Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 14:08

Il Consigliere Colledanchise “usa” il Mariotti e l’Assessore Daga per attaccare il Sindaco Cacciotto e non solo

Il Consigliere Colledanchise “usa” il Mariotti e l’Assessore Daga per attaccare il Sindaco Cacciotto e non solo

“Campo Mariotti: chiarezza e visione, senza peli sulla lingua. A quanto pare in questi giorni va di moda parlare del Mariotti. Bene, allora lo faccio anche io. Ma, come sempre, lo faccio alla mia maniera: senza filtri e senza nascondermi dietro le parole. Lo scrive in un post pubblico  il Consigliere Colledanchise, con la modestia sua solita, indubbio,  che bisogna riconoscergli.

Tocca temi scottanti per l’attuale amministrazione imbarcata in un grande progetto di recupero, ristrutturazione e funzionalizzazioni di tanti campi di gioco, e strutture sportive, che ironia del caso la stanno esponendo a critiche roventi, anche da parte degli amici, non solo dei diretti interessati, che l’attività sportiva  devono praticare, compresa quella della partecipazione a campionati impegnativi e costosi.

Ma se dell’ovvio si è maestri, senza saperlo, ci si imbarca, ancora, e non è la prima volta, a toccare in maniera chirurgica, con stilettate da maestri neofiti, chi scrive e informa. Lo scrive il Consigliere Colledanchise parlando del tema della narrazione.

“Quando si scrivono articoli e si fanno comunicati, si dovrebbe citare chi lavora davvero, come l’assessore Enrico Daga, che da mesi sta portando avanti un lavoro concreto sull’impiantistica sportiva. Perché il galateo istituzionale esiste, e l’autocelebrazione stona, soprattutto se fatta sulle spalle di chi non vive di propaganda” si legge nel post.

Quindi noi, ieri nel parlare di un argomento di interesse collettivo, alla luce di un incontro riservato e informale, fra Sindaco e Alghero calcio, dovevamo narrare il sentire del giovane Colledanchise? Roba da maestri della modestia, indubbio.

Ma a scanso di ogni equivoco, e giustappunto per chiarire a chi capisce e a chi capire non vuole, i contenuti del nostro articolo, peraltro evidenziato da corsivo, ha riportato le dichiarazioni di intenti del Sindaco Cacciotto, l’idea che ha sul tema, in linea con il sentire degli Assessori che non ha citato non per scorrettezza, ma perchè il momento ( era a Parigi) e le nostre domande lo hanno indirizzato alla prudenza senza esitazione alcuna. Il Sindaco.

Ma, siccome il Mariotti è il mezzo, l’Assessore Enrico Daga compreso ( speriamo almeno lui lo abbia capito), il fine lo si legge a caratteri cubitali: è colpire Raimondo Cacciotto. E il primo cittadino è messo in discussione , attaccato frontalmente su argomenti e temi roventi che invìtano alla cautela. Esattamente come sino ad oggi, con equilibrio, e saggezza ha fatto il Sindaco.

Ecco di questo parliamo, del livello della politica nostrana, costretta nel suo incedere da personalismi da asilo magnanelli. E questi non si rendono conto, del fragore delle risate che da Alghero, sino ad arrivare nella Bonifica e nell’Agro, si sollevano sin dalle prime ore  del mattino. Risate che fanno buon sangue, che aiutano a cominciare la giornata in leggerezza e allegria, ma che di colpo ci incupiscono al solo pensiero che queste persone possano decidere il destino della nostra città e del nostro territorio, e segnare persino il futuro dei nostri figli.

Ieri l’altro nel mirino c’è stato l’Assessore Daga ( dossier Maria Pia), l’altro ieri l’Assessore Raniero Selva ( con Alghero sporca da non credere), ieri il Sindaco Cacciotto, incapace di decidere e di dare a Cesare quel che è di Cesare.

Altro che Mariotti! avremmo voluto sentire il Colledanchise pensiero sugli avanzi di Bilancio, sulla variazione di ieri che in Commissione è stata sospesa, oltre sette milioni di euro, che sono l’elenco di una distribuzione che interessa tutti,  un elenco di spese possibili che hanno copertura, ma che non hanno un progetto che investa la città, perché è sicuro che sette milioni da spendere sono una goccia nel mare, ma sono un tesoretto che forse potevano essere indirizzati meglio, se solo, i consiglieri dell’ovvio, e dell’inutile, avessero sollevato e proposto una idea degna di nome e di sostegno.

Ma è forse pretendere troppo, dai maestri dell’ovvio e dell’inutile


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