Cagliari, 26 gennaio 2025 – Passo avanti nella risoluzione della vertenza Carbosulcis. Nell’ultima riunione di Giunta, su proposta dell’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, la Regione Sardegna ha deliberato un piano di incentivi all’esodo per i dipendenti, come previsto dal “piano finalizzato alla chiusura”, approvato nel 2014 per la società che gestiva l’estrazione di carbone a Nuraxi Figus. L’anno previsto per la chiusura definitiva è fissato per il 2027 (secondo quanto disposto dall’Unione Europea nell’ambito del processo di decarbonizzazione) e i lavoratori rimasti in carico alla società che gestiva l’ultima miniera attiva nel Sulcis, sono 22.
La giunta Todde ha deciso di intervenire per tutelare i lavoratori rimasti che volontariamente decideranno di lasciare il lavoro. Sono previste due annualità di retribuzione per i lavoratori che accettino di ritirarsi in pensione, sebbene si trovino in circostanze per le quali potrebbero ancora rimanere in servizio, e per quelli che, pur non avendo maturato i requisiti per la pensione, scelgano di lasciare l’azienda volontariamente per iniziare una propria attività al di fuori dell’industria carbonifera. A questi ultimi verrà conferita anche un’ulteriore maggiorazione calcolata in misura proporzionale agli anni mancanti alla pensione.
“Il Piano di chiusura della miniera è stato costruito in modo da tutelare i lavoratori attraverso un percorso graduale di uscita che risulti sostenibile sul fronte sociale”, spiega l’assessore Cani, aggiungendo che “si tratta di un provvedimento atteso da tempo dai dipendenti idonei”.
Sono 8 i lavoratori interessati all’incentivo all’esodo che riguarda coloro a cui mancano da tre a dieci anni alla data prevista per il pensionamento; sono invece 14, di cui due operai e dodici impiegati, quelli con i requisiti di pensionamento.
L’incentivo è riconosciuto inoltre alle lavoratrici che decidano di accedere alla cosiddetta ‘Opzione Donna’ e a quelle che, pur potendo usufruire della Opzione Donna, optino per proseguire il rapporto di lavoro e conseguano il diritto alla pensione secondo il regime ordinario o con ‘Quota 100’.
Nella delibera approvata dalla giunta regionale sono indicate una formula e una tabella con l’impegno delle risorse già stanziate e non utilizzate negli anni, e prevedono un costo massimo stimato di poco più di 1 milione di euro. L’ importo previsto a favore degli impiegati è di 116 mila euro per ognuno, mentre per gli operai è di 96 mila.








