Lunedì 12 Ottobre, aggiornato alle 8:53

Medici nel pallone per il certificato introduttivo troppo complicato. Utenti bisognosi sballottati alla ricerca un “abilitato”

Medici nel pallone per il certificato introduttivo troppo complicato. Utenti bisognosi sballottati alla ricerca un “abilitato”

Fra una riforma annunciata,  il medico che trova difficoltà nel redigere un certificato nella nuova piattaforma con il nuovo software dell’Inps, a farne le spese, come intuibile è l’anello più debole della catena.

Ed è proprio quello che sta avvenendo quando dall’inizio dell’anno  le pratiche di invalidità prevedono che le certificazioni del medico, avvengano tramite accesso ad una piattaforma con un software che è stato cambiato, modificato e implementato.

E qui scoppia il finimondo.

 Da parte dei medici si puntano i piedi, che diventano un vero e proprio rifiuto, allorché si trovano enormi difficoltà nel redigere un certificato che deve essere compilato per il tramite del sistema informatizzato.

E’ la piccola rivoluzione cominciato il 1 gennaio 2025 che ha avviato la sperimentazione della riforma della disabilità di cui al decreto legislativo 3 maggio 2024 numero 62 individuando ambiti territoriali che di fatto sono sperimentali, fra questi vi è anche la provincia di Sassari (le altre città interessate sono a Brescia Catanzaro Firenze Forlì Cesena Frosinone Perugia Salerno Trieste).

Il cosiddetto certificato medico introduttivo deve essere rilasciato in modalità definita semplificata utilizzando un apposito applicativo presente sul sito istituzionale dell’Inps.

Ma non è filato tutto liscio. I medici lamentano di non essere stati adeguatamente formati,  compresa la difficoltà che incontrano con la firma digitale da apporre alla documentazione, poiché non tutti posseggono questa opzione.

E nel mentre che l’Inps cerca correttivi, da parte della grande maggioranza dei medici, c’è un’opposizione per quella che viene definita una ulteriore burocratizzazione dell’attività medica. Si parla persino del tempo che si deve togliere all’attività di cura da dedicare ai pazienti, quantificato in diverse ore con punte persino di cinque ore, per portare a compimento l’attività di introduzione del certificato medico.

L’Inps il 2 gennaio scorso ha emanato delle istruzioni operative, comunicando persino che i medici interessati devono richiedere l’abilitazione compilando il modello AP110 inviandolo via posta elettronica certificata alla struttura Inps competente. Una volta abilitato il medico poteva compilare il certificato medico introduttivo utilizzando la propria identità digitale.

Da inizio di anno 2025, la procedura prevede un instradatore che guida il medico in base alla provincia di residenza, domicilio del paziente, e nelle province in sperimentazione il medico compila nuovo certificato introduttivo che costituisce l’istanza di valutazione di base delle condizioni di disabilità, mentre nelle altre province si utilizza il certificato tradizionale da associare a una domanda amministrativa. Alla vecchia maniera.

Ma in mezzo a queste criticita’,  a metà strada tra la riforma obbligatoria, e una classe,  quella medica, che rivendica un proprio ruolo, non certo quelle di tecnico informatico, si trova quella parte debole che in questi giorni è letteralmente sballottata alla ricerca di un medico benevolo e adeguato tecnologicamente,  che possa certificare il suo grave stato di salute.

Nella nostra redazione sono giunte segnalazioni al limite del tollerabile per patologie davvero complesse, per le quali non si trova una via d’uscita, un santo disponibile ,  se non il muro ad oggi posto da medici che si rifiutano adducendo come motivo l’enorme difficoltà nella compilazione del certificato introduttivo.

Un caos, e il fatto ancor più complicato, afferisce al fatto che chi ha bisogno, deve fare istanza per il riconoscimento dell’invalidità e della conseguente assistenza, non trova vie d’uscite, e gli rimane  la disperazione compreso l’urlo di rabbia, che ad oggi, pare non sia stato colto nella sua gravità dagli organismi preposti.

 

 


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