Il Rally di Sardegna è un patrimonio da difendere e la Nurra deve restare protagonista. Sull’argomento sono intervenuti due esponenti di Sardegna al Centro venti/20: Giuseppe Testaverde
coordinatore della città metropolitana di Sassari e Patrizia Tilocca consigliere della municipalità della Nurra.
Testaverde: “Questo evento non rappresenta soltanto una competizione sportiva di rilevanza internazionale, ma un volano economico e promozionale per l’intera isola. Secondo i dati degli ultimi anni, il Rally ha richiamato decine di migliaia di spettatori, con un indotto che si è distribuito in maniera capillare sul territorio: strutture ricettive al completo, agriturismi e B&B che lavorano ben oltre la stagione estiva, ristorazione e commercio che beneficiano di giornate di grande affluenza, artigianato e produzioni locali che trovano visibilità e mercato grazie alla presenza di turisti e operatori. Il valore del Rally, tuttavia, non si esaurisce nell’immediato. L’eco mediatico mondiale dell’evento garantisce una promozione straordinaria per la Sardegna e in particolare per la Nurra (considerato che la Costa Smeralda non ha bisogno di presentazioni, glissa), con immagini e servizi diffusi su televisioni e piattaforme internazionali. Ogni prova speciale, ogni scorcio del territorio diventa un biglietto da visita capace di attrarre nuovi flussi turistici, anche al di fuori dei mesi estivi”.
Tilocca: “La Nurra ha costruito in decenni un rapporto profondo con il Rally: le comunità locali sono parte integrante dell’organizzazione, l’evento muove un tessuto fatto di volontariato, imprese e amministrazioni che insieme hanno permesso alla Sardegna di affermarsi stabilmente nel calendario del mondiale. Spostare l’evento significherebbe disperdere questo capitale umano e sociale, oltre che privare il territorio di un ritorno economico che in alcuni casi rappresenta una risorsa vitale”.
Per il coordinamento della Città Metropolitana di Sassari, non è accettabile che la Sardegna perda un simbolo di eccellenza come il Rally Italia Sardegna, soprattutto nell’anno in cui toccherebbe alla Nurra ospitarlo, a favore di Roma. La Nurra non è solo una “location”: è parte dell’Isola stessa.
Difenderla non è nostalgismo, è scelta strategica per sviluppo, identità, coesione. Chiediamo a tutte le forze politiche sarde – di maggioranza e opposizione – di unirsi in questa battaglia, al di là dei colori, per difendere ciò che appartiene ai sardi








