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WRC resta in Sardegna, ma solo per il 2026 poi si sposta a Roma. On Di Nolfo: la mobilitazione ( tranne FdI), ha funzionato, ora obiettivo è far rispettare il contratto

  • In Sport
  • 24 Settembre 2025, 08:03
WRC resta in Sardegna, ma solo per il 2026 poi si sposta a Roma. On Di Nolfo: la mobilitazione ( tranne FdI), ha funzionato, ora obiettivo è far rispettare il contratto

Alghero, 24 settembre 2025. La tappa italiana del Rally mondiale resta in Sardegna, ma solo per il 2026: la notizia è stata ufficializzata da ACI, Federation International de l’Automobile e WRC Promoter.

Primo obiettivo raggiunto ma non canta vittoria il consigliere regionale Valdo Di Nolfo, che per primo aveva lanciato la mobilitazione generale: «Il furto è stato sventato ma solo temporaneamente: da un lato siamo estremamente contenti perché è chiaro che la mobilitazione lanciata ha sortito l’effetto sperato -commenta a caldo-. In questi giorni è partita una partecipazione massiccia alla protesta e sono molto contento perchè tutti si sono esposti contro lo spostamento: politici di ogni colore (con l’unica eccezione di Fratelli d’Italia, favorevole alla scelta romana), istituzioni, sindacati, la Confcommercio regionale, imprese locali e cittadini rafforzando così il lavoro della Regione Sardegna per trattenere la tappa del Rally in Sardegna. I miei complimenti vanno alla presidente Alessandra Todde e agli assessori Giuseppe Meloni e Franco Cuccureddu per aver raggiunto questo primo obiettivo. Però ciò che ACI e il Ministro dello Sport stanno di fatto formalizzando è che lo spostamento è solo rimandato: l’edizione 2026 resterà in Sardegna ma l’obiettivo per il ministro Abodi e soci resta il trasferimento a Roma per il 2027».

L’onorevole regionale Di Nolfo rilancia: «Ora non dobbiamo accontentarci e non dobbiamo fermarci, dopo questo risultato dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme affinché venga rispettato il contratto che prevede, oltre a 2025 e 2026, che anche l’edizione 2027 si svolga in Sardegna. Abbiamo compreso l’importanza e l’impatto che il Rally ha su tutta l’isola, non solo sotto il profilo economico ma anche culturale e identitario, ora dobbiamo preservare il contratto e confermare anche la tappa 2027. Questo obiettivo lo possiamo e dobbiamo raggiungere solo tutte e tutti insieme».


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