Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 9:34

Comitato Suolo Pubblico Bene Comune: “La ‘pace dei tavolini’ non solo in Piazza Civica

Comitato Suolo Pubblico Bene Comune: “La ‘pace dei tavolini’ non solo in Piazza Civica

Il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune ha predisposto un appello sul suolo pubblico sottoscritto dai comitati quartiere del Centro Storico “Alguer Vella”; di Alghero Centro, di Alghero Sud, della Pivarada e della Pietraia indirizzato al Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, all’Assessore alla Programmazione strategica, Patrimonio e risorse umane Enrico Daga, all’assessore Urbanistica, partecipazione e immaginazione civica Roberto Giuliano Corbia, all’Assessora alle AA.PP. Ornella Piras e al Presidente della III Commissione Consiliare Gianni Occhioni. Nell’appello si chiede che non solo in piazza Civica, ma in tutta la città si deve esporre, come stabilito dal regolamento vigente, la pianta del suolo pubblico in concessione per i tavolini con i vertici dei confini costantemente visibili.

Il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune, nei mesi scorsi, ha analizzato (come altri portatori di interesse, in particolare il comitato di quartiere del Centro Storico) approfonditamente la materia e presentato un corposo numero di osservazione al regolamento comunale sull’occupazione del suolo pubblico; ora che in città il tema è di stretta attualità, con l’appello si vuole mettere un punto fermo. L’appello porta all’attenzione del sindaco e degli assessori il fatto che la città con i propri spazi pubblici deve essere per i cittadini e non solo per il profitto; principio contenuto nella conferenza “Habitat III” delle Nazioni Unite. Ed è proprio ad Alghero, nel febbraio 2016, che si è svolta la tappa conclusiva del percorso preparatorio alla conferenza “Habitat III”, tenuta nell’ottobre dello stesso anno, a San Francisco de Quito in Ecuador; occasione che ha riscritto l’Agenda Urbana, siglata a Istanbul nel 1996.

Il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune insieme ai comitati di quartiere del Centro Storico “Alguer Vella”, di Alghero Centro, di Alghero Sud, della Pivarada e della Pietraia affermano che il principio dell’occupazione del suolo pubblico deve essere capace di esaltare le imprese economiche che operano nel rispetto delle regole che sono una parte fondamentale del nostro tessuto sociale ed economico, perciòdevono essere tutelate dalla concorrenza sleale di chi le regole non le rispetta.

Fatta tale premessa, l’appello dei comitati rivolto alle istituzioni chiede fermamente che si ottemperi al dispositivo contenuto nello stesso regolamento sulla concessione del suolo pubblico in vigore che afferma: “Il titolare della concessione di suolo pubblico è tenuto a delimitare e mantenere costantemente visibili i vertici del suolo concesso e a esporre gli estremi della concessione con la pianta dell’area indicando la superficie, secondo le modalità indicate dall’Ufficio comunale preposto” (pag. 25 Delibera Consiglio Comunale n. 27/2025).

Far rispettare questa disposizione, già contenuta nella Delibera del Consiglio Comunale (D.C.C) n. 48/2014 di 11 anni fa, – affermano i comitati – è un atto di chiarezza per avere inequivocabile contezza, da parte di chiunque e in qualsiasi momento, del rispetto delle autorizzazioni dell’occupazione del suolo pubblico non solo in piazza Civica, ma in tutta la città. Inoltre – chiedono i comitati – che nei provvedimenti autorizzativi rilasciati dalla Pubblica Amministrazione venga espressamente indicato che la piantina del suolo pubblico in concessione deve essere esposta al pubblico e i vertici dei confini costantemente visibili come stabilito dal regolamento e come eseguito, nei giorni scorsi, in piazza Civica con la tassellatura di delimitazione di alcuni suoli in concessione.

Il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune insieme ai comitati di quartiere del Centro Storico “Alguer Vella”, di Alghero Centro, di Alghero Sud, della Pivarada e della Pietraia chiedono quindi che ci sia un’applicazione in “chiaro” delle regole vigenti proprio per evitare una inutile “guerra dei tavolini”; tutta la città ha la necessità della <<pace dei tavolini>> per ridare valore alla qualità urbana, alla storia, alla socialità e giusto valore a tutte le attività produttive evitando scontri sterili e irragionevoli che non producono risultati adeguati all’interesse generale di tutta la comunità, di tutti gli operatori di tutti i portatori di interesse. Ci deve essere il giusto punto di equilibrio, perché è con la ragionevolezza che si trovano le soluzioni, ed è tutta la città a chiederlo, – concludono i comitati.


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