Domenica 3 Marzo, aggiornato alle 19:03

Il Capodanno è stato dei sardi. I numeri parlano da soli, le contrapposizioni non servono. Ha vinto il turismo di prossimità. Ad Alghero non meno di 50 mila presenze

Il Capodanno è stato dei sardi. I numeri parlano da soli, le contrapposizioni non servono. Ha vinto il turismo di prossimità. Ad Alghero non meno di 50 mila presenze

Le feste in piazza in Sardegna per la fine dell’anno 2023 e l’inizio del 2024, verranno ricordate nel tempo, soprattutto per la presenza di artisti di caratura internazionale.

Ad Alghero tre giorni con presenze ragguardevoli, culminati con il concerto di Ligabue, a Castelsardo Mahmood, a Cagliari Marco Mengoni, a Olbia il concerto al molo Brin con Zucchero e Salmo. E poi ancora a Nuoro il concerto di Noemi, a Sassari in piazza d’Italia il concerto del duo Renga e Nek.Ma da subito è partita la macchina dell’informazione (o disinformazione che dir si voglia,) dove ognuno ha dato la personale lettura di quanto avvenuto.

Campanilismi sfrenati, una corsa a chi ce l’ha più lungo, per cercare di dimostrare che gli eventi, la grande spesa e gli investimenti effettuati, hanno generato un ritorno sul territorio, come auspicato.

Ed è proprio sulla guerra dei numeri che le città più grandi, Alghero, Sassari, Olbia, Cagliari, si contendono la palma del migliore, quello più riuscito.

Parlano i numeri, non solo quelli delle persone presenti nelle piazze, ma soprattutto quelli legati alle strutture ricettive, alberghi, B&B, case vacanza, alle attività commerciali.

E allora si fanno parlare i numeri, quelli registrati, e non quelli gonfiati a dismisura che non hanno riscontro.

Ad Alghero nelle tre giornate del lungo weekend e di fine anno si calcola che ci siano state non meno di 50.000 presenze. Dato rilevabile dalla presenza all’interno dell’area in Piazzale della pace, autorizzata a contenere dagli organi di vigilanza, 14.000 persone. Ad Alghero c’era il conta persone e all’interno del piazzale della pace il 29 Dicembre sono entrate 12.000 persone, il 30 dicembre 13.500 e la notte di capodanno 17.000 persone, si aggiungano coloro che stazionavano sulle ramblas, fronte maxi schermi, e i conti tornano: non meno di 50 mila presenze.

Città pullulante di gente e attività commerciali e di ristorazione, che hanno lavorato a pieni giri. Il presidente della Camera di Commercio Stefano Visconti ha dichiarato pubblicamente che le strutture ricettive di Alghero aperte su base annuale, hanno registrato ottimi indici di occupazione, riempendo tutti i 1200 posti alberghieri disponibili.

A questo dato, si aggiungano tutte le case vacanze aperte, i B&B e i pernottamenti per tre giorni, che ad oggi non è possibile quantificare, e si ha la certificazione che ad Alghero il capodanno è stato di successo.

Non altrettanto si dice per il capo di sotto e Cagliari per esempio. Divampano le polemiche, le associazioni di categoria non sono per niente soddisfatte, grande evento concentrato in una sola notte non ha restituito alla città e al territorio i ritorni paventati. Si parla apertamente persino di una città che avuto problemi di ordine pubblico soprattutto per le scorribande notturne nel centro storico cittadino. Si stima che alla fiera di Cagliari erano presenti non meno di 22.000 persone per Marco Mengoni.

A Olbia, fonti giornalistiche parlano di 40.000 presenze, senza spiegare nel dettaglio da dove si ricavano questi numeri. A Sassari in piazza d’Italia si parla di non meno di 14.000 presenze, anche queste contate dai varchi di accesso, inutile negare che molti sono dovuti rimanere fuori dall’area concerti.

Non si vuole in questa circostanza rimarcare che si tenta in maniera strumentale di contrapporre città del Nord Sardegna, che vantano tradizioni ultra decennali nel settore, il dualismo, ad esempio, fra Alghero e Olbia è assolutamente fuori luogo e improponibile. Troppo distanti per tradizioni consolidate e soprattutto per esperienza maturata.

Olbia ultimamente si sta contraddistinguendo per grandi eventi proposti nel breve periodo, Alghero ormai da anni è una realtà con cartelloni che propongono grandi eventi con stelle di caratura internazionale, dove c’è una realtà, la Fondazione Alghero, che ha una macchina rodata e professionalità con provata esperienza.

Contrapporre queste due realtà, di grande livello, seppur diversificate, non giova a nessuno, se non a incrementare il fuoco delle polemiche che non servono a nessuno.

Allora per una volta si può tranquillamente affermare che Alghero, Olbia, Sassari, Castelsardo, giusto per stare al Nord sono state città che hanno proposto spettacoli di primissimo livello che hanno avuto riscontri di pubblico e critica di notevoli proporzioni. Non si dimentichi che queste città abbinano l’evento soprattutto all’attività promozionale del proprio territorio.

Aver parlato di loro a livello nazionale e ultra nazionale, dimostra che gli amministratori locali hanno visto giusto.

Ma alla luce di quanto avvenuto, del grande riscontro di presenze nelle piazze sarde, non si può sottacere che il capodanno è stato soprattutto il Capodanno dei sardi. Sono loro gli autentici protagonisti di questo fine anno 2023 e inizio 2024.

Il turismo che ha mosso economia, che ha speso, che ha coinvolto intere famiglie, è stato il turismo di prossimità, che non può essere derubricato a turismo povero, ma è quello che bisognerebbe incentivare, coccolare e riproporre nell’immediato, perché muoversi all’interno di una regione, garantisce ritorni in termini economici di notevole portata, spalmate proprio all’interno della comunità.

Parlare di capodanno dei sardi e per i sardi non è certificare che è stato un insuccesso. Il capodanno per i sardi è un modo, lineare e propositivo, di dare ai sardi un momento di svago, di spettacolo di coinvolgimento di grande portata. I concerti, gli eventi che in Sardegna si propongono a partire dal mese di Aprile, difficilmente coinvolgono anche i residenti, per la stragrande maggioranza intenti nelle loro attività lavorative quotidiane. Il format proposto ai sardi nella fine dell’anno, sono stati gratuiti, ed è questo il grande merito delle amministrazioni locali.

Anche i sardi hanno bisogno di avere i loro momenti di svago e di allegria, perché non è pensabile che senza soluzione di continuità, si pensi solo e unicamente agli altri, a quelli che arrivano, perché il turismo non è uno solo, ma ci sono, ed è questo il punto focale, diverse forme, e quello di prossimità non è una scoperta di questi giorni, questo sia chiaro.


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