Domenica 11 Ottobre, aggiornato alle 16:23

Città degli animali, la proposta dei Riformatori

Città degli animali, la proposta dei Riformatori

Di seguito l’intervento di Luciana Milia, del Coordinamento cittadino di Sassari dei Riformatori Sardi, sul tema del benessere animale, della sicurezza e della necessità di una politica comunale organica per la tutela e la corretta convivenza tra cittadini e animali

Gli episodi di cronaca che hanno visto persone e animali aggrediti da cani rappresentano un problema di responsabilità e di sicurezza. Chi possiede un animale ha il dovere di garantirne una corretta custodia e di impedire che possa costituire un pericolo per la collettività. E quando questo non avviene, devono esserci controlli e sanzioni.

Ma proprio questi episodi ci impongono di allargare lo sguardo. Un Comune non può intervenire sulle norme nazionali relative alle razze, alla detenzione degli animali o alle pene previste per chi li maltratta o li utilizza in maniera irresponsabile. Può però fare moltissimo sul terreno della prevenzione, della cultura della responsabilità e della qualità della convivenza tra cittadini e animali.

Per questo riteniamo che i nostri Comuni debbano iniziare a ragionare concretamente come città nelle quali il benessere animale non sia una materia da affrontare soltanto quando si verifica un’emergenza. In Sardegna abbiamo infatti tutte le caratteristiche per ambire a diventare un modello in questo campo e servono azioni amministrative semplici e concrete.

Ogni Comune dovrebbe provvedere ad attrezzare una vera rete di aree di sgambamento, distribuite nei diversi quartieri, sicure, attrezzate, manutenute e dotate dei servizi necessari. Non semplici recinti, ma spazi urbani progettati per consentire ai cani di muoversi e socializzare in sicurezza.

Serve poi affrontare seriamente il rapporto tra animali e mare. I Comuni costieri dovrebbero individuare e attrezzare aree e tratti di spiaggia dedicati alla presenza dei cani, con regole chiare e servizi adeguati. Non soltanto per rispondere a un’esigenza dei residenti, ma anche per costruire un’offerta turistica moderna. Il turismo pet friendly è una realtà e le destinazioni che sanno accogliere correttamente chi viaggia con un animale sono sempre più numerose.

Ma una politica comunale per gli animali non può riguardare soltanto i cani. Occorre occuparsi delle colonie feline, delle sterilizzazioni, del contrasto all’abbandono, delle adozioni, della corretta gestione del canile e della collaborazione con le associazioni che quotidianamente svolgono un lavoro prezioso sul territorio.

E soprattutto occorre investire sulla prevenzione e sull’educazione. Un proprietario deve sapere cosa significa detenere un cane, quali responsabilità comporta, come gestirlo negli spazi pubblici e come prevenire situazioni di rischio. Il Comune può promuovere campagne informative, iniziative nelle scuole, incontri con veterinari ed esperti e percorsi di sensibilizzazione alla corretta gestione degli animali.

Perché una città nella quale gli animali hanno spazi adeguati, i proprietari sono maggiormente responsabilizzati, il randagismo viene contrastato, le colonie feline sono gestite, le regole sono chiare e i controlli funzionano è una città nella quale diminuiscono anche le occasioni di conflitto e di pericolo. Per questo intendiamo sensibilizzare le Amministrazioni ad aprire un confronto per arrivare alla definizione di Piani comunali per il benessere animale, coinvolgendo associazioni, veterinari, ASL e cittadini.

Un piano che metta insieme sicurezza, tutela degli animali, decoro urbano, prevenzione e turismo. Altre città italiane hanno già intrapreso questa strada, dimostrando che non si tratta di un’utopia né di una questione marginale.


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