Il Centro Studi Agricoli interviene con forza sulla situazione del comparto ovicaprino sardo, denunciando una condizione di profonda incertezza che, ancora una volta, rischia di scaricare sui pastori il peso delle inefficienze e delle mancate decisioni politiche della Regione Sardegna.
Prezzo del latte ovino in calo: perdita secca per gli allevatori
Dalle prime indicazioni di mercato, il prezzo del latte ovino si potrebbe attestare attorno a 1,35 /1,40euro al litro, nel sistema industriale ,in calo di circa 10/15 centesimi rispetto ai 1,50 euro/litro dello scorso anno.Mentre altrettanto accadrebbe nel sistema cooperativo con prezzi medi pagati al pastore di 1,60
Un ribasso che, a prima vista, potrebbe sembrare contenuto, ma che in realtà rappresenta un duro colpo per migliaia di aziende pastorali: per un allevatore che conferisce 50.000 litri di latte, la perdita annua è di 7.500 euro, in un contesto in cui i costi di produzione continuano a crescere in modo vertiginoso.
Il Centro Studi Agricoli precisa che le produzioni di latte ovino rimarranno sostanzialmente stabili rispetto all’annata precedente: il problema non è dunque nella quantità, ma nella tenuta del prezzo e nella tenuta economica del sistema cooperativo e industriale.
Export rallentato e cooperazione in affanno
L’effetto combinato dei dazi internazionali e della svalutazione del dollaro americano sta pesando sulle esportazioni di Pecorino Romano, il principale formaggio DOP della Sardegna.
Con un dollaro debole, i formaggi sardi come pecorino romano dop , risultano leggermente meno competitivi sul mercato statunitense, mentre i margini delle cooperative e dei caseifici si assottigliano.
Alcune realtà cooperative isolane si trovano, in queste settimane, in serie difficoltà nella gestione dei bilanci, con tensioni finanziarie crescenti e la prospettiva di un riassestamento dei conferimenti da parte dei pastori nei prossimi mesi.
Il Centro Studi Agricoli richiama l’attenzione della politica e delle istituzioni: non si può restare a guardare mentre il cuore pulsante dell’agricoltura sarda — la pastorizia — viene eroso lentamente da costi in aumento e prezzi in caduta.
Speculazioni inaccettabili: il prezzo non deve crollare
Il Centro Studi Agricoli lancia un messaggio chiaro e netto:
“Nessuno si permetta di speculare sul latte ovino sardo approfittando di queste oscillazioni di mercato. I pastori non devono pagare, ancora una volta, per errori politici e strategie industriali altrui.”
Il Centro Studi Agricoli invita gli allevatori a mantenere ferme le posizioni di prezzo e chiede alle cooperative di agire con trasparenza e responsabilità, evitando qualsiasi accordo al ribasso che non tenga conto dei costi reali di produzione.
Il prezzo di 1,35 euro/litro nel sistema industriale non deve scendere ulteriormente: sotto tale soglia, si mette a rischio la sopravvivenza di centinaia di aziende familiari che rappresentano il tessuto produttivo e sociale delle zone interne dell’Isola.
Silenzio assordante della Regione: nessun Tavolo Latte convocato
È inaccettabile che, a fronte di un quadro economico così delicato, l’assessore regionale all’Agricoltura, on. Gianfranco Satta, non abbia ancora convocato il Tavolo Latte, strumento indispensabile per il confronto tra pastori, cooperative, industriali e Regione.
La totale assenza di concertazione dimostra una mancanza di sensibilità politica e di capacità gestionale che lascia il comparto senza una guida e senza prospettiva.
Il Centro Studi Agricoli ricorda che il Tavolo Latte era stato concepito come luogo permanente di confronto e decisione per evitare tensioni sui prezzi, garantire equilibrio nella filiera e stabilità nei redditi.
Non convocarlo oggi, in un momento di turbolenza economica e di mercati in movimento, è un atto di grave irresponsabilità istituzionale.
OILOS: il grande fallimento annunciato
Il Centro Studi Agricoli chiede con forza chiarezza e trasparenza sulla vicenda OILOS, l’Organismo Interprofessionale Latte Ovino Sardo, nato per coordinare la filiera e mai realmente entrato in funzione.
“Dopo anni di annunci, riunioni e spese, Oilos è rimasta un contenitore vuoto. I pastori si chiedono: chi è oggi il presidente di Oilos?
Perché non ha mai operato concretamente?
Che fine hanno fatto i 500 mila euro assegnati a Oilos dalla Regione Sardegna nella finanziaria 2024?”
Il Centro Studi Agricoli ritiene inaccettabile che siano stati spesi fondi pubblici senza alcun risultato tangibile per la filiera lattiero-casearia.
Si chiede quindi la pubblicazione immediata dei bilanci, dei verbali e dei rendiconti delle spese sostenute da Oilos, nonché la verifica delle attività effettivamente realizzate.
Se Oilos non è in grado di svolgere il proprio ruolo, la Regione deve revocare i fondi e rifondare l’organismo con criteri di trasparenza e meritocrazia, coinvolgendo direttamente rappresentanze indipendenti del mondo pastorale.
Richieste del Centro Studi Agricoli alla Regione Sardegna
1. Convocazione immediata del Tavolo Latte regionale entro 15 giorni, con la partecipazione di tutte le componenti della filiera.
2. Audit pubblico e rendicontazione integrale dei fondi Oilos, con pubblicazione online dei documenti di spesa.
3. Istituzione di un Fondo straordinario di stabilizzazione del reddito per i pastori, a copertura parziale della perdita dovuta alla riduzione del prezzo.
4. Sostegno alle cooperative con strumenti finanziari dedicati per garantire liquidità e mantenimento dei livelli occupazionali.
5. Piano di valorizzazione del latte sardo e del Pecorino Romano, con interventi promozionali coordinati e campagne internazionali anti-speculazione. Richiesta al Ministero di approvazione disciplinare contenente la clausola che alla dop pecorino romano sia prodotto solo , per la Sardegna ,con latte proveniente da pecora di razza sarda e nera di Arbus .
6. Revisione del ruolo e delle funzioni di Oilos, o sua completa rifondazione.
Conclusione
Il Centro Studi Agricoli ribadisce che la pastorizia non può essere lasciata sola in questo momento di forte incertezza.
Dietro ogni litro di latte ci sono famiglie, territori, lavoro e tradizioni che rappresentano l’identità più autentica della Sardegna.
Serve una politica agricola regionale trasparente, competente e coraggiosa, capace di difendere il valore del latte e il futuro di chi lo produce.
“Il silenzio della Regione è inaccettabile. Il Centro Studi Agricoli , unico Sindacato agricolo Sardo, continuerà a denunciare pubblicamente ogni omissione, spreco e ritardo, in nome della verità, della giustizia e della dignità dei pastori sardi.”
Tore Piana, Presidente del Centro Studi Agricoli








