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Aou Sassari, l’8 e il 9 ottobre il personale del Comparto e della Dirigenza tornerà a scioperare

Aou Sassari, l’8 e il 9 ottobre il personale del Comparto e della Dirigenza tornerà a scioperare

NOTA STAMPA:

AOU SASSARI, È FINITO IL TEMPO DELLA PAZIENZA!

Sassari, 12 settembre 2026

Il 29 maggio scorso la stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei

lavoratori dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari ha aderito allo sciopero:

una delle più importanti manifestazioni di protesta dei lavoratori della sanità in

difesa della salute pubblica e della dignità dei lavoratori, con l’adesione di centinaia

di cittadini.

Un messaggio inequivocabile alla direzione aziendale e alla politica regionale: le

condizioni di lavoro, la carenza di personale, il sovraffollamento, il mancato

riconoscimento di diritti economici e contrattuali e un’organizzazione sempre più in

affanno hanno raggiunto un limite non più sopportabile.

Sono trascorsi oltre tre mesi e non si è prodotto il cambio di passo che cittadini,

lavoratrici e lavoratori si aspettavano. Molte delle questioni denunciate allora sono

ancora aperte, alcune si sono aggravate e altre se ne sono aggiunte. Gli ultimi

confronti con la Direzione dell’AOU hanno restituito un quadro immutato e, per

molti aspetti, ancora più preoccupante: le crescenti difficoltà nell’organizzazione del

lavoro, aggravate dalla crescente carenza di personale, dall’aumento dei carichi

assistenziali e dalla progressiva fuga di professionisti, rischiano di compromettere

ulteriormente la capacità dell’Azienda Ospedaliera di Sassari di garantire servizi di

qualità.

A ciò si aggiunge la situazione di fatiscenza di numerosi locali e strutture aziendali,

che in molti casi non assicurano condizioni adeguate né agli operatori né ai cittadini

e richiedono interventi non più rinviabili, mentre le richieste di un nuovo Ospedale

restano nel pozzo dei desideri e intanto in troppi reparti le circa 12 barelle

aggiuntive sono la regola!

Pesa anche un sistema regionale di accreditamento dei posti letto fermo a quasi

quindici anni fa: soprattutto nell’AOU di Sassari, il peso assistenziale è aumentato

sensibilmente, mentre i piani del fabbisogno del personale restano tarati su numeri

ormai superati e non più aderenti all’attuale bisogno di salute.

L’AOU di Sassari necessita di risposte immediate sulla contrattazione integrativa,

sulla valorizzazione del personale, sul miglioramento delle condizioni di lavoro, sugli

investimenti nelle strutture e sulla programmazione del nuovo ospedale. Solo

attraverso decisioni efficaci e condivise sarà possibile restituire fiducia ai

professionisti, arrestare l’emorragia di personale qualificato e garantire ai cittadini

un servizio sanitario pubblico all’altezza delle esigenze del territorio.

L’AOU di Sassari paga due volte il conto: in primis deve soddisfare le necessità di

un territorio vastissimo, tutto il Nord Sardegna (e non solo), a causa dello

smantellamento, nei fatti, degli ospedali del territorio con posti letto per acuti

insufficienti: Ozieri, Alghero, Olbia, Tempio e La Maddalena non sono più in grado di

1SASSARI Medici

rispondere ai bisogni, e certo non sono gli ospedali di comunità la risposta alle

patologie acute. Dall’altra parte, paga con i continui ritardi che stanno penalizzando

i lavoratori della stessa AOU, compromettendo il corretto funzionamento

dell’Ospedale del Nord Sardegna.

Richiamiamo con fermezza la Regione, i Vertici aziendali e i Revisori dei Conti,

ognuno alle proprie responsabilità: non sono più accettabili ritardi.

Sono queste le ragioni per le quali l’8 e il 9 ottobre il personale del Comparto e della Dirigenza dell’AOU di Sassari tornerà a scioperare, questa volta per due giornate

consecutive. La proclamazione formalizza l’astensione dalle ore 00.00 dell’8 ottobre

alle ore 24.00 del 9 ottobre, nel rispetto delle prestazioni indispensabili previste

dalla normativa.

NEL DETTAGLIO:

Per il personale del Comparto, la vicenda dei fondi contrattuali rappresenta forse

l’esempio più evidente di questa situazione. Dopo il blocco dei DEP 2024 e parte

della produttività 2024, oggi sono bloccati anche i DEP 2025 e la produttività 2025.

Parliamo di risorse economiche che spettano ai lavoratori nell’ambito della

contrattazione decentrata e che dovrebbero tradursi in progressioni, premialità,

indennità e valorizzazione delle condizioni di lavoro: la contraddizione diventa

ancora più evidente se si considera che le risorse sono disponibili e i fondi capienti,

ma la contrattazione è ferma da circa due anni. Per non parlare di risorse che

possono apparire marginali (organizzazione e rispetto dell’orario di lavoro,

formazione, straordinario, prestazioni aggiuntive, buoni pasto, incentivi tecnici) ma

che in realtà sono istituti che incidono direttamente sulla retribuzione, sulla qualità

del lavoro e sul riconoscimento dell’impegno richiesto quotidianamente al

personale.

Per quanto attiene alla Dirigenza Sanitaria (Medici, Biologi, Farmacisti, Psicologi)

la situazione è altrettanto grave: professionisti che devono assicurare i bisogni di

salute della cittadinanza si sono visti negare per mesi il riconoscimento dell’orario di

lavoro extra prestato, non vedono pagata una parte importante dello stipendio (per

il mancato pagamento del premio di risultato 2023, 2024 e 2025). A ciò si

aggiungono gli inaccettabili ritardi delle procedure necessarie al riconoscimento

dell’anzianità dei cinque e quindici anni ai fini dell’indennità di esclusività di

rapporto e la mancata tempestiva assegnazione degli incarichi professionali e

gestionali vacanti.

Per la Dirigenza, così come per il Comparto, non si stanno chiedendo privilegi o

concessioni, ma il riconoscimento di istituti contrattuali, salario, professionalità,

responsabilità e percorsi di carriera. Continuare a rinviarli significa alimentare una

frustrazione che ormai attraversa trasversalmente l’intera Azienda. Accanto alla

mancata piena attivazione della contrattazione e degli istituti contrattuali, si

aggiungono la mancata istituzione della Commissione paritetica per l’organizzazione

e l’innovazione, le difficoltà nelle assunzioni e nelle stabilizzazioni e il ridimensionamento delle procedure concorsuali necessarie per garantire i servizi di diagnosi e di cura!

La carenza di personale è diventata strutturale ed in progressivo peggioramento,

con l’inarrestabile fuga dei professionisti, e produce effetti su ogni aspetto

dell’organizzazione. Nelle unità operative il sovraffollamento continua a essere

affrontato attraverso l’utilizzo di letti aggiuntivi e barelle, che scaricano sulle

persone il peso delle insufficienze del sistema. Il fenomeno delle dimissioni, che

riguarda sia i medici sia gli infermieri, è un segnale gravissimo che dovrebbe

preoccupare seriamente chi governa l’azienda e la sanità regionale. In una fase

nella quale reperire professionisti è sempre più difficile, perdere personale già

formato significa aggravare ulteriormente una situazione già fortemente

compromessa.

Il livello di esasperazione è cresciuto e la politica regionale non può continuare a

osservare e registrare difficoltà che si trascinano da mesi. Deve intervenire,

assumersi la responsabilità delle scelte e creare le condizioni perché questa

vertenza trovi finalmente soluzione. Non chiediamo solidarietà e non chiediamo

altre rassicurazioni. Chiediamo atti, decisioni perché i lavoratori e i malati non

possono più aspettare.

Le due giornate di sciopero dell’8 e 9 ottobre sono pertanto confermate.

Comparto e Dirigenza saranno insieme in una mobilitazione che nasce per difendere

i diritti di cittadini, pazienti e lavoratori e per una sanità pubblica sicura e di qualità.

Non può esserci buona assistenza senza personale sufficiente, non può esserci

sicurezza delle cure se gli ospedali sono fatiscenti, se la politica non comprende che

il territorio deve avere Ospedali DEA di I livello funzionanti ed efficienti, se chi

lavora è sottoposto continuamente a carichi insostenibili e non può esserci rispetto

delle professioni se salario, carriera, progressioni e istituti contrattuali rimangono

bloccati. Dopo mesi di attesa siamo ancora davanti agli stessi problemi e oggi la

misura è colma. L’8 e il 9 ottobre saranno due giornate di sciopero perché, quando

le parole non producono più risposte, anche fermarsi diventa un modo per farsi

ascoltare.

I PROBLEMI SONO RIMASTI. LA PAZIENZA NO!!!

Le Organizzazioni Sindacali Comparto, Rsu e Dirigenza

FP CGIL CISL FP UIL FP FIALS RSU AOU FP CGIL MEDICI

UIL FP

MEDICI CIMO FESMED ANAOO

ASSOMED

AAROI


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