Martedì 28 Maggio, aggiornato alle 22:26

Uno scoop nell’ultimo libro di Antonio Budruni: Joan Palomba fece “copia-incolla” dai saggi di Grazia Deledda

Uno scoop nell’ultimo libro di Antonio Budruni: Joan Palomba fece “copia-incolla” dai saggi di Grazia Deledda

Un vero e proprio scoop quello svelato con l’ultimo libro di Antonio Budruni, “Grazia Deledda, plagio letterario” (Nemapress edizioni),  il 29 dicembre nella sala convegni de lo Quarter ad Alghero.

Nessun studioso deleddiano aveva rilevato ciò che lo storico algherese ha messo nero su bianco; la cosa ancor più sorprendente è che anche i ricercatori catalani non l’avevano mai capito. Infatti Joan Palomba, studioso della lingua algherese- catalana,  attivo tra fine ottocento e prima metà del Novecento, ha pubblicato nel 1911 un lungo saggio su “Tradizioni popolari di Alghero” facendo quello che Budruni definisce un “copia-incolla” da “Tradizioni popolari di Nuoro” che Deledda pubblicò tra il 1893 e 1895.

Come hanno fatto a non capire che le descrizioni di usi e costumi di Alghero raccolti  da Palomba non erano catalani ma con ben altra origine, molto lontana, quella barbaricina!

Neria De Giovanni, direttrice della collana “deleddiana” che ospita il libro e prefatrice del volume, in apertura della serata  ha rimarcato come né Palomba né gli studiosi che dopo di lui ne esaltarono quest’opera di tradizioni popolari , avevano letto il testo deleddiano, a riprova di come la nostra Deledda sia stata troppo spesso e a lungo trascurata nei suoi meriti di ricercatrice.

Nel suo libro Antonio Budruni ha messo a confronto diretto molte pagine di Palomba con quelle di Deledda da cui si evince immediatamente il plagio reiterato.

L’interesse e la reazione immediata di molti del pubblico durante l’esposizione di Budruni, dimostrano come questo evento, inserito nel Cap d’Any de l’Alguer, farà molto discutere, soprattutto in ambito catalanista.

L’assessore alla Cultura Alessandro Cocco aprendo la serata ha condiviso la pulizia morale ed etica dello studioso algherese e della Casa Editrice che hanno voluto pubblicare questa brutto scivolone di Joan Palomba rendendo comunque merito a Deledda che De Giovanni non esita a definire “un modello” anche per le tradizioni popolari visto che la sua opera, di poco più che ventenne, è stata considerata talmente valida da essere oggetto di questo evidente plagio.


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