Domenica 26 Maggio, aggiornato alle 10:25

E’ arrivato a metà percorso il progetto “Suoni di Lolla”

E’ arrivato a metà percorso il progetto “Suoni di Lolla”

E’ arrivato a metà percorso, il progetto “Suoni di Lolla”, ideato e gestito dall’Associazione Culturale Teatro Impossibile, in collaborazione col Centro di Salute Mentale di Quartu Sant’Elena, la Cooperativa Agape e la Fondazione Domus de Luna.

Si tratta di un percorso realizzato nell’ambito dei progetti di coesione sociale finanziati dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Quartu S. E. (che tutt’ora sostiene l’iniziativa), e che ha coinvolto i cittadini in una curiosa avventura.

Due anni fa, Elio Turno Arthemalle, Emanuela Lai e Felice Colucci misero in piedi un laboratorio di scrittura e narrazione aperto volesse intervenire e regalare al gruppo una storia (reale o d’invenzione), che avesse come sfondo la città di Quartu. Le voci vennero registrate dal musicista Francesco Medda Arrogalla che, guidando una serie di “sortite” in città e nei dintorni, si recò con gli autori delle storie e alcuni microfoni speciali, a registrare i suoni specifici di ogni luogo narrato. Le suggestioni da cui partimmo furono quelle di provare a collegare la memoria dei partecipanti a luoghi specifici della città di Quartu utilizzando come porta sensoriale privilegiata l’udito. Le “sinfonie urbane” che ne scaturirono portarono all’ideazione di un quartiere immaginario, “Is canis cotus”: una Macondo quartese in cui far convivere e interagire storie e persone in assoluta libertà.

Quest’anno, contando su un gruppo di lavoro ancora più nutrito, risaliremo agli anni in cui la nostra immaginaria Macondo fu fondata, e indagheremo sui motivi della sua misteriosa scomparsa, avendo come primo indizio un vecchio hard disk in cui sono conservate delle voci e dei suoni registrati nel fantomatico bixinau evaporato dal tessuto urbano. Quei suoni, se ascoltati all’interno di una tipica casa campidanese, creano una sorta di varco attraverso il quale è possibile raggiungere Is canis cotus, visitare il quartiere e ritrovare i suoi abitanti. Le case e i loro tipici angoli diventano così un dispositivo immaginario attraverso cui collegare punti diversi dello spazio-tempo. I “viaggi” alla ricerca del quartiere con questo meccanismo di fantasia forniscono insomma un pretesto per elaborare nuove storie e attribuire nuovi significati al lavoro già svolto, così che le esperienze già fatte sopravvivano nella memoria e fecondino stimoli nuovi. 

Anche la nuova “puntata” della storia che andremo a comporre, quindi, vorrebbe creare una relazione positiva tra le persone e gli spazi cittadini. Decine di esperienze di teatro urbano, negli ultimi anni, dimostrano quanto possa giovare vivere i luoghi del proprio quotidiano attraverso relazioni affettive, creative, legate alla memoria, alla socialità, all’identità storica e culturale, e non solo come meri e freddi spazi funzionali.

Sarà quindi anche un’occasione per approfondire la conoscenza delle specificità urbanistiche della Quartu storica: a tale scopo ci avvarremo, oltre che del team consolidatosi nella scorsa occasione, di Emanuele (Lele) Pittoni che, oltre a essere il sensibile artista musicale che tutti conoscono, è anche uno storyteller delle periferie ed è, oltretutto, una guida professionista. Programmeremo, col suo aiuto, delle visite guidate ad alcune delle del loro fascino. 

La conclusione della seconda puntata della nostra epopea è prevista per la fine del mese di maggio. Fino ad allora, qualsiasi cittadino quartese è invitato a partecipare ai laboratori, per i quali non è richiesto alcun obbligo di frequenza, alcuna iscrizione e alcun costo.

Per informazioni si possono consultare i social di Teatro Impossibile o scrivere a teatroimpossibile@gmail.com.


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