Giovedì 20 Giugno, aggiornato alle 14:25

Falco Pescatore nel Parco di Porto Conte: cinque i nuovi nati nel 2024, prossimi all’involo

Falco Pescatore nel Parco di Porto Conte: cinque i nuovi nati nel 2024, prossimi all’involo

Nuova eccezionale scoperta lungo la penisola di Capo Caccia. Avvistato il secondo nido di falco pescatore in attività con altri due pulli. Sono cinque, quindi i nuovi nati del 2024, prossimi all’involo. Il Parco di Porto Conte area di eccellenza per la nidificazione e unica area protetta al livello nazionale con due nidi attivi.

Nella giornata di ieri si sono svolte, come da ormai tre stagioni a questa parte, le consuete operazioni di inanellamento e posizionamento dei ricevitori GPS sui tre nuovi nati della stagione 2024. In occasione di queste attività di chiusura della quinta stagione riproduttiva a Porto Conte per il primo nido di falco pescatore che è ritornato a nidificare in Sardegna dopo sessant’anni  a partire dalla primavera del 2020, è stata fatta l’eccezionale scoperta di un secondo nido con altre due nuovi nati che si aggiungono ai tre del primo nidi. Capo Caccia e Porto Conte sempre di più metà prescelta per le specie di rapaci prioritarie per conservazione. I due parchi marino e terrestre e la zona speciale di conservazione stanno diventando ormai siti elettivi per non solo per l’avvoltoio grifone, ma per l’avvoltoio capovaccaio e, soprattutto, per il falco pescatore. Alla eccezionale scoperta del secondo nido di falco pescatore in attività con due nuovi pulli, si aggiunge la ulteriore definizione di dettaglio dell’areale di nidificazione dell’avvoltoio Capovaccaio.

Queste due nuove scoperte fanno parte integrante delle attività specialistiche che rientrano nel progetto nazionale “Falco pescatore Italia” giunto alla sua ventesima annualità e che vede coinvolti storicamente il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, il Parco regionale della Maremma,  il Parco regionale di Migliarino San Rossore Massacciuccoli e da quattro anni a questa parte anche il Parco regionale di Porto Conte e il Parco nazionale dell’Asinara.  Lo staff tecnico-scientifico, a cui partecipa anche l’ISPRA, che segue il progetto vanta notevole esperienza e professionalità riconosciuta ed è coordinato da Giampiero Sammuri, ornitologo e presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano. Da ricordare che da due anni a questa parte il nido del Parco di Porto Conte è monitorato in continuo h24 grazie ad una telecamera installata nei pressi dello stesso nido che consente un’osservazione costante, in tempo reale e con la totale assenza di ogni tipo di disturbo per gli individui.

“Salutiamo queste ultime ed eccezionali osservazioni e scoperte con grande soddisfazione ed entusiasmo-commenta il presidente del Parco di Porto Conte Raimondo Tilloca- le nostre aree protette sono diventate un punto di riferimento per l’avifauna che gravita nel contesto ambientale marino-costiero. Un vero e proprio hot-spot per rapaci e procellariformi. Vale infatti, la pena ricordare che nella penisola di Capo Caccia o meglio nell’isola Foradada è presente la seconda colonia a livello Mediterraneo dell’uccello delle tempeste come anche una nutrita colonia di berte. Da segnalare infine, l’incremento della colonia dell’avvoltoio grifone grazie ad uno specifico progetto Life che vede attivamente impegnate l’Università di Sassari e Agenzia Forestas. Quest’anno registriamo addirittura ben nove coppie in riproduzione.” Grande soddisfazione viene espressa anche da parte del direttore delle due aree protette terrestre regionale (Porto Conte)  e marina nazionale (Capo Caccia – Isola Piana) Mariano Mariani: “Il Parco di Porto Conte è ormai riconosciuto come area di eccellenza per la nidificazione: siamo unica area protetta al livello nazionale con due nidi attivi di falco pescatore; il fatto che queste importanti presenze di specie di rapaci prioritarie per la conservazione stiano scegliendo le nostre falesie rocciose ci conforta sul buon livello delle nostre azioni di tutela e salvaguardia e ci stimola a lavorare sempre di più sulla nostra missione principale che è la protezione di habitat e specie caratterizzanti le nostre aree protette; attività che riusciamo a coniugare con le iniziative di educazione ambientale che nel caso specifico ci consentono di mostrare agli studenti ed ai visitatori del Parco le straordinarie immagini h24 provenienti dal nido. A dimostrazione di ciò si sono recentemente concretizzati due finanziamenti che consentiranno di potenziare le azioni di conservazione e monitoraggio dell’avvoltoio capovaccaio e l’osservazione complessiva e mirata delle altre specie, grazie alla messa a punto di un moderno ed efficiente sistema di videosorveglianza che consentirà maggiore efficacia ed efficienza del risultato”.


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