Giovedì 25 Luglio, aggiornato alle 13:57

Ad Alghero sei mesi in campagna elettorale: siamo sopravissuti. Dibattito sui candidati a Sindaco su due dicotomie, il voto disgiunto

Ad Alghero sei mesi in campagna elettorale: siamo sopravissuti. Dibattito sui candidati a Sindaco su due dicotomie, il voto disgiunto

Siamo giunti alla fine. E siamo sopra vissuti. La campagna elettorale è ai titoli di coda, una lunghissima campagna elettorale, di fatto durata 6 mesi.
Dopo le Regionali, siamo alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale, e in città sono 320 gli aspiranti Consiglieri, di fatto un popolo. 14 Liste si contendono il primato, composto alla fine, da maggioranza in aula e Sindaco.

E se si dovesse esprimere un giudizio, di questa lunga campagna elettorale, l’aggettivo immediato, quasi scontato che ci viene in mente è delusione.

Delusione per come è nata, evoluta e arrivata a compimento.

Troppo povera, troppo scontata, troppo epidermica.

Alghero ha bisogno di attenzione su più fronti, non solo su quelli più noti e “sentiti” come  il decoro, l’igiene,  il verde, la gestione degli spazi pubblici.

Sui grandi temi quelli che incidono sulle decisioni dei cittadini, non c’è stato dibattito, non c’è stato confronto e men che meno scontro. Quasi che la città sia un’oasi di perfezione e chi arriva troverà “campo libero” nel solco di una continuità amministrativa che di fatto non c’è.
Il dibattito, o se si preferisce la polemica politica si è consumata su due grandi dicotomie, le alleanze  e chi le rappresenta, il giovane e il  vecchio.
E proprio il ruolo delle alleanze ha spaccato ad Alghero il fronte granitico sia a destra che a sinistra. I cosi detti centristi, che altro non sono che personei che hanno un percorso politico avvenuto nel campo del centrodestra, oggi si sono “spostati” in un altro campo, senza dare la possibilità all’elettore di capire i motivi di tale rottura, che ora sono evidenziati più per avversione fra persone che per un progetto politico. E questo trovarsi in casa questa intrusione, ha provocato nel campo a sinistra un malessere che solo il tempo potrà certificare. Non si è tutti uguali, su certe materie non la si pensa tutti nella stessa maniera, e pur di vincere non può essere il verbo.
Ecco con questi presupposti, due candidati a Sindaco si presentano al corpo elettorale. Oggi a differenza di cinque anni fa, nessuno dei due ha la vittoria in tasca. I tifosi sono equamente divisi, si corre sul filo di un rasoio, e la differenza la farà qualche centinaia di voti.
Marco Tedde candidato a Sindaco del Cdx è storicamente un uomo  politico che conta su un plafond di voti da anni, Raimondo Cacciotto idem, pesca in contesti diversi, e la sua militanza politica all’interno di una famiglia da decenni impegnata in politica sono una variabile non quantificabile.
Poi c’è il discorso del voto disgiunto, la vera variante che condizionerà queste elezioni. Il poter votare il candidato a Consigliere di una lista, e il candidato Sindaco di altro schieramento, opposto pe intenderci, toglie ai contendenti la certezza sull’esito del voto. La punizione per qualcuno potrebbe arrivare proprio dal voto disgiunto, e in quest’ottica, e sul condizionamento finale del voto, si ricorda cosa è avvenuto in occasione dell’elezione del presidente della Regione,  dove le liste, quindi i candidati, presero voti diversi, con una premialità decisiva nel campo largo, sebbene la differenza alla fine si attestò in oltre  40 mila voti in più verso chi perse le elezioni, ovvero il Cdx. Ecco questo toglie il sonno a qualcuno ad Alghero
L’altro elemento che caratterizza questo confronto è il profilo, automatico,  che si è creato verso Raimondo Cacciotto e Marco Tedde.

Raimondo Cacciotto è risultato essere il candidato Sindaco Giovane, capace di comunicare agli elettori che è possibile rompere con il  vecchio e di ritorno. Ma è proprio qui che si incunea il profilo di Marco Tedde che evidenzia che di nuovo c’è poco, che il vecchio è sinonimo di esperienza, di capacità di programmazione, evidenziando gli attacchi alla persona.

Ecco con questi dilemmi ci si appresta ad andare al voto, non prima di aver detto che i due candidati a Sindaco hanno i medesimi approcci, le stesse risposte per quasi tutte le problematiche, con rare eccezioni. Niente scontro, niente opposti, nessuna netta contrapposizione. E’ la vittoria del verbo declinato al futuro, per entrambi, dove si è evitato con cura di analizzare il presente, far emergere gli errori, e trovare le soluzioni.

Quello che è chiaro a molti algheresi è che di sicuro i due candidati saranno dei validi Sindaci, mentre le coalizioni, queste si,  sono oggetto ancor oggi di analisi e critiche in funzione del voto che si esprimerà, il mimetizzarsi  nel nuovo che si propone, è un pò giocare a essere dei camaleonti

 


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