte e olio dal fruttato verde intenso. |
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Sassari – Sorso – Sennori (Anglona e Romangia) |
Mezza carica |
60.000 |
12,7 |
7.620 |
Quantità contenuta ma eccellente qualità. Acidità bassissime, oli eleganti e persistenti. |
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Alghero e Nurra |
Buona carica |
70.000 |
13 |
9.100 |
Olive uniformi, resa regolare, fruttato erbaceo, amaro e piccante bilanciati. |
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Berchidda – Chiaramonti – Florinas – Ittiri |
Mezza carica |
30.000 |
14 |
4.200 |
Zona storica dell’olivicoltura sarda. Produzione costante negli anni, grande qualità media. |
|
Gonnosfanadiga – Villacidro – Medio Campidano |
Mezza carica |
35.000 |
13,5 |
4.725 |
Buon stato fitosanitario, oli equilibrati con profumi di mandorla verde e carciofo. |
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Seneghe – Montiferru – Oristano |
Mezza scarica |
25.000 |
13,5 |
3.375 |
Annata non abbondante, ma qualità elevata, rese stabili, oli strutturati e profumati. |
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Dolianova – Parteolla – Trexenta – Parte Sud |
Mezza scarica |
50.000 |
13 |
6.500 |
Totali regionali stimati:
- Produzione complessiva di olive: 310.000 quintali
- Produzione complessiva di olio extravergine: 40.300 quintali (pari a circa 4.380.000 litri)
- Resa media regionale: 13%
3. Analisi qualitativa degli oli
Le prime analisi organolettiche e chimiche condotte dai frantoi e dai tecnici CSA confermano:
- Fruttato verde medio/intenso, con aromi erbacei netti, carciofo, mandorla e erbe aromatiche.
- Amaro e piccante equilibrati, segno di elevato contenuto in polifenoli.
- Colore verde oro brillante, indice di freschezza e maturazione ottimale.
- Acidità libera media: tra 0,2% e 0,3%.
- Numero di perossidi: basso, tra 7 e 9 meq O₂/kg, valore eccellente.
- Assenza di difetti sensoriali, grazie alla perfetta sanità delle drupe e alla corretta gestione della frangitura.
L’olio sardo 2025/2026 si posizionerà dunque nel segmento premium, con caratteristiche tali da poter competere a livello nazionale e internazionale, sia in purezza che in blend.
4. Mercato e prezzi
Il mercato dell’olio sardo 2025/2026 si apre in un contesto di forte domanda interna e scarsità di prodotto a livello europeo, specialmente dopo il calo produttivo di Spagna e Grecia.
Questo ha creato una pressione positiva sui prezzi, che si attestano su livelli molto interessanti per i produttori sardi.
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Periodo |
Tipologia di olio |
Prezzo medio al produttore (€/litro) |
Note di mercato |
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Ottobre–Novembre 2025 |
Verdone novello |
13 – 15 €/litro |
Forte richiesta locale e turistica, prodotto limitato |
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Dicembre–Gennaio 2026 |
Olio filtrato e stabilizzato |
12 €/litro |
Previsto assestamento, mantenendo valori alti |
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Febbraio–Aprile 2026 |
Olio standard di campagna |
11 – 12 €/litro |
Prezzi sostenuti, qualità confermata |
Il prezzo medio al dettaglio per i consumatori sardi si attesta tra 12e 13€/litro, mentre nelle vendite dirette e nei mercatini locali si osservano punte di 14–15 €/litro per i prodotti DOP o biologici.
5. Stato fitosanitario e gestione del raccolto
Il 2025/2026 segna un anno modello sul piano fitosanitario:
- Attacchi di mosca olearia quasi assenti (<2% infestazioni);
- Nessuna presenza significativa di funghi (Gleosporium, Spilocaea, Camarosporium);
- Limitati fenomeni di disseccamento o caduta precoce;
- Raccolta anticipata di circa 10–15 giorni rispetto alla media, per preservare la qualità.
Le condizioni climatiche hanno favorito una maturazione lenta e costante, con olive che hanno mantenuto alta la resa e bassa l’acidità. Molti frantoi hanno segnalato un profilo aromatico superiore al 2024, con oli più freschi, puliti e persistenti al palato.
6. Analisi economica del comparto x
Il comparto olivicolo sardo, composto da circa 40.694 ettari di superficie olivetata e oltre 39.000 aziende, divise in circa 12.000 con partita iva e e 27.000 hobbisti , genera un valore economico diretto stimato in oltre 48milioni di euro per la campagna 2025/26 considerando produzione, trasformazione e vendita diretta.
Il margine economico dei produttori, rispetto al 2024/2025 migliora sensibilmente, grazie a:
- Prezzi più alti del 20–25%;
- Costi di difesa ridotti, per l’assenza di trattamenti fitosanitari;
- Minori perdite di prodotto, legate all’eccellente stato sanitario.
Tuttavia, il settore resta frammentato, con oltre il 70% della produzione realizzata da piccole aziende che trasformano in frantoi terzi, spesso senza marchio né strategia commerciale.
7. Raccomandazioni del Centro Studi Agricoli
Il CSA, attraverso la voce del suo presidente Tore Piana, propone alcune azioni prioritarie per valorizzare la campagna 2025/2026:-
- Valorizzazione del marchio “Olio Sardo” con una campagna di comunicazione unitaria che metta in evidenza l’origine e la qualità.
- Aggregazione dei produttori in consorzi o cooperative di confezionamento e vendita.
- Trasparenza sui prezzi, per garantire un giusto compenso al produttore e contrastare le importazioni di olio non tracciato.
- Sostegno alla tracciabilità digitale, con QR code e blockchain di filiera.
- Promozione dei marchi DOP Sardegna e del biologico certificato.
- Incentivare i giovani agricoltori, con misure dedicate all’interno del CSR Sardegna e corsi di specializzazione sull’olivicoltura sostenibile.
- Considerazioni conclusive
“La Sardegna olivicola del 2025/2026 è un modello di equilibrio tra natura e lavoro umano. Abbiamo quantità contenute ma una qualità che non si vedeva da anni. La nostra sfida è trasformare questa qualità in valore economico, impedendo che i nostri oli vengano svenduti o miscelati con prodotti d’importazione. Il Centro Studi Agricoli continuerà a difendere i produttori sardi, chiedendo alla Regione e agli enti competenti una vera politica olivicola regionale, basata su ricerca, innovazione e promozione. Serve ed è ormai non più rinviabile approvare IL PIANO OLIVICOLO REGIONALE SARDEGNA che guardi alla programmazione olivicola e olearia per almeno i prossimi 15 anni” – conclude il Presidente Tore Piana.
9. Sintesi numerica finale
- Totale olive raccolte: 310.000 quintali
- Totale olio prodotto: 40.300 quintali (4.380.000 litri)
- Resa media: 13%
- Qualità: eccellente – fruttato verde, alta concentrazione di polifenoli
- Prezzi medi produttore: 13–15 €/L (Verdone), 12 €/L (filtrato)
- Assenza di mosca olearia: quasi totale (<2%)
- Prospettiva economica: positiva con margini in crescita
Fonte: Elaborazione diretta centro studi agricoli








