Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 13:27

Il Distretto Rurale di Alghero e Olmedo si è presentato alla cittadinanza. La Presidente Gianfranca Pirisi lancia un allarme: manca la mano d’opera

Il Distretto Rurale di Alghero e Olmedo si è presentato alla cittadinanza. La Presidente Gianfranca Pirisi lancia un allarme: manca la mano d’opera
OGGI 10 ottobre 2025, presso Villa Maria Pia ad Alghero, si è tenuto un evento aperto al pubblico, di presentazione ufficiale del Distretto Rurale Alghero e Olmedo. L’incontro ha avuto lo scopo di raccontare la natura, le iniziative già avviate e i progetti in corso, coinvolgendo esperti, istituzioni locali e cittadini. Durante la serata sono state illustrate le filiere partecipanti e le prospettive future del distretto come modello di crescita partecipata e rete solida tra attori pubblici e privati. Sono intervenuti portando i saluti istituzionali l’Assessora alle attività Produttive Ornella Piras, l’Assessore al Bilancio Enrico Daga, il Consigliere Regionale Valdo Di Nolfo; presente anche il Sindaco di Olmedo Tony Faedda,  a certificare il notevole interesse che questa giovane istituzione territoriale ha saputo catalizzare. Al cospetto di una sala Consiliare a Maria Pia davvero gremita di presenze, i lavori sono stati coordinati da Tiziana Lai, componente del CdA. Ma sono stati gli interventi della Presidente Gianfranca Pirisi, poi di Andrea Campurra, Coordinatore dei Distretti Rurali della Sardegna, del Prof Filippo Gambella docente della facoltà di Agraria, Direttore centro Innovative Agricoltura,  che ha tenuto una vera lezione con tanto di slide, puntatore laser utile nel suo intervento, che hanno catturato l’attenzione de presenti, Oltre due ore di interventi, per spiegare in maniera comprensibile che il Il Distretto Rurale  è un’iniziativa territoriale volta a valorizzare le attività agricole locali attraverso innovazione, sviluppo sostenibile e rete, ovvero la collaborazione tra imprese e istituzioni. E fra tanti punti affrontati dalla Presidente del Distretto Rurale Gianfranca Pirisi, è emerso in maniera eclatante  un dato che lascia profondamente attoniti: non c’è mano d’opera. Quella manodopera specializzata della quale oggi non si può più fare a meno.  Un grido di allarme e una denuncia che merita sicuramente la dovuta attenzione da parte delle Istituzioni, che devono trovare il modo, per rapportarsi con la scuola, perchè si trovi un filo di collegamento fra formazione e indirizzi lavorativi ( che non mancano). La Presidente Pirisi si è assunta l’onere di fare un excursus storico sulla nascita del Distretto Rurale, che nasce per unire le attività agricole dei territori di Alghero e Olmedo, creando una rete di aziende e operatori che promuova la produzione locale e la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari, in particolare viticoltura e olivicoltura, tradizionalmente caratterizzanti il territorio. La missione del distretto include sviluppo sostenibile, innovazione tecnologica e rafforzamento del tessuto economico-sociale della comunità rurale, creando opportunità attraverso una governance partecipata tra soggetti pubblici e privati Il Distretto – è stato detto – si costituisce tramite un accordo tra i soggetti aderenti operanti sul territorio. Tale accordo stabilisce la composizione e nomina del consiglio direttivo, organo decisionale del distretto. L’elezione al suo interno del Presidente del distretto, titolare della rappresentanza legale. La rappresentatività dei vari settori della filiera agricola, inclusi primaria, zootecnica, forestale, garantendo che almeno un terzo dei membri sia del settore primario Il Distretto Rurale rappresenta oggi un modello di valorizzazione integrata del territorio, promuove l’innovazione agricola, la sostenibilità e la collaborazione tra pubblico e privato nel nord-ovest della Sardegna. Sentire trattare gli argomenti con tanta passione e competenza, dimostra che questo nuovo soggetto ha una visione chiara e capisce nel dettaglio quale possa essere la sua missione. Il Distretto Rurale che oggi ha gambe e comincia a prendere il largo, con passi piccoli ma fermi, è la dimostrazione che si è visto nella corretta direzione quando si è voluta perseguire la sua costituzione. Alghero ha delle specificità e delle eccellenze agroalimentari che incutono un ottimismo che potrebbe diventare contagioso. Il Distretto oggi ha una sua governance autorevole, si propone come guida in un comparto che ci deve credere, perchè è inutile giraci attorno, fra poco si pubblicheranno i bandi che arrivano direttamente dal Ministero, i progetti ci sarebbero pure, ora a crederci devono essere le aziende, loro poste al cospetto di un bivio che ha solo due strade da percorrere: o stare al passo con i tempi innovando e crescendo, o essere condannate alla mediocrità e al galleggiamento, l’anticamera del mettersi fuori dal mercato e dalla competitività.

Il Distretto Rurale di Alghero e Olmedo oggi rappresenta un motore  per lo sviluppo sostenibile del territorio, con circa 200 soci che sono rappresentativi degli operatori economici che ha come obiettivo promuovere e valorizzare l’agricoltura locale, in particolare viticoltura e olivicoltura, rafforzare l’economia locale attraverso pratiche agricole sostenibili e turismo responsabile, conservare il ricco patrimonio culturale territoriale, innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile, valorizzazione delle eccellenze agroalimentari, creazione di reti territoriali e di cooperazione con altri distretti e organismi pubblici e privati, partecipare ad eventi pubblici per presentare il Distretto e i suoi progetti, con coinvolgimento di cittadini, imprese agricole e produttive, associazioni e istituzioni con l’obiettivo di  creare un modello di crescita partecipata  per generare nuove opportunità e promuovere lo sviluppo del territorio come bene comune

Il Distretto Rurale di Alghero e Olmedo attingerà finanziamenti principalmente attraverso Fondi pubblici, derivanti dalle direttive regionali e dall’Unione Europea, destinati a sostenere lo sviluppo rurale e agricolo del territorio. Attraverso  bandi pubblici per generare nuove opportunità e finanziare progetti innovativi.

Ecco tutto questo ieri a Villa Maria Pia si è percepito chiaramente, e vedere che l’Università,  con Filippo Gambella docente nel Dipartimento di Agraria presente , guarda e segue con interesse l’evoluzione di questo nuovo soggetto, e ha dato ampia disponibilità per essere di supporto alle Aziende che lo vorranno, parlando delle nuove frontiere nell’agricoltura, della tecnologia che avanza a grandi bassi, dove gli strumenti, oggi oggetto di studio e approfondimenti, dovranno fare necessariamente ingresso dalla porta principale nell’innovazione, quando al suo servizio ci saranno IA, sistemi di monitoraggio avanzati, e uso di macchine sofisticate, quali droni e trattori agricoli autonomi. Una immersione nel futuro, che ieri, a sentire i relatori è già presente.

 

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