ALGHERO – Quattro giornate all’insegna del patrimonio linguistico, dell’identità e del dialogo interculturale. Ad Alghero cala oggi il sipario sul Mare Llengua Festival, la rassegna che da giovedì 8 a domenica 11 ottobre 2026 ha trasformato la città catalana di Sardegna in un vivace crocevia di musica, teatro, cinema e riflessione culturale. Organizzato dall’Associazione Il Cabirol, l’evento ha visto la partecipazione di artisti, studiosi, rappresentanti istituzionali e realtà associative giunti da differenti territori italiani ed europei per celebrare il valore inestimabile delle minoranze linguistiche.
A segnare in modo indelebile l’edizione di quest’anno è stato un momento di rara intensità emotiva, di quelli che consegnano una serata alla storia del festival. Per capire cosa rappresenti Lluís Llach per la Catalogna, basti pensare all’impatto culturale e civile che figure come Fabrizio De André o Francesco Guccini hanno avuto per l’Italia. Un vero e proprio gigante della canzone d’autore che, con la mitezza e la straordinaria naturalezza tipiche dei grandissimi, si è concesso a un pubblico visibilmente sorpreso ed estasiato.
Llach — che da tempo ha abbandonato la scena musicale per dedicarsi all’impegno sociale e politico — ha regalato agli organizzatori e ai presenti una gemma inaspettata. Salito sul palco del Teatro Civico durante la cerimonia di premiazione per un fuoriprogramma da pelle d’oca, si è seduto al pianoforte elettronico eseguendo un brano di travolgente carica espressiva. Al termine dell’esibizione, accolta da un’ovazione prolungata, il cantautore si è accomodato in platea con disarmante semplicità per godersi il prosieguo degli spettacoli, ascoltando i musicisti catalani e algheresi che si alternavano sul palco.
Una presenza monumentale, la sua, carica di memoria storica: Llach ha vissuto sulla propria pelle la censura franchista, i concerti clandestini e l’esilio a Parigi. L’Italia ne ha riconosciuto il grande valore tributandogli il Premio Tenco nel 1979.
La giornata di ieri si è aperta con l’approfondimento dedicato a “Lluís Llach i la revolució de la llengua en la Nova cançó”, una tavola rotonda che ha riunito personalità come Pere Camps, Lluís Flores, Simone Maulu, Carlo Sechi, Tonino Budruni e Barbara Vargiu, arricchita dagli interventi musicali di Agathe Catel.
In serata, i riflettori del Teatro Civico si sono riaccesi per le esibizioni di Joan Peiró Aznar, Jasmin Bradi e Rachele Colombo, culminando nell’omaggio corale alla canzone catalana e algherese che ha visto protagonisti Sandra Bautista, Beatrice Campisi, Davide Casu, Enrico Ceravola ed Eleonora Peana.
Il Mare Llengua Festival si awia oggi alla sua conclusione con un programma denso di appuntamenti. Dopo il tradizionale aperitivo popolare della tarda mattinata, la musica tornerà protagonista a partire dalle ore 17:00 con il Sandra Bautista Trio, il progetto di Eleonora Peana insieme a Marcello Peghin e Salvatore Maltana, e la formazione guidata da Federico Perantoni Marras con Alessandro Zolo e Paolo Zuddas.
Alle 19:30, sempre al Teatro Civico, spazio al tributo “La vida, amic, és l’art de l’encontre”, omaggio a Sergio Secondiano Sacchi e al Club Tenco. Una tardada condotta da Steven Forti, Laura Rossi e Barbara Vargiu, ricca di interventi musicali in lingua minoritaria curati da Alessio Lega, Olden, Mirco Menna, Rachele Colombo, Carlo Doneddu, Federico Perantoni Marras, Andrea Andrillo, Caterinangela Fadda, Beatrice Campisi e Daniele Caldarini.
Un finale in grande stile per un festival che ha saputo mescolare radici e creatività contemporanea, dimostrando ancora una volta come la tutela delle lingue minoritarie passi anzitutto attraverso la bellezza dell’arte e dell’incontro.








