A margine della manifestazione del “Treno del Ricordo” (LEGGI), che si stava chiudendo a Fertilia, siamo stati letteralmente catturati dalla perspicacia di una signora, che si è affiancata alla ministra Calderone e gli ha raccontato brevemente la storia di suo marito. E’ la storia di Nino Sebastiano Serra, 84 anni, nato a Fiume da padre finanziere, si chiamava Andrea classe 1904 di Thiesi. La sua storia si incrocia con la Giornata del Ricordo” dove vengono ricordati gli efferati omicidi, che colpirono non solo semplici cittadini, ma interessò anche un elenco di 97 finanzieri, vittime di un rastrellamento avvenuto nella caserma Campo Marzio a Trieste, trucidati e gettati nelle foibe forse in quella di Basovizza.
Andrea Serra era un vice brigadiere nativo di Thiesi, morì a 41 anni lasciando, la moglie e due figli, uno dei quali oggi alla veneranda età di 84 anni ci racconta il suo vissuto. Il vissuto di un figlio che ha perso il padre rimasto orfano, accolto nella famiglia di uno zio paterno a Sassari, mentre sua sorella è accolta in un’altra famiglia sempre di parenti da Cheremule. Salvo perchè il padre vista l’aria che tirava a Triste decise di riportare la famiglia in Sardegna a Cheremule, ma fu l’ultima volta per Andrea, da allora di lui non si seppe più nulla, da quella fatidica festa di Sant’Andrea scolpita nella memoria della famiglia.
Ci mostra con orgoglio la medaglia che gli è stata consegnata al Quirinale dal sottosegretario Mantovano. Una medaglia per commemorare suo padre Vice Brigadiere di Finanza, classe 1904, dove la sua città Thiesi, ha intestato una piazza in su onore e in ricordo della sua memoria. Una “medaglia al valore delle vittime delle foibe 10 febbraio giorno del ricordo“, questo c’è scritto nella medaglia che Sebastiano Serra, noto Nino mostra con orgoglio.
L’Intermezzo avvenuto proprio ai piedi della Torre Civica a Fertilia, mostra il lato estremamente umano della Ministra del lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone capace non solo di raccontare il suo vissuto, in quanto originaria di una famiglia di esuli istriani, anch’essa, figlia di un Finanziere, nata a Bonorva, in una caserma della Finanza, che ha conosciuto l’esodo, con parole che hanno ricevuto unanime consenso, ma è stata altrettanto sensibile nell’ascoltare, senza spazientirsi, le parole di un uomo, che raccontava con voce tremante, con un pizzico di timidezza il proprio vissuto, che è quello di un bambino nato a Fiume, che all’età di un anno e mezzo ha perso il padre, un servitore dello Stato, una Guardia di Finanza infoibato, come lo furono altri 96 suoi colleghi Finanzieri.
La settimana scorsa con tutta la famiglia “Nino Serra” è stato a Roma al Quirinale dal Presidente Mattarella, poi ha ricevuto una medaglia dal Sottosegrtario Mantovano in ricordo di suo padre.
Questa sera non è voluto mancare a Fertilia, per sentire storie e racconti simili al suo, di vite spezzate, e di indicibili barbarie figlie dell’incredibile follia umana che scaturisce dalle guerre, dall’odio che si trasforma in vendetta.
Anche quella di Nino è una storia che merita attenzione, per lui niente primi piani, ma è contento al fianco di sua moglie, di aver parlato con la Ministra Calderone, una che capisce e si concede con spontaneità, che ha rotto il protocollo, sotto gli occhi vigili del suo staff e della sicurezza ed ha ascoltato dal vivo una storia che di sicuro conosceva, poichè trattata con ampio risalto dai media.








