Giovedì 25 Luglio, aggiornato alle 15:22

“Antenne frizzanti” Previsto l’nnalzamento dei limiti delle emissioni elettromagnetiche, ad Alghero che succede?

“Antenne frizzanti” Previsto l’nnalzamento dei limiti delle emissioni elettromagnetiche, ad Alghero che succede?

di Caspa

“Antenne frizzanti” Previsto l’nnalzamento dei limiti delle emissioni elettromagnetiche, ad Alghero che succede?


Il 31 dicembre scorso la legge n. 214 ha previsto l’innalzamento delle soglie ai limiti delle emissioni elettromagnetiche nel territorio nazionale ricevendo il plauso delle compagnie di telefonia mobile e suscitando, al tempo stesso, le preoccupazioni per la salute pubblica. Si passa da 6 a 15v/m: l’aumento stabilito dalla nuova legge cambia in modo consistente i parametri per contabilizzare le emissioni e il potenziale inquinamento elettromagnetico. Va ricordato che già nel 2012, l’allora Governo Monti, con il Decreto Sviluppo, innalzò il tempo di misurazione dei campi elettromagnetici passando l’intervallo temporale da una media di 6 minuti alle 24 ore. Già allora, con questo ritocco, o se si preferisce stratagemma, ci fu un significativo mutamento nelle tecniche di rilevazione. Con l’emanazione delle nuove disposizioni di legge, da gennaio scorso è iniziato un periodo di 120 giorni, la cui scadenza è prevista a fine di aprile, durante il quale regioni ed enti locali possono presentare osservazioni nell’ambito della conferenza Stato-Regioni. In tal senso Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Marche, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Calabria e Puglia, hanno presentato osservazioni e manifestato opposizione in merito alla nuova regolamentazione contenuta nel Ddl Concorrenza. Al momento non risulta che la regione Sarda o comuni isolani abbiano presentato obiezioni, perplessità o osservazioni basate sul principio di precauzione della tutela della salute pubblica. Tra le associazioni di protezione ambientale, Legambiente e Medici per l’Ambiente, hanno sempre espresso un parere contrario all’innalzamento dei limiti attuali, infatti Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente afferma che si sta cancellando, in merito all’esposizione ai campi elettromagnetici, il principio di maggiore cautela per potenziare la rete mobile e garantire servizi di connettività di alta qualità, ma a rischio della salute pubblica. Isde Medici per l’Ambiente ricorda che, secondo stime ufficiali AGCOM36, il network 5G vedrà connessi alla rete circa un milione di dispositivi per Km2, con incremento delle esposizioni globali e mediante utilizzo addizionale di frequenze (le onde millimetriche) mai utilizzate prima su così larga scala. Sempre Isde Medici per l’Ambiente ricorda che già nel 2017 un gruppo internazionale di oltre 350 medici e scienziati (tra i quali numerosi ricercatori esperti in radiofrequenze) lanciava un appello alla prudenza rispetto alla prevista installazione della rete 5G, successivamente ripreso anche da autorevoli istituzioni internazionali.
Allo stato attuale mancano solo 2 settimane affinché Regioni e Comuni, che ancora non hanno esercercitato tale possibilità, possono esprimersi e magari chiedere una moratoria al fine di avere dati e approfondimenti scientifici in merito all’esposizione ai campi elettromagnetici, o quantomeno sollecitare risorse finanziarie per sostenere costanti campagne di monitoraggio nelle città sulle emissioni delle stazioni radio base, cioè le antenne per telefonia mobile. In ambito locale e specioficamente ad Alghero, il nuovo regolamento sulle installazioni delle RSB adottato un anno fa, ha stabilito azioni di montaggio e messo nel bilancio comunale i fondi necessari. Ricordiamo che in città, nel 2020, vennero effettuati dall’Arpa Sardegna due rilievi, uno in via Degli Orti dove fu rilevato un valore massimo di 3,5 Volt metro e minimo di 1,4. In un altro punto di rilevazione, in via Grazia Deledda su un terrazzo privato, il valore massimo rilevato fu di 11,8 V/m e minimo di 3,8. Dati pubblicati dall’Arpa Sardegna nel 2020 che certificano che nella nostra città, come in tutte le città, serve il monitoraggio costante delle emissioni in tutte le RSB. Oggi, è lecito domandare alla classe politica: in città sono in corso i monitoraggi? A che punto sono? Quali sono i dati rilevati? Quali misure sono scaturite? Vista l’imminente scadenza di aprile per presentare osservazioni e proposte è necessario che gli enti locali si mobilitino ora, prima che le antenne siano “scappate dal recinto” degli attuali limiti emissivi voluti dal governo azionale. Il comune di Alghero, e più in generale, la regione Sarda presenterà osservazioni entro i termini stabiliti?

foto d’archivio


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