Sono iniziati gli ultimi cinque giorni di questa breve ma intensa campagna elettorale in Sardegna. Quattro candidati e 25 liste sono in campo per il rinnovo del consiglio regionale, in programma domenica 25 febbraio. In campo Paolo Truzzu per il centro destra, Alessandra Todde per il cosiddetto Campo largo, poi Renato Soru per la Coalizione Sarda, Lucia Chessa per Sardegna R-esiste.
Ma a questo punto, gli schieramenti in campo fanno i conti soprattutto con i sondaggi molto riservati, vietati dalla norma, per i quali non è possibile la loro pubblicazione, ma in tutta evidenza molti giornali riportano quelle che sono le tendenze, dell’elettorato sardo in questo momento. Lo riportano soprattutto quei giornali non di base in Sardegna ma che comunque grazie al web riescono ad approdare da queste parti, e danno letture, che è bene sottolineare, vanno prese con le molle. Qualcuno le bolla come di parte, autentiche fake news altri, le prendono serie al punto tale che cominciano persino a preoccuparsi. Chi era dato ( per scontato) in avanti ora insegue, e in questi ultimi cinque giorni tutto può avvenire, tradotto, la partita è tutta da giocare.
Un esercito di 1400 persone candidate per le regionali, si contendono 60 seggi, tanti sono quelli disponibili nel consiglio regionale. Si cominciano a fare i conti con le strategie di comunicazione, molte delle quali fallimentari, non solo per contenuti ma anche per le modalità, portate avanti. C’è chi ha investito verso i social, con tantissima visibilità, pochi costi e riscontri flebili, chi si è affidato alla classica porta a porta, dove si sono prediletti soprattutto i rapporti di conoscenza interpersonali, chi con lo smartphone sta intasando le memorie d’archivio degli ignari elettori, con messaggi e immagini di dubbia efficacia. Tutti occupati gli spazi pubblicitari sui siti online, soprattutto a livello locale, quelli che garantiscono con poco investimento una notevole visibilità. Ad oggi sono state abbandonate le strade di un tempo che prevedevano volantinaggi a dosi massicce, con intasamento delle buche postali. Oggi è la parte elettronica immateriale che la fa da padrona.
La Sardegna in questi ultimi cinque giorni sarà visitata dai leader di partito che mai come in questa occasione saranno presenti. Il 21 febbraio a sostegno di Paolo Truzzu sono attesi i tre leader nazionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, ovvero .la presidente del consiglio Giorgio Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.
In Sardegna si sta giocando una grande partita, è proprio questa partita non sta offrendo certezze a nessuno,
Il centro destra sicuramente è partito avvantaggiato, per la presenza nello schieramento di tutti i partiti che sostengono Paolo Truzzu, a differenza del campo largo di Alessandra Todde che deve fare i conti con l’altra lista, quella di Renato Soru che è vista concorrenziale e determinante ai fini del risultato finale.
Ma per la prima volta proprio in questi giorni, serpeggia la preoccupazione dell’incertezza. Né a destra né a sinistra si è sicuri, anzi a vedere i sondaggi, quelli definiti riservati, c’è persino qualcuno che comincia a preoccuparsi. Numeri che parlano di liste che a sorpresa sono avanti, che capovolgono il paradigma per molti dato per scontato. E proprio nel dato che scontato non è, si incomincia persino a guardare chi può determinare altro peso in una bilancia, che, in questo momento, in maniera netta, non pende da una parte. E’ quella fetta di elettorato che sino ad oggi si è dimostrata disattenta, distratta, poco coinvolta e convinta di voler votare, quasi oltre la metà di chi ha diritto ad esprimere il voto. E’ proprio dentro questi si nascondono le persone che potrebbero far la differenza, che sono quelle che sfuggono alle rilevazioni, ai sondaggi.
Quel che è chiaro a tutti, è che queste non sono votazioni fine a se stesse, c’è immediatamente dopo un altro appuntamento, restando nel campo locale. La nostra città è interessata al rinnovo del consiglio comunale. In campo tutte le forze, e da qui, da lunedì 26 febbraio potrebbe uscire un indizio non di poco conto per ridisegnare campo, appartenenza e peso politico dei partiti in lizza. Il 25 febbraio per capirci non c’è solamente in ballo l’elezione a consigliere regionale, Alghero con 20 candidati rischia una Waterloo, in ballo c’è molto di più e questo chi fa politica lo ha capito in maniera chiara.
Ma emerge un fatto, non di poco conto, che Alghero, non si capisce se per caso e per volontà studiata, rischia, per la prima volta di adombrare la mattatrice politica di sempre: Sassari. Alghero nelle sue liste ha persone, di peso notevole, che nei rispettivi partiti sono leader e muovono tanto consenso. Si pensi all’esponente di Forza Italia, a quello della Lega, a quello di Fratelli d’Italia, a quello dei Riformatori, tutti nel centrodestra, con possibilità di elezione, mentre nel Campo Largo si fa strada l’esponente locale della Lista Todde, mentre per il resto l’offerta riguarda stranieri per la città.
E gli appelli ora cominciano a moltiplicarsi, appelli che chiedono un voto responsabile, di scelta di campo, o a destra o a sinistra, non di compromesso.
Si capisce che saranno 5 giorni finali di campagna elettorale pirotecnici.








