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Torna a Sassari il festival internazionale di cinema documentario e fotografia Asincronie

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  • 13 Giugno 2024, 08:32
Torna a Sassari il festival internazionale di cinema documentario e fotografia Asincronie

5 giornate dedicate alla visione di documentari e all’ascolto di audiodoc alla presenza di tutti gli autori, un focus sulla cinematografia palestinese,  un workshop su fotografia documentaria, tra gli ospiti Oskar Alegria e la regista di Betlemme Emily Jacir

 

SASSARI  Da mercoledì 26 a domenica 30 giugno torna a Sassari il festival internazionale di cinema documentario e fotografia Asincronie, ideato e curato dal collettivo di filmmaker e fotografi 4CaniperStrada, con il sostegno di Fondazione di Sardegna, il Ministero della Cultura e la collaborazione di istituzioni culturali a livello internazionale.

 

Asincronie è un’oasi nel deserto del pensiero mainstream, uno spazio libero dove confrontarsi con autori provenienti da tutto il mondo e con le loro opere su arte, impegno civile, ambiente, memoria, libertà dei popoli, in particolare quello palestinese alla cui cinematografia è dedicata un’intera giornata.

 

I luoghi del festival sono quattro. Il primo è il The Room, all’Emiciclo Garibaldi, dove Asincronie prenderà il via con un aperitivo il 26 giugno alle 19:00. Il secondo è il cinema Cityplex Moderno, che proietterà – il 26, il 27 e il 28 giugno – in lingua originale con sottotitoli in italiano i documentari selezionati per la V edizione, tutti prime visioni regionali, e tutti alla presenza dei registi. Un’importante novità quest’anno è la condivisione online di contenuti sulla piattaforma Netfest (www.netfest.org), per permettere anche a chi non è presente a Sassari di partecipare al festival e accedere gratuitamente alla visione di una parte del programma.

 

Tra i registi ospiti, ci saranno Oskar Alegria, considerato dalla critica di settore uno dei più talentuosi e poetici documentaristi europei, con il film “Zinzindurrunkarratz” (Targa “Gian Paolo Paoli” del Festival dei Popoli per il miglior film antropologico), e il regista e montatore Edoardo Morabito con “L’avamposto”, sulla vita dell’eco-guerriero Christopher Clark, prodotto con Rai Cinema e presentato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia (incontro in collaborazione con Società Umanitaria Alghero).

 

Mercoledì 26 il festival si apre con due opere selezionate attraverso una call lanciata nei mesi scorsi: “Pouring water on troubled water” di Nariman Massoumi e “Not available” di Federico Savonitto e Gianni Sirch. La proiezione, alla presenza dei registi, sarà seguita da un dibattito su forme e linguaggi del documentario di creazione.

 

Seguendo la sua vocazione asincrona, il festival propone anche quest’anno un film d’archivio, proveniente in questa edizione dal Palestine Film Institute: “Scenes of the Occupation from Gaza” (1973), un’opera rara del leggendario regista Mustafa Abu, uno dei fondatori della Palestine Film Unit, il primo braccio cinematografico della rivoluzione palestinese. E alla cinematografia palestinese sarà dedicata tutta la giornata conclusiva della V edizione.

 

Terzo luogo del festival è lo Spazio Bunker (via Porcellana 17/A), dove sono già in corso la mostra di Tamara Merino “Underland” e quella dal titolo “Parallel Eyes” di Alessia Rollo, fotografa e artista visiva leccese che guiderà il pubblico a visitare il suo lavoro giovedì 27 giugno e curerà il workshop “Fotografia documentaria e manipolazione”. Al Bunker si svolgerà l’ascolto degli audio-documentari e l’incontro con i loro autori: “Il paese dei pazzi. Episodio 2. Gli anni d’oro”, sul manicomio “open doors” del paesino calabrese di Girifalco, dell’autrice e produttrice radiofonica per la redazione Podcast di RAI Radio 1 Michela Mancini, e “Una bomba di Madonna” versione live di e con Daniel Paul Bilenko, giornalista alla Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, che prende spunto da un affresco della Battaglia di Lepanto per proporre una riflessione, un po’ divertita e un po’ sofferta, sul fare divulgazione storica e giornalismo culturale.

 

L’ultima giornata il festival si trasferisce allo Spazio Tev (via Giuseppe de Martini) per un focus sulla cinematografia palestinese, in collaborazione con l’associazione Ponti Non Muri, con il Palestine Film Institute, con Al Ard Film Festival e con AAMOD – Fondazione archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, con la partecipazione della regista e artista di Betlemme Emily Jacir. Dopo un video messaggio della scrittrice e giornalista del “Palestine Chronicle” Romana Rubeo, che porterà una testimonianza diretta sulla situazione attuale a Gaza, saranno proiettati i cortometraggi “Scenes of the Occupation from Gaza” (1973); “Letter to a friend” (2019) di Emily Jacir, alla presenza della regista; e Nakba. La catastrofe palestinese (2018) di Monica Maurer, sull’occupazione israeliana dei territori palestinesi e l’esodo forzato di 800.000 persone.

 

A concludere la V edizione di Asincronie sarà la performance live “Il pubblico bene” di e con Simone Azzu, musiche e suoni di Martino Corrias, progetto video di Claudia Virdis, archivi tratti da Sardegna Digital Library.


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