Franco Masu, responsabile di Città Viva, interviene sulle boe a Porto Conte, in una nota nella quale si legge:
“Da molti anni il Parco di Porto Conte e Area Marina Protetta agisce come fosse un feudo a sé stante, avulso dal contesto algherese e dalla sua comunità. Già in passato i vertici del Parco hanno preso decisioni e portato avanti progetti che si sono rivelati molto divisivi e fonte interminabile di polemiche.
Oggi, dopo il progetto di rifunzionalizzazione alberghiera e ricettiva della vecchia casermetta militare di Punta Giglio e di “messa in sicurezza” delle antistanti falesie, vecchie di milioni di anni, si pensa di creare grandi campi boe a Porto Conte e dintorni. Una sorta di parcheggio diffuso per imbarcazioni e navi da diporto
Come Città Viva non possiamo non sottolineare come tali progetti, che insistono su luoghi di grande valore naturale e molto amati dagli algheresi, piovono sempre dall’alto senza che ci sia nessun confronto e nessuna condivisione con la comunità locale. E’ una situazione paradossale perché il più importante organo decisionale del Parco, ovvero l’Assemblea, coincide con il Consiglio Comunale. Se i consiglieri comunali, invece di essere tenuti all’oscuro di tutti i progetti del Parco, salvo poi essere chiamati a votare i bilanci a scatola chiusa, venissero coinvolti già nelle fasi preliminari dei progetti più importanti, verrebbe meno la contrapposizione tra il Parco stesso e la città. Il Consiglio Comunale è espressione democratica dei cittadini e le commissioni consigliari sono un ulteriore occasione democratica di approfondimento e ascolto. Non possono essere delegittimati dal Parco. Accade invece che per molti progetti, che finiscono per avere impatti ambientali e sociali notevoli, il Parco non ha l’avvallo del proprio Comitato Scientifico (mai nominato) e nemmeno l’approvazione dei suoi stessi membri dell’Assemblea.
In questa situazione paradossale e che speriamo venga modificata con decisione dalla nuova amministrazione algherese, il Parco oggi propone di dare corso ad un ingente finanziamento mettere sul fondo del mare, a Porto Conte, Punta Giglio, Cala Olandese… decine e decine di grossi corpi morti in cemento e un alto numero di boe. Boe il cui utilizzo a Porto Conte sarà naturalmente a pagamento.
La motivazione del progetto boe è quella di preservare le praterie sommerse di posidonia dagli ancoraggi incontrollati.
Ora, è pur vero che tale motivazione ha una sua ragion d’essere, ma Città Viva non può non avanzare alcune osservazioni:
Intanto il Parco/AMP può normare gli ancoraggi entro i propri confini e da vari anni esiste già un preciso divieto di ancoraggio sulla posidonia, con sanzioni per chi non lo rispetta.
La baia di Porto Conte è fragile dal punto di vista dell’ecosistema marino, ha già tre porticcioli turistici, e il traffico nautico non deve essere ulteriormente incrementato. Creare un grande parcheggio di barche significa aumentarne la presenza con l’inevitabile aumento di sversamento di idrocarburi e altri inquinanti.
I soldi del PNRR potrebbero essere usati per incentivi verso la riconversione elettrica dei motori marini, e verso l’uso obbligatorio di ancoraggi a basso impatto sui fondali quali le mazzere in piombo, fermo restando il divieto di ancoraggio sulla posidonia. Anzi, questo divieto dovrebbe essere in qualche modo esteso a tutto il mare prospicente il territorio comunale di Alghero (e magari intorno all’intera Sardegna).
Pertanto, in attesa che si crei, su questo e su altri progetti del Parco un costruttivo dibattito politico, Città Viva chiede che il progetto boe venga sospeso e chiede che si insedi quanto prima il nuovo CdA del Parco/AMP” chiude la nota a firma di Franco Masu Responsabile cittadino per Città Viva








