Il caso Ponti davanti alle telecamere di Un Giorno in Pretura
Dal 31 agosto su RaiPlay e dal 7 settembre su Rai 3, il femminicidio di Speranza Ponti sarà protagonista di una puntata di Un Giorno in Pretura, intitolata “Il vizio del lupo”.
Un titolo forte per un caso che ha segnato la cronaca nera di Alghero e che, come ha anticipato la conduttrice Roberta Petrelluzzi, è ormai “un grande classico noir”.
Petrelluzzi, considerata una delle tre “Signore del Giallo” della TV italiana insieme a Franca Leosini e Federica Sciarelli, si distingue per il rigore e l’accuratezza con cui racconta le storie giudiziarie. Anche questa puntata seguirà quel registro: essenziale e preciso.
Era il 5 dicembre 2019 quando di Speranza si perse ogni traccia.
Dopo settimane di indagini serrate, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Alghero avevano raccolto prove decisive per procedere all’arresto di Massimiliano Farci.
Durante l’interrogatorio finale, durato un’intera sera e gran parte della notte, Farci ammise di aver nascosto lui il corpo, indicando il terreno in periferia dove lo aveva occultato.
Farci, già condannato per un altro omicidio, ha sempre continuato a proclamarsi innocente. Ma per i giudici la verità è chiara: un omicidio maturato tra gelosia e interessi economici.
La condanna all’ergastolo con isolamento diurno è stata confermata in appello e, nel 2024, anche dalla Cassazione.
Non è la prima volta che Un Giorno in Pretura accende i riflettori su un caso di cronaca nera avvenuto ad Alghero.
La trasmissione aveva già raccontato l’omicidio dell’insegnante Orsola Serra, un’indagine seguita dallo stesso team investigativo del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alghero, che portò all’arresto e alla condanna definitiva dell’assassino.
Negli anni, il NORM della Compagnia di Alghero ha condotto indagini su fronti diversi: criminalità organizzata, traffico di droga, reati contro la Pubblica Amministrazione e reati predatori. Un’attività investigativa che ha segnato molti dei principali casi giudiziari del territorio.
Ad Alghero, quei casi non sono solo fascicoli giudiziari. Sono ferite che hanno segnato il tessuto sociale, lasciando segni profondi nelle famiglie e nella comunità. E dietro ogni verità processuale c’è il lavoro silenzioso di chi, giorno dopo giorno, ha ricostruito i pezzi di storie difficili da raccontare ma impossibili da dimenticare.
Vi riproponiamo l’intervista dell’allora Comandante della Compagnia dei Carabinieri Pietro Barrel, avvenuta nel luogo dove fu rinvenuto il cadavere nel Gennaio 2020.








