Lunedì 12 Ottobre, aggiornato alle 15:01

Altra torre per la telefonia in Via Asfodelo. E’ tempo che l’Amministrazione preveda l’adozione del Piano delle Radiofrequenze fermo al 2022 e i controlli

Altra torre per la telefonia in Via Asfodelo. E’ tempo che l’Amministrazione preveda l’adozione del Piano delle Radiofrequenze fermo al 2022 e i controlli

L’Amministrazione comunale, con il settore Demanio, ha lavorato per raggiungere l’obiettivo del nuovo Piano delle Radiofrequenze nel 2022. E’ stato  uno dei principali obiettivi dell’Assessora Giovanna  Caria, prefissati fin dal suo insediamento, dove era stata prevista la revisione e l’adeguamento del Piano delle Radiofrequenze della città. L’iter è iniziato nel novembre 2019, a seguito dell’adozione di una delibera di Giunta ( sindaco Conoci ) con la quale si incaricava il Settore Demanio della verifica delle antenne esistenti in tutto il territorio comunale e dell’aggiornamento del Piano e del relativo regolamento.

Il passaggio successivo è stato quello di procedere al rinnovo dei contratti di locazione in scadenza, per due anni e non per sei come avveniva in passato, condizionando i contratti all’esito dell’adozione del Piano delle Radiofrequenze. Di pari passo, grazie a fondi di bilancio, è stato affidato l’incarico a una società per il censimento delle antenne, con verifica dei requisiti dettati dalle normative e dei piani di espansione (che gli operatori sono tenuti a comunicare annualmente). 

Perché diciamo questo? Perché dopo che abbiamo visto il sorgere di un altra antenna in via Asfodelo, lato via Aldo Moro, a 20 m dove gia’ insisteva un altra, non si possono che  sollevare alcune perplessità. Intanto per prima cosa, non c’è alcunché di anomalo, l’antenna sorge laddove è stata autorizzata con tutti i requisiti previsti dalla norma attuale. Gli impianti di radiofrequenze e quindi le antenne, sono paragonata a delle sottostrutture urbanistiche quindi da realizzarsi, sottostando a un procedimento amministrativo, che di solito ha esito positivo, comprensivo anche del parere dell’Arpas.

Se le antenne non si possono fermare nel loro sorgere, almeno un paio di prescrizioni devono essere pressanti, una su tutte il controllo delle emissioni della radiofrequenza. Solo una emissione anomala può fermare l’attività di una torre, ma se i controlli non ci sono è chiaro che ci troviamo di fronte a un Far West dove il cittadino è completamente inerme e assiste impotente allo stravolgimento non solo del paesaggio che ha di fronte,  ma anche nella esposizione a onde elettromagnetiche .

Alghero nel 2022 si era adottata del suo Piano delle radiofrequenze,  da adeguare ogni anno prevedendo le richieste dei gestori telefonici, nei piani di di espansione,   ma se questo non esiste, di fatto i gestori hanno campo libero di installare le torri dove gli spazi sono reputati idonei, e c’è il bene stare dei  proprietari dell’area.

La porre è sorta oggi in via Asfodelo, come è sorta in via Barraccu, come sorgerà in via Valverde, e come si è visto in via Nulauro.

I cittadini protestano, ma i lavori procedono.

La stessa Pivarada nei giorni scorsi, con suoi rappresentanti il Comitato di Quartiere, si è recata dal sindaco Raimondo Cacciotto per esprimere tutto il disappunto per questo progetto che vedeva una nuova installazione proprio a pochi metri da un’altra, di fatto saturando la zona e creando allarme fra la popolazione. Una chiacchierata interlocutoria, con il Sindaco di fatto impotente a bloccare i lavori. E allora quello che si deve pretendere oggi, senza ulteriori tentennamenti è il monitoraggio delle emissioni delle radiofrequenze, visto che le torri,   purtroppo in città sono a stretto contatto con le case di civile abitazione.

Monitoraggio che può essere Previsto dal Comune previo stanziamento di fondi a ciò deputati. Questo era previsto nel 2022 ma ora dopo due anni è tempo che della materia si ricomincia a parlare, perché inutile negare che Alghero nel settore è stata un po’ una apripista, metteva delle regole soprattutto in tema di controlli, Oggi bisogna riprendere quella strada virtuosa, per dare ai cittadini un segnale inequivocabile, dove l’amministrazione, per il tramite di enti preposti, certifica che le emissioni elettromagnetiche siano in regola. E a questo proposito è ipotizzabile che l’ente regionale delegato per questo controllo possa essere proprio l’Arpas.

Arpas ricordiamolo centrale nel blocco della Torre nei Giardini Tarragona, che fu bloccata non perchè furono raccolte migliaia di firme ma a seguiti rilievi  certificati. L’Arpas regionale affermava ” sono stati effettuati a verifica e integrazione di quelli presentati dal proponente stesso, calcoli previsionali del valore di campo previsti in seguito all’implementazione del progetto, mediante software, con risultati non conformi ai limiti fissati dal DPCM dell’8 luglio 2003, considerato inoltre che il contributo dell’impianto in esame si somma a quelli preesistenti dando luogo a campi elettromagnetici superiori al valore limite di attenzione di obiettivi di qualità di 6 W/m fissati dal DPCM. E ancora “alcune aree nelle quali l’impianto in esame può dare luogo a campi elettromagnetici superiori al valore di 6 V/m sono previste permanenze superiori alle 4 ore giornaliere in quanto attualmente esse appaiono quali pertinenze abitative  e pertanto in esse risultano applicabili il valore limite di attenzione e l’obiettivo di qualità. Si esprime pertanto parere sfavorevole alla realizzazione dell’opera in progetto le cause ostative al parere favorevole potrebbero essere superate per giungere a un giudizio favorevole condizionato alla verifica delle seguenti prescrizioni: riduzione della potenza totale del connettore d’antenna nelle massime condizioni di carico almeno del 30% per i trasmettitori Iliad e relativi al settore.

Questo è un punto fermo, i controlli devono essere previsti, e resi pubblici,  l’Amministrazione deve mettere in campo tutte le strategie possibili comprese le risorse, per dare alla cittadinanza la dovuta serenità, con occhio di riguardo a chi vive a poche decine di metri dalle torri.

Il D.P.C.M. 8 luglio 2003  fissa limiti di esposizione e valori di attenzione, per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) connessi al funzionamento e all’esercizio degli elettrodotti, se ne può chiederne il rispetto?

 Regolamento  Comunale di Alghero per l’installazione degli impianti fissi di Telecomunicazioni


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