Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 16:23

Borutta, l’arte culinaria dei ragazzi dell’IPSAR di Alghero alla Bastida di Sorres

Borutta, l’arte culinaria dei ragazzi dell’IPSAR di Alghero alla Bastida di Sorres

“Queste son le vivande che allietano la mensa della Bastida di Sorres, ove cavalieri e dame, mercanti e pellegrini trovano ristoro. Ciascun piatto è frutto di dotta ricerca e di arte culinaria, rievocato dalle sapienti mani degli scolari e della scolare dell’IPSAR, perché non vada dispersa la memoria delle mense d’un tempo“

La Bastida di Sorres non è soltanto rievocazione storica, ma anche laboratorio di esperienze, crescita e formazione. Nella giornata di sabato, i riflettori si sono accesi sui ragazzi e le ragazze dell’IPSAR di Alghero, protagonisti di una straordinaria prova di professionalità e passione: la realizzazione di tre piatti ispirati alla cucina medievale, frutto di un lavoro di ricerca d’aula e di dedizione pratica.

Con cura dei dettagli, studio delle fonti storiche e una sorprendente creatività, gli studenti hanno saputo trasformare ricette antiche in piatti capaci di emozionare il pubblico, raccontando il Medioevo attraverso i sapori. Coordinati dal professore di cucina Antonio Deruda, gli studenti Gueye Fallou Senegal e Fois Alessio si sono dedicati alla realizzazione del Coniglio gentilizio alla maniera della Corte Sabauda. Sara Serrenti e Giorgia Furioso hanno invece cucinato il pollo dorato allo zafferano con granelli di farro arrostiti. Giulia Merella e Arianna Salis si sono cimentate nella Vivanda di pecora in brodo d’erbe. Un esercizio di memoria e innovazione che ha conquistato visitatori e rievocatori, dimostrando come la cucina possa diventare ponte tra generazioni e strumento di conoscenza del territorio.

L’esperienza segna l’avvio di una collaborazione preziosa tra l’Associazione Bastida di Sorres e l’IPSAR di Alghero guidato dal dirigente Angelo Parodi, una sinergia che vuole crescere nel tempo e che mette al centro i giovani, veri custodi del futuro.
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La Bastida di Sorres – sottolinea l’Associazione – è un lavoro di armonia che dura tutto l’anno e che coinvolge tanti protagonisti. Gli studenti dell’IPSAR hanno portato entusiasmo, competenza e freschezza: grazie a loro il Medioevo è tornato in vita anche in cucina, con piatti che parlano di ricerca e identità. La nostra volontà è di proseguire su questa strada, perché eventi come questo non sono solo rievocazioni, ma occasioni di crescita culturale e comunitaria».

Un segno concreto che la Bastida non è soltanto spettacolo e memoria, ma progetto vivo, capace di unire scuola, territorio e patrimonio storico in un’unica grande narrazione.


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