ENERGIE E SOSTENIBILITA’ – In Sardegna a Chia (Cagliari) iniziati i
lavori della 22° della High School di Confartigianato Nazionale. Da
tutta Italia per discutere di energia, sostenibilità, geopolitica,
sicurezza, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, lavoro e
competitività delle imprese. Fra gli ospiti Picchetto Fratin,
Gentiloni, Casini, Di Maio, Granelli, Todde, Caprarica e Saviano.
Giacomo Meloni (Confartigianato Sardegna): “Sulle imprese artigiane la
morsa dei costi dell’energia: necessarie soluzioni reali e concrete”.
Dichiarazioni: Granelli, Todde, Casini, Gentiloni e Pichetto Fratin.
Con il discorso del Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna,
Giacomo Meloni, di fronte a oltre 700 delegati da tutta Italia, si
sono aperti a Chia (Cagliari-Sardegna) i lavori della 22esima edizione
della “Energies and Sustainability – Confartigianato High School”,
organizzata da Confartigianato Imprese Sostenibili e dai suoi Consorzi
energia (Caem, CenPi, Multienergia), quest’anno dedicata al confronto
e alla formazione sui grandi temi dell’energia e della sostenibilità,
con focus e approfondimenti su geopolitica e sicurezza, innovazione
tecnologica e intelligenza artificiale, lavoro e competitività delle
imprese.
Quella di oggi è stata la prima di tre giornate di incontro e dialogo
con autorevoli protagonisti della scena italiana e internazionale sui
nuovi equilibri geopolitici, sul ruolo delle fonti energetiche e della
ricerca nucleare e sul coinvolgimento dei lavoratori in questi
processi di trasformazione. Un confronto aperto sulle sfide che
attendono le imprese e sulle opportunità da cogliere per costruire
un’economia più sostenibile, competitiva e capace di guardare al
futuro.
Sul palco di Chia, tra i tanti ospiti e relatori, questo pomeriggio
sono saliti il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, l’ex
Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, l’ex Presidente della
Camera e attuale Senatore, Pier Ferdinando Casini, oltre a tanti altri
prestigiosi osservatori della Politica Italiana. In collegamento on
line l’intervento dell’ex Ministro, e attuale Rappresentante Speciale
dell’Unione Europea per il Golfo, Luigi Di Maio.
Nella relazione introduttiva, il Presidente Meloni ha ricordato come
l’Associazione Artigiana sia sempre più vicina alle esigenze delle
imprese artigiane che quotidianamente vivono sulla propria pelle e i
propri bilanci la morsa dei costi dell’energia. Queste chiedono
soluzioni reali e concrete ad una situazione che è diventata
difficilmente sostenibile. “Confartigianato c’è ed è riuscita dopo
anni di impegno e duro lavoro, a far diventare l’appuntamento di Chia,
un’eccellenza, uno dei più importanti nel panorama nazionale sulle
tematiche energetiche – ha aggiunto Meloni – e il fatto che si tenga
appunto in Sardegna, per noi è motivo di grande soddisfazione”.
A margine dell’apertura dell’evento di Chia, il Presidente di
Confartigianato Sardegna, Giacomo Meloni ha voluto ribadire l’impegno
di Confartigianato a sostenere le imprese verso una responsabile
sostenibilità e transizione energetica.
“Da quando cioè il contesto internazionale è diventato decisamente
instabile e sono cambiati i tradizionali assetti mondiali – ha
affermato Meloni – la sostenibilità, gli sforzi per mitigare il
cambiamento climatico, gli impegni per ridurre le emissioni sono
rimasti un po’ ai margini delle agende degli organismi internazionali,
a loro volta sempre più fragili, considerati temi importanti si ma non
prioritari e quasi ad uso esclusivo di addetti ai lavori”. “Noi
riteniamo invece che sia ancora tempo di parlarne, di approfondire e
di cercare soluzioni compatibili e di mediazione tra sostenibilità
ambientale e sostenibilità economica – ha aggiunto – che consenta alle
nostre imprese di intraprendere un percorso di transizione che
garantisca loro la possibilità di stare sul mercato e anzi di
rilanciare e trovare nuovi spazi di lavoro”. “Pensiamo sia doveroso
soprattutto nei confronti delle nuove generazioni che forse più di
altre sentono il tema in tutta la sua urgenza e, probabilmente in
controtendenza rispetto a quelle più avanti con l’età – ha rimarcato –
credono sia necessario un impegno costante non solo in termini di
semplice sostenibilità energetica ma più in generale in termini di
qualità della vita, aspetti sociali e lavorativi”. “Per questo, come
Confartigianato – ha concluso il Presidente – vogliamo dare un
contributo al ragionamento senza sottrarci al compito di attore
sociale prima che economico, anche quando questo comporta strade in
salita, duro lavoro, sacrificio e difficoltà. Lo facciamo perché lungi
dal volere assumere posizioni di retroguardia vogliamo al contrario
guardare appunto al futuro. Al futuro delle nuove generazioni di
imprese e di cittadini”. Meloni ha anche presentato anche i dati sul
caro energia delle piccole e medie imprese sarde, dalle rilevazioni
dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su dati Eurostat,
Arera e Terna, che continua a pesare sulle imprese isolane,
soprattutto sulle 95mila piccole e medie imprese, che si trovano a
competere in condizioni sempre più difficili con le aziende europee.
Queste ultime, infatti, negli scorsi 12 mesi hanno sostenuto 103
milioni di euro di costi aggiuntivi per la corrente elettrica rispetto
alla media dell’Unione europea. A rendere ancora più pesante il
divario è stato il carico fiscale in bolletta, che è risultato essere
del 47,4% superiore alla media UE. Un differenziale che incide
direttamente sui costi di produzione e rischia di indebolire la
competitività delle imprese isolane sui mercati continentali. Tale
extra costo è andato a incidere per lo 0,25% sul PIL regionale,
ponendo l’Isola al quarto posto nazionale rispetto a questo aggravio.
A livello territoriale sardo, la provincia che ha pagato di più è
quella di Cagliari con 37milioni di extracosti, seguita da
Sassari-Gallura con 29, Sud Sardegna 18, Nuoro con 11 e Oristano con
7.
Le micro e piccole imprese italiane
italiane pagano l’elettricità 3,7 miliardi in più rispetto alla media
europea, soprattutto per il peso del fisco: accise e oneri di sistema
gravano sulle bollette delle Pmi il 47,4% in più che nel resto
dell’Ue. È quanto emerge da un’analisi di Confartigianato che verrà
presentata oggi nella giornata inaugurale della 22ª edizione della
convention “Energies and Sustainability Confartigianato High School”,
in programma dal 21 al 23 settembre a Domus de Maria (Cagliari), con i
consorzi energia Caem, CEnPI e Multienergia. Una piccola impresa
italiana paga oggi 25,99 centesimi per kilowattora contro una media Ue
di 22,04 (+17,9%), terzo prezzo più caro d’Europa dopo Irlanda e
Germania. La componente fiscale vale 5,44 centesimi/kWh, terza più
alta del continente dopo Polonia e Cipro. Il prelievo risulta
regressivo: il peso fiscale diminuisce al crescere dei consumi. Le
grandi energivore italiane pagano meno della media Ue, mentre le
imprese sotto i 20 MWh annui subiscono uno svantaggio del 75,5%. Per
extracosto, la Lombardia guida con 700 milioni, seguita da Veneto
(376), Emilia-Romagna (338), Puglia (280) e Toscana (265). Tra le
province: Brescia (135 milioni), Milano (123), Napoli (108). Per il
presidente di Confartigianato Marco Granelli, il caro-energia frena la
competitività delle piccole imprese: serve riequilibrare il carico
fiscale tra le diverse dimensioni aziendali, perché oggi le piccole
realtà pagano anche per i grandi energivori. Non privilegi, ma regole
eque per competere in Europa e sostenere davvero la transizione
energetica del tessuto produttivo.
Marco Granelli Presidente Nazionale Confartigianato
“Partiamo da una situazione molto grave di
difficoltà: oggi le piccole e medie imprese italiane pagano circa 3,7
miliardi in più rispetto ai competitor europei”. Lo ha detto Marco
Granelli, presidente di Confartigianato Imprese, a margine della 22ª
edizione della convention “Energies and Sustainability Confartigianato
High School”, in programma da oggi al 23 settembre a Domus de Maria,
in provincia di Cagliari. “All’interno della bolletta c’è un peso
fiscale molto alto: il 47% di questi maggiori costi è riconducibile a
tasse – ha spiegato Granelli -. Chiediamo una riforma strutturale che
riequilibri il sistema fiscale in modo più equo, maggiore trasparenza
sui costi dell’energia e che l’autorità di controllo metta fine a
speculazioni e distorsioni di mercato”. Granelli ha spiegato anche
perché le piccole imprese pagano più delle grandi realtà energivore:
“Circa 10 miliardi all’anno vengono spesi per le rinnovabili, e il 40%
è pagato dalle piccole imprese, che consumano però solo il 25%. Un
criterio distorsivo che dice: meno consumi, più paghi. Dovrebbe essere
il contrario”
Gentiloni, ‘su bollette servono soluzioni italiane, non solo europee’
“No a misure tampone, bisogna cambiare modello energetico”.”Bisogna
innanzitutto ascoltare, e quindi occasioni
come queste, in cui Confartigianato riunisce il suo gruppo dirigente e
fa vedere la forza straordinaria degli artigiani e delle piccole e
medie imprese in Italia, sono fondamentali per tarare gli interventi
delle autorità”. Lo ha detto Paolo Gentiloni, già presidente del
consiglio e commissario europeo per gli affari economici e monetari, a
margine della 22ª edizione della convention “Energies and
Sustainability Confartigianato High School”, in programma da oggi al
23 settembre a Domus de Maria, in provincia di Cagliari, interpellato
sul decreto bollette e sulla disponibilità del governo a rischiare la
procedura d’infrazione. “Abbiamo modelli energetici che vanno
gradualmente superati, abbiamo il costo dell’energia purtroppo tra i
più cari d’Europa – ha proseguito Gentiloni -. Non credo a soluzioni
tampone come quelle adottate sull’onda dell’emergenza sui ritocchi dei
prezzi del gasolio: onestamente il costo di queste misure è totalmente
sproporzionato rispetto ai risultati”. “Abbiamo bisogno di misure
mirate – ha aggiunto -. Sento dire dal governo da molto tempo che sono
in cantiere misure che tengono conto delle diverse capacità di ogni
famiglia e di ogni impresa e che cercano di andare incontro a chi è
veramente in difficoltà. È inutile ridurre di 6 centesimi il prezzo
del gasolio a chi se lo può permettere”. Gentiloni ha poi richiamato
il gap sui costi energetici tra le piccole e medie imprese italiane e
quelle del resto d’Europa, anche sul piano del carico fiscale: “Penso
che le soluzioni debbano essere in buona parte italiane, perché è
difficile dare la colpa a Bruxelles se noi italiani abbiamo un costo
dell’energia superiore a spagnoli, francesi o olandesi. Ci sarà
qualcosa da rivedere nel nostro modello energetico, nella quantità di
tassazione che grava sulle bollette, nel ruolo preponderante che il
gas ha nel nostro mix energetico: tutte cose che forse 10 anni fa, in
un contesto diverso, potevano essere giustificate, ma oggi non lo sono
più”. “Bisogna andare avanti sulle rinnovabili in tutta Italia e
assecondare un cambiamento di modello energetico – ha concluso -. Se a
questo si aggiungono anche misure a livello europeo di tetti
sull’energia, sono molto utili, ma se i tetti sono troppo alti alla
fine non influiscono sulla situazione”. Gentiloni, ‘in Germania crisi
evidente della Cdu e dei moderati’ “Difficile paragone tra Afd e
Vannacci, spero non contagi il
centrodestra”. “Nel Meclemburgo
governeranno i socialdemocratici con i loro alleati, e a Berlino c’è
un voto molto spostato a sinistra che segnala un problema sempre più
evidente nelle nostre grandi città, quello della sostenibilità
economica della casa e dei trasporti, lo stesso problema che ha fatto
vincere Mamdani alle elezioni di New York”. Lo ha detto Paolo
Gentiloni, già presidente del Consiglio e commissario Europeo per gli
affari economici e monetari, interpellato sulle elezioni in Germania a
margine della 22ª edizione della convention “Energies and
Sustainability Confartigianato High School”, in programma da oggi al
23 settembre a Domus de Maria, in provincia di Cagliari. “Non trarrei
conclusioni generali da questo, c’è solo un dato evidente – ha
proseguito Gentiloni – cioè purtroppo la crisi di un grande partito
moderato come la Cdu tedesca: questo è il dato politico di queste
elezioni, al di là delle enormi differenze tra Meclemburgo e Berlino”.
Interpellato su un possibile parallelo tra l’Afd e il ruolo di
Vannacci nella politica italiana, Gentiloni ha osservato: “In Germania
questo partito, che nasce nella Germania ovest contro l’euro chiedendo
l’uscita dalla moneta unica, nasce 13-14 anni fa ed è riuscito nel
corso di questo tempo a radicarsi e rafforzarsi, soprattutto nella
Germania est, dove nonostante le enormi spese messe in campo
dall’insieme della Germania resta un sentimento di esclusione da parte
di molti cittadini”. “Ha fatto un lavoro di lunghissima lena che non
lo porterà al governo, almeno per ora, in Germania: speriamo che tenga
la barriera nei suoi confronti – ha concluso -. È difficile fare
paragoni con un fenomeno spuntato negli ultimi mesi, che mi auguro non
contagi troppo il centrodestra italiano”.
Casini, ‘il partito filorusso in Italia ha molti adepti’ “Ucraina non
si vende, si difende: Italia resti con l’Europa”. “Il partito
filorusso in Italia ha molti adepti, direi che c’è
quasi una gara”. Lo ha detto Pierferdinando Casini, interpellato sulle
posizioni di Vannacci e Conte nei confronti della Russia, a margine
della 22ª edizione della convention “Energies and Sustainability
Confartigianato High School”, in programma da oggi al 23 settembre a
Domus de Maria, in provincia di Cagliari. “C’è chi ha l’intelligenza
di cercare in qualche modo di attenuare un po’ l’impatto, per essere
più corretto politicamente – ha proseguito Casini – ma la realtà delle
cose è che i cittadini dovrebbero riflettere su un fatto: tutta la
destra, l’estrema destra sovranista in Europa, è per Putin e in misura
minore per Trump”. “Per me è una questione gigantesca, perché se noi
non vogliamo che i nostri figli siano sudditi di qualcuno, il governo
e l’Italia devono rimanere ancorati alla solidarietà con i Paesi
europei che sostengono l’Ucraina – ha concluso -. L’Ucraina non si
vende, si difende”. Casini sulla crisi energetica, ‘serve il coraggio
per ripartire’ Ex
presidente della Camera: sbagliato affidarsi solo alla Russia “Il
mondo che oggi stiamo vivendo dimostra la sua insidia non solo dal
punto di vista militare, ma anche dal punto di
vista dell’autosufficienza energetica”. Lo ha detto Pierferdinando
Casini a margine della 22ª edizione della convention “Energies and
Sustainability Confartigianato High School”, in programma da oggi al
23 settembre a Domus de Maria, in provincia di Cagliari. “Ci siamo
affidati a dei venditori che alla lunga sono stati totalmente
inaffidabili – ha proseguito Casini, riferendosi in particolare alla
Russia – e abbiamo dovuto riconvertirci. Abbiamo sottovalutato a lungo
questa questione e oggi ci troviamo con i costi più alti per le
imprese e per le famiglie. Questo significa – ha concluso – che si
tratta di ripartire anche con del coraggio, che tante volte manca”.
‘Su bollette serve sostanza, non slogan elettorali’ “Campagna
elettorale già nel pieno, la realtà è più complessa”. “Direi che
dovete un po’ distinguere tra la campagna elettorale, che è ancora in
corso, e la sostanza delle cose”.
Lo ha detto Pierferdinando Casini, interpellato sulle misure del
governo e in particolare sull’ipotesi di intervenire sul decreto
bollette anche a rischio di infrazione, a margine della 22ª edizione
della convention “Energies and Sustainability Confartigianato High
School”, in programma da oggi al 23 settembre a Domus de Maria, in
provincia di Cagliari. “La campagna elettorale è viva, vivissima, è
già entrata nel pieno – ha proseguito Casini – basta pensare alla
lettura dei giornali di questa mattina: si vede come tutti stanno già
facendo campagna elettorale, da Meloni a Conte”. “Però poi la sostanza
delle questioni non si risolve con lo slogan della campagna elettorale
– ha concluso – è una via più impervia”.
Alessandra Todde “Una transizione energetica costruita insieme alle
comunità e alle persone è una transizione che dura. Una transizione
imposta è destinata a non durare”.
Nel suo intervento la presidente ha richiamato il rapporto tra
energia, sicurezza e competitività delle imprese, sottolineando la
responsabilità della Sardegna nel percorso verso gli obiettivi
nazionali ed europei. “Abbiamo 6,2 gigawatt che dobbiamo raggiungere
entro il 2030 e noi vogliamo raggiungerli. La transizione energetica
deve coinvolgere i territori e produrre benefici concreti per chi vive
e lavora in Sardegna”.
La presidente Todde ha quindi indicato nella produzione diffusa di
energia e nell’autoconsumo due elementi centrali della strategia
regionale. “La transizione energetica non può arrivare soltanto
dall’alto e attraverso grandi impianti. Serve una produzione di
energia diffusa sul territorio, capace di coinvolgere i consorzi
industriali, le imprese e le comunità e di produrre benefici concreti
per i cittadini”.
La presidente ha sottolineato la necessità di rendere percepibili sui
territori i vantaggi della transizione. “È difficile chiedere a un
cittadino di sacrificare una parte del proprio territorio,
dell’ambiente e del paesaggio quando i benefici sul prezzo
dell’energia restano difficili da percepire. L’autoconsumo e
l’infrastrutturazione dei consorzi industriali possono invece produrre
effetti concreti”.
Un altro elemento centrale riguarda le reti e il rapporto con Terna e
con il distributore. “Realizzare gli impianti serve se questi vengono
collegati rapidamente alla rete e se la rete di distribuzione è
adeguata allo sviluppo della nuova capacità produttiva. Altrimenti i
benefici per le imprese e per i cittadini restano marginali”.
“La Regione sta facendo la sua parte. Abbiamo stanziato un miliardo di
euro tra fondi europei, FSC, risorse nazionali e regionali per
accompagnare questa transizione”, ha spiegato Todde. Le risorse
sostengono gli investimenti delle imprese, gli interventi per
l’autoconsumo e l’infrastrutturazione dei consorzi industriali, con
l’obiettivo di abbattere strutturalmente i costi energetici e lasciare
sul territorio una quota maggiore del valore prodotto. “Coinvolgere le
piccole e medie imprese significa fare in modo che la transizione
produca economia e lavoro in Sardegna. Quando realizziamo grandi
impianti dobbiamo chiederci quale valore rimanga sul territorio. Far
lavorare le nostre imprese significa trasformare gli investimenti
energetici in valore aggiunto per l’economia regionale”, ha
aggiunto.Todde ha infine richiamato il tema della competitività legato
alla condizione insulare. “Competere in Sardegna è più difficile
rispetto al resto della penisola. Al costo dell’energia si aggiungono
quelli dei carburanti e della logistica. Per questo nell’ultima
variazione abbiamo stanziato 60 milioni di euro per il caro carburante
destinati alle imprese e 10 milioni per il trasporto aereo”.
“Da qui al 2030 dobbiamo diventare sempre più indipendenti dalle fonti
fossili e, nello stesso tempo, sostenere l’economia reale con cui le
imprese si confrontano ogni giorno. È su questo equilibrio che stiamo
costruendo la transizione energetica della Sardegna”, ha concluso
Todde.
PICHETTO FRATIN
“Sono europeista, anche convinto, ma prima di tutto abbiamo
un interesse nazionale da tutelare”. Lo ha detto il ministro
dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, a
margine della 22ª edizione della convention “Energies and
Sustainability Confartigianato High School”, in programma da oggi al
23 settembre a Domus de Maria, in provincia di Cagliari, confermando
la linea di un’accelerazione sul decreto bollette anche a costo di uno
scontro con la Commissione europea. “Non è un annuncio, è una
considerazione che ho fatto la settimana scorsa, dopo sei mesi di
trattativa che non hanno portato a nessuna conclusione – ha spiegato
il ministro -. A questo punto dobbiamo fare anche delle scelte
nazionali”. Pichetto Fratin ha ricordato il lavoro avviato con il
decreto bollette di febbraio: “In quel momento le condizioni a livello
nazionale erano quelle di prezzi dell’energia già abbordabili, e si
trattava di stabilizzarli e in parte ridurli. Poi, con la guerra tra
Israele e Iran, lo scenario geopolitico è cambiato completamente: le
quotazioni di gas e petrolio di questi giorni sono due volte e mezzo
quelle di sei mesi fa. Questo ci ha imposto interventi immediati,
penso ai carburanti, inizialmente pensati come provvisori e che invece
si sono rivelati necessari più a lungo”. Il ministro ha anticipato una
possibile revisione settoriale delle agevolazioni, mirata a chi ha il
costo dell’energia come voce centrale del proprio bilancio d’impresa:
“Il mio problema è soprattutto il sistema della contrattualistica in
media tensione, quello del manifatturiero italiano e di parte
dell’artigianato: dobbiamo assolutamente intervenire”. Il negoziato
con la Commissione europea resta comunque aperto, ha ammesso il
ministro, “con forti resistenze da parte della direzione Concorrenza,
che tutela l’equilibrio del mercato unico rispetto a eventuali aiuti
di Stato”. Mercoledì è atteso in Consiglio dei
ministri il decreto attuativo sul nucleare, che punta a portare
l’Italia ad avere la prima centrale entro il 2035. Ne ha parlato il
ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto
Fratin, a margine della 22ª edizione della convention “Energies and
Sustainability Confartigianato High School”, in programma da oggi al
23 settembre a Domus de Maria, in provincia di Cagliari. “Siamo nella
fase di approvazione della legge delega, che conto di chiudere entro
fine anno: mi sono impegnato a presentare i decreti legislativi con i
criteri per l’individuazione delle aree – ha spiegato il ministro -.
Anche qui avranno un ruolo rilevante le Regioni, e un ruolo di
proposta il sistema delle imprese e i gruppi di consumo”. “Non
parliamo più delle grandi centrali, ma di piccoli reattori – ha
aggiunto – con una dislocazione molto diversa da quella delle centrali
di prima e seconda generazione”.








