Domenica 14 Luglio, aggiornato alle 11:27

Emergenza sanitaria nelle carceri sarde. Disabili in celle non a norma. A Uta occorre intervento urgente

Emergenza sanitaria nelle carceri sarde. Disabili in celle non a norma. A Uta occorre intervento urgente


Cagliari, 10 maggio – “La mia visita nei giorni scorsi alla Casa Circondariale di Uta ha confermato ancor di più la situazione di estrema precarietà e violazione dei diritti umani nei confronti di alcune persone private della libertà personale, in particolare per quanto concerne l’assistenza sanitaria. Sono circa 655 i detenuti costretti a vivere in una situazione di sovraffollamento e grave disagio, privati della giusta assistenza sanitaria prevista dalle norme. Ho trovato alcuni detenuti disabili costretti a vivere in condizioni inaccettabili e disumane. Sono le parole della Garante regionale delle persone private della libertà in Sardegna, Irene Testa.

“In una sola sezione ben cinque detenuti affrontano gravi invalidità: quattro costretti su sedie a rotelle e uno sulle stampelle. L’unica cella predisposta per la disabilità è insufficiente a soddisfare le esigenze di tutti, costringendo gli altri detenuti a vivere in condizioni di illegalità e a fare affidamento sui compagni di cella per le attività quotidiane più basilari.

Le barriere architettoniche nelle celle si traducono in una serie di difficoltà quotidiane insormontabili, come ad esempio l’accesso ai servizi igienici e la possibilità di fare la doccia in modo sicuro. Questa situazione umiliante e degradante mette a rischio la salute fisica e mentale dei detenuti.

A questo si aggiunge il concreto pericolo dell’azzeramento del servizio 118, che getta nel panico non solo i detenuti ma anche i loro familiari, aggiunge un ulteriore stato di emergenza a una situazione già critica.

Chiedo con urgenza un intervento immediato da parte delle autorità competenti per garantire il pieno diritto alla salute che deve essere garantito a tutti. Chiedo che si mettano a norma le celle per i disabili e che si fornisca all’istituto nell’immediato il personale sanitario adeguato per gestire un trattamento dignitoso e adeguato a tutti i detenuti con disabilità fisiche e psichiche”, chiude Testa.


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