Domenica 14 Luglio, aggiornato alle 20:29

La chiusura delle liste diventano un incubo per i partiti. Questuantes al rovescio

La chiusura delle liste diventano un incubo per i partiti. Questuantes al rovescio

E i questuantes da qualche giorno sono diventati i partiti. La predisposizione delle liste, sta diventando impresa immane, non si trovano persone disposte a candidarsi, nonostante le preghiere, gli atti di persuasione, che finiscono quasi in suppliche. Tutta colpa di un meccanismo elettorale portato a conoscenza nei minimi termini, dove i capi, quelli che storicamente sono sulla scena politica da anni, hanno di fatto l’elezione garantita, alla condizione che si raggiunga il famoso quoziente, ma soprattutto che si riesca a predisporre una lista.

Giusto un contenitore, dove la stragrande maggioranza in lista, è solo portatore di acqua, perché sono i capi che hanno garantita l’elezioni.

Conti matematici, che finiscono persino nel bloccare ingressi dei migranti della politica che nel tempo si sono mossi nel ventaglio dello schieramento politico, portando con loro pacchetti di voti personalizzati.

Quel numero di candidati possibile, ovvero 24, per molti sta diventando un vero incubo.

Dominano le cosiddette biciclette, che altro non è che l’aggregazione di due, se non tre forze politiche, per poter riempire una lista e proporsi al voto dell’elettore, con una lotta interna, che si intuisce è sfrenata.

Ad essere in difficoltà non sono solo le liste civiche cosiddette, ma sono le liste anche riconducibili a grandi partiti istituzionali, che non trovano volontari disposti a portare acqua al mulino del leader.

E proprio mentre divampa la polemica politica, con frecciate velenose dal campo larghissimo, e dal campo giusto, ci si avvia velocemente alla fatidica ora X stabilita per sabato alle ore 12:00, quando gli uffici comunali accoglieranno i contrassegni e le liste depositate, nonché l’adesione e il sostegno al sindaco candidato.

Ad oggi non si riesce con certezza a dire quante saranno le liste in lizza, quel che è certo è che i partiti sono attaccati  dalle liste civiche, che sebbene nascano sotto un auspicio e una idea condivisibile, si scoprono poi essere contenitori di marpioni della politica usciti dai partiti  e dalla loro organizzazione, e sistemati nel panorama politico e negli schieramenti locali, senza che siano le segreterie ad indicarne la collocazione. Come dire che si diventa possibilisti all’occasione in tutta libertà , e gli ideali, le storie, le culture e le appartenze,  finiscono al macero


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