Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 23:09

Patricia Petretto ci parla degli attrattori turistici

Patricia Petretto ci parla degli attrattori turistici

Patricia Petretto prova a spiegare cosa sia un attrattore turistico, lei che segue le dinamiche e impegnata da tempo a dare il proprio contributo in quanto  project manager turistico.

Che cosa è un attrattore turistico?

Un attrattore turistico è un elemento tangibile o intangibile che crea un interesse collettivo in una determinata area geografica. Può essere una spiaggia, il paesaggio, una tradizione oppure una leggenda, un evento particolare.

Queste attrattive assieme ai servizi ( infrastutture, ricettività, ristorazione ecc.) possono costituire il muovente del viaggio.

Purtroppo accade spesso che viene considerato un solo elemento tra questi, tralasciando l’importanza fondamentale della correlazione netta con altri di cui la naturale conseguenza è la non riuscita nell’obiettivo. Questi elementi sono inscindibili tra di loro.

Come sono le attrattori turistici in Sardegna?

Alcuni sono fortemente percepite dal mercato, come le spiaggie, altri invece meno, come cultura, tradizioni oppure le attività outdoor. I vari territori stanno cercando di differenziarsi tra di loro promuovendo le proprie pecularietà della zona. Questo richiede molto tempo perchè la valorizzazione dei siti richiede fondi pubblici, le infrastrutture ad esse connesse lo stesso. La promozione, la gestione e la loro integrazione nei circuiti turistici invece richiede professionalità, conoscenza del mercato, capacità di vendita che sono caratteristiche imprenditoriali. Queste due linee spesso non s’incontrano.

Come vengono gestiti gli attrattori turistici in Sardegna?

Troviamo esempi sia positivi che negativi. Personalmente incontro  siti gestiti con professionalità ed altri con caratteristiche differti. Per lo più sono cooperative, associazioni, Pro Loco, Parchi, Fondazioni territoriali. Alcuni di questi godono del gettito pubblico e sono in grado di garantire un pagamento regolare ai dipendenti, altri invece della sola bigliettazione faticano a sottoscrivere contratti regolari creando cosi disagi e la non adeguata professionalità. Purtroppo in Sardegna non esiste attualmente un regolamento standard per la gestione degli attrattori. Molti siti sono privi di parcheggi per il pullmann, a volte mancano i servizi igenici anche nelle zone limitrofe. Personalmente credo che questo sia la lettera A del settore, se vogliamo parlare di turismo culturale. Poi c’e un altro aspetto molto importante, spesso non considerata: la vendibilità. Spesso le singole attrazioni non hanno un biglietto singolo, occorre acquistare il cumulativo. Un gruppo turistico ha sempre un tempo limitato nella destinazione (anche a causa delle normative vigenti) quindi non può visitare 8 siti in 2 ore, sarebbe fisicamente impossibile. Chi conosce le dinamiche del mercato lo sa molto bene, ma spesso, chi prende decisioni lo ignora.

Che cosa si potrebbe fare per migliorare?

Da anni si chiede una fattiva collaborazione reale tra pubblico e privato che non significa creare l’illusione di ascoltare, ma rendere effettiva la co-creazione in formula win to win, reale e reciproca. Questo si base sulla comprensione e conoscienza della realtà e della capacità di imparare dagli errori del passato. Per la Sardegna la formula Sardegna Card (purtroppo mai considerata) potrebbe essere studiata oppure una forte scontistica per i residenti in bassa stagione sarebbe fondamentale per la destagionalizzazione.

 


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